La pisantrofobia: come nasce la paura di fidarsi delle persone

La pisantrofobia è la paura di fidarsi delle altre persone, che sia del proprio partner, di un collega o di un amico. Ma da dove nasce questa fobia? E come la si può superare?
Dott.ssa Samanta Travini Psicologa Psicoterapeuta
10 Settembre 2021 * ultima modifica il 10/09/2021

La maggior parte di noi ha sofferto almeno una volta una delusione amorosa o un tradimento da parte di un amico o di un familiare. In seguito a ciò, ci è stato difficile fidarci nuovamente della persona in questione.

Già di per sé fidarsi non è un compito facile, ma se per di più si presenta la pisantrofobia, si trasforma in una autentica chimera.

Cos’è la pisantrofobia

Come tutte le fobie, anche la pisantrofobia non è causata da un pericolo reale e imminente, quanto piuttosto da una sorta di paura anticipatoria.

Si caratterizza da una paura irrazionale di costruire una relazione intima e personale con gli altri e di rivivere il dolore seguito a precedenti tradimenti o delusioni.

Per il pisantropo la fiducia è un concetto astratto che non gli appartiene.

La pisantropia si colloca tra le nuove fobie e si ritiene che ponga le sue radici nella primissima infanzia. La persona che prova tale fobia inizia a pensare (credere) che prima o poi tutti la tradiranno e deluderanno.

Da dove nasce

Spesso la pisantrofobia ha messo radici già nell’infanzia, quando gli adulti, più generalmente i genitori, raccontavano al bambino delle piccole “bugie a fin di bene”, ad esempio promettendogli un premio per far sì che faccia il bravo: il bambino si carica di aspettative.

Quando il premio promesso si rivela una bugia, gli scenari possono essere due, a seconda del carattere del bambino:

  • se il bambino è estroverso può sfogare la sua delusione con rabbia e capricci;
  • se il bambino è introverso finisce per rimuginare interiormente sulle false promesse degli adulti: se queste si protraggono nel tempo il bambino accumula una serie di feedback negativi che attribuisce all’esterno e tende a sviluppare un sentimento di sfiducia.

Il bambino introverso da adulto tenderà a muoversi sospettosamente, stringerà relazioni incerte e piene di dubbi, e resterà in attesa dell’ennesima e inevitabile delusione.

Dopo il fallimento di una o più relazioni, sentimentali o amicali, in cui la fiducia viene tradita, iniziano a nascere nella persona pensieri come “perché capita sempre a me?” , o “finirò per stare da solo” o anche “non permetterò che mi succeda ancora”.

Sono pensieri normali, che ognuno di noi ha avuto almeno una volta nella propria vita. Ma quando questi pensieri iniziano a prendere il sopravvento, allora possono dare origine alla pisantrofobia.

Questo genere di pensieri è associato e dà luogo a sensazioni e emozioni negative, ad esempio:

  • perdita di fiducia in se stessi e negli altri
  • delusione e frustrazione
  • bassa autostima
  • tristezza e/o rabbia
  • senso di colpa e vergogna

Quando queste sensazioni ed emozioni vengono generalizzate si inizia a pensare che con ogni probabilità accadrà di nuovo di essere feriti, traditi e che di fronte alla sofferenza che ne deriverebbe, sarà meglio non rischiare.

La paura che accada di nuovo porta ad alzare dei muri, che impediscono a chiunque di raggiungere davvero il pisantrofobo.

La pisantrofobia non è solo mancanza di fiducia nei confronti degli altri, ma anche scarsa autostima, mancanza di fiducia in se stessi e nel proprio metro di giudizio.

In una situazione normale, quando si conosce qualcuno, il nostro intuito ci indica se quella persona possa essere degna di fiducia o meno, e questa intuizione influenza il nostro comportamento con la nuova conoscenza.

Anche il pisantrofobo ha delle intuizioni in questo senso, ma ha anche, purtroppo, scarsa fiducia nelle sue intuizioni: ha il dubbio di sbagliarsi, di fidarsi di qualcuno che istintivamente sembra degno di fiducia e che invece lo farà soffrire di nuovo.

E a quel punto inizia a pensare che, essendo più indifeso a causa delle sofferenze passate, non riuscirà a difendersi adeguatamente qualora quella persona non si rivelasse degna della fiducia a lei data.

Nasce un circolo vizioso, si entra in un loop di pensieri da cui è difficile uscire e la fobia diventa, così, limitante.

I sintomi

Cosa ci fa capire la netta differenza tra chi è solo cauto e chi, invece, è pisantrofobo.

Il pisantrofobo:

  1. Dubita di tutto ciò che gli viene detto, indipendentemente da chi glielo dice
  2. Ogni volta che si proietta in una relazione, finisce sempre con un cuore infranto
  3. Pretende molto dagli altri, anche nelle relazioni sentimentali, potrebbe avere la tendenza a bruciare le tappe e chiedere di fare “sul serio” prima che l’altro sia pronto (questo per sentirsi più sicuro, sicurezza che però non arriverà)
  4. Mette alla prova il suo partner o i suoi amici per testarne l’onesta
  5. È diffidente nei confronti di tutti quelli che incontra
  6. Tende a controllare il suo partner leggendo la messaggistica di Facebook, WhatsApp ecc.
  7. Ha bisogno di rassicurazioni costanti nelle relazioni che per lui contano davvero
  8. Basso livello di fiducia nelle proprie capacità
  9. Pensa che non potrà mai fidarsi pienamente di qualcuno
  10. Mancanza di fiducia nell’onestà altrui, con la tendenza a credere che gli altri possano avere sempre un secondo fine

Le conseguenze

Le conseguenze della pisantrofobia non si limitano al solo piano affettivo, bensì si trasferiscono ai restanti ambiti della vita: lavorativo, familiare, di coppia o socio-culturale. Le sue auto-suggestioni, portano la persona ad attuare comportamenti antisociali e di isolamento che nuocciono a tutti questi contesti. Alcune di queste condotte sono:

  • Evitare di realizzare attività che implichino un contatto interpersonale intimo
  • L’introversione è frutto della paura delle critiche, di un timore estremo di essere giudicato, rifiutato o tradito
  • Non assistere a eventi o incontri nei quali bisogna riunirsi con sconosciuti e nei quali non si è sicuri di fare simpatia agli altri
  • Non assumersi nessun rischio che possa mettere in pericolo a livello emotivo. La persona si mostra molto restia a impegnarsi sentimentalmente agli altri. Ha timore di aprirsi. Per questo motivo, spesso, viene considerata una persona solitaria, introversa, riservata ed ermetica
  • Evitare di mantenere relazioni intime a causa della paura di essere nuovamente delusi. Non si vuole trovare un altro partner per timore di soffrire di nuovo

Tutte queste ripercussioni aumentano di intensità in base al grado di coinvolgimento del pisantrofobico con l’altra persona.

Differenze tra paranoia e pistantrofobia

La personalità paranoica presenta “tratti di diffidenza, sospettosità, riservatezza, timore dell’aggressività altrui, rigidità e ipersuscettibilità alle critiche, alta concenzione di sé con ostinazione e intolleranza verso gli altri”. Secondo le teorie della psicoanalisi classica, alla base di questa personalità vi sarebbe una struttura narcisistica che induce l’individuo a utilizzare assiduamente meccanismi di difesa come la negazione e  soprattutto la proiezione inconscia di caratteristiche negative proprie sugli altri, pensando che gli appartengano. Questo meccanismo può condurre a disturbi più gravi come il delirio di persecuzione che ritroviamo frequentemente nella gelosia e nella rivendicazione per presunti torti subiti.

Tuttavia il confine tra paranoia e pistantrofobia è molto labile se pensiamo che gli individui ipersensibili che hanno subito delusioni e tradimenti possono sviluppare, secondo una logica o tutto bianco o tutto nero, comportamenti estremi che vanno dalla grande partecipazione socio-affettiva al totale isolamento colorato di rabbia e rancore.

In entrambi i casi viene meno la capacità di comprendere realmente le intenzioni del prossimo; la conseguenza è che chiunque è un potenziale traditore e la vita sociale dell’individuo pistantrofobo si impoverisce fino ad annullarsi.

Come superarla

In seguito a una relazione fallimentare in cui la fiducia è stata tradita è normale provare dolore, diffidenza e paura verso il futuro, ma ogni relazione, di qualsiasi natura sia, è basata sulla fiducia ed è importante imparare a dare di nuovo fiducia per poter far entrare nella nostra vita persone che ci donino benessere.

Per arrivare a questo risultato sarà importante rivolgersi a un professionista, il quale ti accompagnerà nei vari passi di questo percorso:

  • elaborare le esperienze negative del passato e vissute come traumatiche: è un passo fondamentale perché tutto nasce da lì, anche se a volte sembriamo esserne inconsapevoli;
  • imparare ad accettare il torto subito ed il dolore che ne è derivato come parte della vita: può capitare di venir delusi e di soffrire, ma non per questo deve capitare sempre;
  • capire ciò che possiamo migliorare di noi stessi;
  • smetterla di addossarsi tutte le colpe e responsabilità: può capitare di sbagliare nel giudicare qualcuno e dargli fiducia, e gli errori servono proprio per imparare una lezione, ma la soluzione non sarà quella di autoisolarsi;
  • imparare a dare fiducia a qualcuno, ma poco alla volta.
Laureata in psicologia clinica dello sviluppo e neuropsicologia, si occupa di sostegno psicologico per individui, coppie e famiglie con particolare attenzione altro…