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6 Maggio 2020
14:00

La vespa samurai potrebbe salvare i frutteti: una speranza biologica contro la cimice asiatica

Il Ministero dell’Ambiente ha dato il via libera per introdurre nei frutteti veneti la vespa samurai, antagonista naturale della cimice asiatica, per evitare che questo insetto distrugga le coltivazioni.

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La vespa samurai potrebbe salvare i frutteti: una speranza biologica contro la cimice asiatica
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In un momento di crisi che coinvolge tutti i settori, compreso quello agricolo, è fondamentale riuscire a trovare soluzioni efficaci e poco dispendiose per problematiche reali e difficili da contrastare. Per quanto riguarda le coltivazioni, infatti, l’arrivo dei parassiti che attaccano piante e frutti è un vero problema per gli agricoltori, che necessitano di soluzioni efficaci per evitare di gettare parte del loro raccolto, oggi più prezioso che mai.

La cimice asiatica, ad esempio, rappresenta un vero problema per i frutteti italiani. La sua presenza, infatti, provoca ingenti danni a tutte le piante da frutto, in particolare agli alberi delle pere, di cui durante gli scorsi anni è stato perso il 50% del raccolto.

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Oggi, però, una perdita così consistente non può assolutamente essere presa in considerazione. Per questo, il Veneto sarà una delle prime regioni a sperimentare un metodo tanto arcaico e naturale quanto innovativo ed efficace per liberare le proprie produzioni da questa minaccia. È infatti prevista per l’inizio del mese di giungo l’introduzione nella regione della nemica naturale della cimice asiatica, ovvero la vespa samurai.

Nome scientifico Trissolcus japonicus, si tratta di un insetto molto piccolo, grande circa due millimetri e innocuo per l’uomo, che rappresenta il mezzo di contrasto naturale della cimice asiatica. Il Ministero dell’Ambiente, dopo aver verificato che l’approdo di questo insetto sul territorio non potrebbe in alcun modo provocare danni ambientali, ha dato il via libera per il suo “utilizzo”, consentendo di lasciare da parte pesticidi, diserbanti e altri metodi decisamente meno ecologici. Un metodo tutto naturale che potrebbe salvaguardare l’intero raccolto se applicato il prima possibile.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.