L’amore virtuale: una relazione nata e vissuta solo sul web è sbagliata?

Con relazione virtuale si intende la nascita di un coinvolgimento tra persone nato sul web e mantenuto attraverso chat, email e social network. Se pur, in alcuni casi, vi ripromettete di vedervi presto, questo non accade mai. Si tratta di un rapporto che si basa interamente su uno scambio di messaggi di testo e spesso non va mai oltre questa fase. E non è detto che duri poco: l’attesa e l’adrenalina dell’arrivo dei messaggi può farlo andare avanti anche per mesi e mesi.
Dott.ssa Samanta Travini Dottoressa in Psicologia Clinica
15 novembre 2019 * ultima modifica il 15/11/2019

I social media hanno introdotto tre grandi modificazioni nelle relazioni interpersonali: hanno cambiato il ruolo della corporeità nelle relazioni, hanno consentito un uso più strategico della comunicazione e hanno allargato la base dei soggetti raggiungibili.

Ma perché si ricorre sempre più spesso a questi mezzi per conoscere persone nuove? I social media hanno ridotto il rischio della seduzione faccia a faccia, diminuendo così la possibilità di ricevere un rifiuto. Inoltre la sensazione di rischiare di meno porta le persone a osare di più. Questo perché online non si sperimenta direttamente gli aspetti emotivi del rifiuto che si prova invece se il partner dice di no guardandoci negli occhi.

Si può anche aggiungere che quando iniziamo a chattare con uno sconosciuto il cervello non si accontenta delle poche informazioni che riesce a raccogliere attraverso il web, così “riempie gli spazi vuoti” con la propria immaginazione, che spesso è fatta di aspettative positive sulla relazione. Così, che se a casa abbiamo un partner poco affettuoso, vedremo l’utente con cui chattiamo come se fosse più affettuoso, con tutte quelle caratteristiche che mancano nella nostra relazione.

Infine l’utilizzo dei media ci consente di entrare in contatto e conoscere persone che prima non avremmo avuto alcun modo di conoscere e questo favorisce il crearsi di collegamenti sociali prima inesistenti.

Cos'è l'innamoramento virtuale

Con relazione virtuale si intende la nascita di un coinvolgimento tra persone nato sul web e mantenuto attraverso chat, email e social network. Se pur, in alcuni casi, vi ripromettete di vedervi presto, questo non accade mai. Si tratta di un rapporto che si basa interamente su uno scambio di messaggi di testo e spesso non va mai oltre questa fase. E non è detto che duri poco: l’attesa e l’adrenalina dell’arrivo dei messaggi può farlo andare avanti anche per mesi e mesi.

La presa di consapevolezza che l'altro non ha interesse a portare nel mondo reale questa conoscenza può provocare frustrazione in chi vorrebbe poter passare allo step successivo e conoscere dal vivo il proprio partner virtuale. Una volta giunti a questa consapevolezza sarebbe opportuno chiedersi il senso di proseguire e quali sono i vantaggi emotivi derivanti dal continuare con questa modalità relazionale. Altrimenti si corre il rischio di rimanere imbrigliati in una rete opprimente, dove tutto quello che prima era entusiasmante, diviene una dimensione di cui ci si accontenta per paura di non poter ottenere di meglio. Soprattutto le donne rischiano di rimanere intrappolate in qualcosa che hanno fortemente contribuito a creare, non valutando, però, con più attenzione, quanto il desiderio dell'altro iniziasse e finisse dentro il testo scritto.

La nascita di relazioni virtuali avviene in particolare da parte dagli uomini, ma anche, e soprattutto, dalle persone impegnate di entrambi i sessi. Perché garantisce un'adrenalina e una eccitazione “virtuale”, che riempie, soddisfa, ma è mantenuta sempre dietro l'alibi di una non concretizzazione che, comunemente, identifica poi il tradimento.

Chi instaura relazioni virtuali come forma esclusiva di relazione, ha evidentemente la necessità di mantenere il rapporto a distanza sia per un bisogno emotivo che opportunistico. Spesso perché avendo una relazione stabile si usa questo canale come mero gioco di seduzione, oppure perché godono di forme di trasgressione che si aprono e chiudono nell’ambito della chat, senza compromettere il loro equilibrio quotidiano. Un altro motivo potrebbe essere dovuto al fatto che la persona ha dei blocchi emotivi nel lasciarsi andare e sperimentare per davvero una relazione. Sono questi i casi in cui la fragilità e la paura dell'intimità trovano conforto in questo tipo di strumenti, perché danno l'alibi di una grande apertura e disinvoltura relazionale, supportando gli autoinganni emotivi.

Quali sono i vantaggi

Il vantaggio principale è dato dalla possibilità di attuare un corteggiamento vivace, seduttivo, erotico, senza la fatica di mettersi in gioco e doversi impegnare con tutto ciò che ne consegue: disillusione, delusione, noia, rifiuto… È, inoltre, un ottimo strumento di “allenamento” all'interazione con l'altro, in cui poter sperimentare una dinamica comunicativa, relazionale che, magari, dal vivo non si avrebbe il coraggio di attivare.

Quali sono i rischi

Se la relazione si ferma al testo scritto, difficilmente ha un futuro, a meno che la distanza usata come “codice di sicurezza” non sia condivisa e fortemente voluta da entrambi. In tali occasioni può accadere che l'amante virtuale diventi davvero un compagno speciale, con cui si può attivare una complicità esclusiva e duratura. Nella maggior parte dei casi, però, specie lì dove l'aspettativa è di poter investire in quel rapporto, il disagio creato dalla non volontà di avvicinarsi, non può che creare frustrazione, senso di rifiuto e alla fine necessità di chiudere.

Le caratteristiche dell'innamoramento virtuale

Ci sono caratteristiche dell'innamoramento virtuale che lo contraddistinguono da quello che si sviluppa nella cosiddetta realtà, che sono:

  1. L'innamoramento virtuale, per la mancanza iniziale dell'immagine corporea dell'interlocutore, si sviluppa in modo lineare, senza incontrare ostacoli dovuti all'accettazione di una qualsiasi caratteristica fisica che si offre alla percezione immediata.
  2. L'innamoramento virtuale annulla d'un colpo la distanza fisica che separa i due partner. Nel momento in cui appare in chat l'amata, accende di gioia il cuore dell'innamorato, che reagisce ad un evento virtuale generato da una persona che fisicamente potrebbe essere posta all'altro capo del mondo.
  3. L'innamoramento virtuale permette tutta una serie di “aggiustamenti” della verità che possono, in un certo qual modo, mantenere densa di buoni sentimenti l'atmosfera tra due amanti. In chat è possibile affermare, digitando, l'esistenza di un proprio stato d'animo, senza che la comunicazione non verbale arrivi a tradire la verità, mostrando per esempio la falsità dell'affermazione.
  4. L'assenza fisica dell'amante, durante l'innamoramento, intensifica lo sforzo dell'immaginazione che viene usata per ricreare l'atmosfera dei felici momenti passati in compagnia.

Quando termina la comunicazione sincrona (uno scambio in chat, ad esempio), ecco che la stessa tecnologia aiuta notevolmente l'amante alla ricerca di un contatto con i ricordi delle emozioni provate. Rileggere il testo di una chat, riascoltare messaggi vocali, o guardare brevi animazioni video, permette all'utente di riassaporare l'atmosfera e di percepire ancora, vicino a sé, la presenza dell'amante.

Una relazione virtuale è come un tradimento?

Da una ricerca è emerso come una relazione condotta esclusivamente sul piano virtuale soddisfi la voglia di infedeltà nella coppia per almeno 4 donne sposate su 10 (41%) che dichiarano di non aver bisogno che la relazione passi a qualcosa di reale per dare loro l’emozione che stanno cercando.

Agli uomini, invece, chattare non basta, come dichiara senza indugi il 72% degli intervistati. Ma i restanti 28% si dicono contenti di mantenere un rapporto unicamente virtuale.

Come per le donne, tuttavia, anche per gli uomini a volte non c’è alcuna vera volontà di tradimento dietro allo sbocciare di un’amicizia online: si tratta piuttosto di un bisogno di comunicare e confidarsi, soprattutto quando la comunicazione con il partner ufficiale viene meno (19%).

Ma chattare è tradire? Su questo gli uomini e donne sembrano essere più o meno d’accordo: finché la relazione non esiste sul piano reale non è una vera relazione.

Quando si diventa dipendenti dalle relazioni virtuali

Nella dipendenza da relazioni virtuali, le persone sviluppano un coinvolgimento eccessivo in questo tipo di relazioni, affettive e/o adultere, nate sul web e mantenute attraverso chat, email e social network. La dipendenza da relazioni virtuali consiste nella compulsione a instaurare relazioni esclusivamente (o quasi) attraverso il web. Le persone affette da dipendenza cyber-relazionale trascorrono una grande quantità di tempo all’interno di Chat Room, servizi di Instant Messaging o Social Network, che diventano la fonte principale di gratificazione relazionale a scapito dei rapporti reali, familiari e sociali e che molto spesso portano a veri e propri adulteri, rotture relazionali e familiari.

Le relazioni quotidiane reali diventano meno importanti, vengono limitate o addirittura interrotte, e quelle instaurate via internet diventano quelle “reali”, le uniche gratificanti.

La dipendenza da relazioni instaurate sul web ha delle caratteristiche ben definite:

  • la persona ha bisogno di passare molto tempo in rete per intraprendere e mantenere relazioni amicali e/o sentimentali
  • si verifica una perdita di interesse per le relazioni amicali e/o sentimentali offline (nel mondo esterno)
  • la persona dipendente dalle relazioni online ha più volte tentato, senza successo, di controllare, ridurre o interrompere il suo accesso alla rete

Quando l'amore spaventa

Tutti cercano l'amore della vita, ma a volte vivere una relazione "seria" spaventa. Perché a remare contro la voglia di lanciarsi andare ci sono tante resistenze mentali, che bloccano e non permettono di vivere serenamente una storia d’amore. C’è chi la chiama filofobia o paura d’innamorarsi. Altri parlano di anoressia sentimentale, quando non si riesce ad amare per il timore di soffrire ancora, ipercontrollando i propri sentimenti. Sono tante le sfaccettature della stessa dinamica, che impedisce di stare in coppia e costruire un futuro assieme.

Cerca di capire le tue paure:

  • Rifletti sul motivo per cui hai paura di innamorarti o essere amato. Il primo passo per affrontare le tue difficoltà in ambito sentimentale è individuare quale paura ti trattiene.
  • Pensa alle relazioni passate. Un modo per cominciare a comprendere la paura inerente all'amare e all'essere amati consiste nel riflettere sulle relazioni passate. Pensa ai problemi sorti durante i precedenti rapporti e a ciò che li ha alimentati.
  • Rifletti sulla tua infanzia. A volte le esperienze vissute durante l'infanzia possono condizionare la capacità di amare ed essere amati. Se hai avuto un'infanzia difficile, potresti trasferire determinati sentimenti nelle tue relazioni da adulto.
  • Considera alcune delle paure più comuni che riguardano l'amare e l'essere amati. Molte persone sono spaventate da questa possibilità perché hanno paura di farsi male, ferire qualcuno e impegnarsi sentimentalmente. Prendi in considerazione questi diversi tipi di paure e cerca di capire se i tuoi sentimenti rientrano in una delle seguenti categorie.
  • Renditi conto se ti consideri degno dell'amore altrui. Alcune persone hanno difficoltà ad amare ed essere amate perché credono di non meritare questo sentimento. Una simile convinzione può dipendere dal fatto che sono state trascurate da bambini, che si sono sentite rifiutate o che hanno vissuto esperienze che le hanno persuase a non meritare l'amore degli altri. Considera se ti ritieni degno di essere amato.

Prova a rivolgerti a un terapeuta se i problemi persistono

A volte la paura di dare e ricevere amore è così forte che è necessario ricorrere all'aiuto di un professionista. Se i problemi rimangono nonostante i tuoi tentativi di migliorare la situazione, considera la possibilità di parlare con un terapeuta di questi argomenti. Può aiutarti ad arrivare alla radice dei tuoi problemi e affrontarli in modo da instaurare in futuro rapporti più sani.

Laureata in psicologia clinica dello sviluppo e neuropsicologia, ha lavorato in contesti educativi, sociali e nei servizi psicologici di base, maturando altro…