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16 Settembre 2019
18:00

“Piantiamo un albero per ogni cittadino italiano”: l’appello contro il cambiamento climatico

Lo scienziato Stefano Mancuso, il fondatore di Slow Food Carlo Petrini e il vescovo di Rieti Domenico Pompili lanciano un appello per piantare il prima possibile in Italia 60 milioni di alberi. Riforestare significa ridurre anidride carbonica, considerata la principale causa dell’incremento dei gas serra nell’atmosfera e quindi dell’aumento delle temperature.

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“Piantiamo un albero per ogni cittadino italiano”: l’appello contro il cambiamento climatico
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Le immagini della foresta amazzonica in fiamme hanno sconcertato il mondo intero. E sicuramente anche te. Oltre a mettere a rischio la sopravvivenza delle popolazioni indigene e di numerose specie animali, il dramma che si sta consumando in Sudamerica riguarda tutti noi da vicino. Perché? Perché gli alberi svolgono una funzione vitale per il nostro pianeta e sono tra i nostri migliori alleati nella lotta contro il cambiamento climatico. Assorbono infatti anidride carbonica, sottraendolo dall'atmosfera, e ci riforniscono di ossigeno.

Qualche giorno fa ti avevamo parlato del piano dell'Irlanda di piantare 22 milioni di alberi all'anno per limitare gli effetti del riscaldamento globale. Anche in Italia qualcosa si sta muovendo. Stefano Mancuso, scienziato e direttore del Linv (International Laboratory for Plant Neurobiology), Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, e Domenico Pompili, vescovo di Rieti, sono i primi firmatari di un appello per piantare il prima possibile 60 milioni di alberi, uno per ogni cittadino italiano. L'appello è rivolto "ad ogni cittadino di buona volontà, ad ogni organizzazione di qualunque natura e orientamento, ad ogni azienda pubblica o privata, alla straordinaria rete di comuni e regioni d’Italia e al governo nazionale".

Mancuso, Petrini e Pompili parlano a nome della comunità Laudato si', che, a partire dall'omonima enciclica ecologista di papa Francesco, si impegna a promuovere iniziative di sensibilizzazione su clima e salvaguardia ambientale. L'invito è già stato raccolto dal Wwf e l'Anci, l'associazione che raggruppa oltre 7 mila comuni, si è detta entusiasta del progetto. Ma adesso dalle parole bisognerà passare ai fatti. "Possiamo farlo oggi, subito: non inciderebbe sui nostri stili di vita, avrebbe costi irrisori rispetto a qualunque altra alternativa e funzionerebbe sicuramente", si legge nell'appello.

Attualmente nel mondo ci sono all'incirca 5,5 miliardi di ettari di boschi. Secondo il recente rapporto dell'Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change), per ridurre di un grado e mezzo il riscaldamento globale entro il 2050 sarebbe necessario avere almeno un miliardo di ettari in più di foreste. Se l'Italia desse l'esempio, potremmo andare veramente orgogliosi del nostro paese. Partire da questo progetto sarebbe senz'altro un buon inizio.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.