Le fake news sul tonno in scatola e quello a cui devi stare attento

C’à chi ritiene che il tonno in scatola non dovrebbe essere mangiato da chi aspetta un bambino e chi invece ha paura che sia stato contaminato da mercurio e altri metalli pesanti. In realtà, secondo l’Associazione nazionale dietisti puoi stare tranquillo: si tratta di un alimento salutare e controllato. Ma è anche sostenibile?
Giulia Dallagiovanna 6 dicembre 2019
* ultima modifica il 11/12/2019
Con la collaborazione della Dott.ssa Silvia Soligon Biologa nutrizionista

Pensi anche tu che il tonno in scatola non sia adatto alle donne in gravidanza? O che il più delle volte sia contaminato da metalli pesanti? In realtà, si tratta spesso di fake news, nate probabilmente da un elemento di base: ai tuoi occhi un alimento in una latta d'alluminio non solo non può essere salutare, ma non verrà nemmeno considerato davvero un pesce. Secondo l'Osservatorio Nutrizione e Benessere Nostromo, il 12% degli italiani ritiene che non bisognerebbe consumarlo quando si rimane incinta, mentre il 21% lo sconsiglierebbe anche ai bambini in età prescolare. C'è infine un 29% che si mantiene critico su questo cibo, avendo sentito voci di presenza di mercurio, frammenti di altri pesci o fibre non animali all'interno del prodotto.

E probabilmente, anche tu non lo riterrai proprio un caposaldo della dieta mediterranea. Eppure ne mangerai tantissimo. Dallo stesso sondaggio, realizzato dall'Istituto Ixè, è infatti emerso che circa il 55% delle persone lo consuma almeno una volta a settimana, mentre il 19% anche due o tre. Dovresti smettere subito? Secondo ANDID (l'Associazione nazionale dietisti), no.

Anzi, gli esperti hanno sottolineato come 1 o 2 porzioni di tonno fresco siano consigliate proprio per le donne in età fertile, quelle che già aspettano un bambino e chi lo sta invece allattando. Oltre che per i bambini di tutte le età. E quando manca il pesce al banco, un discreto sostituto può essere la sua versione in scatola. E lo puoi consumare in tutta tranquillità, nella certezza che sia stato sottoposto a un lungo iter di controlli e selezione degli esemplari più idonei a questo tipo di lavorazione.

Più che dei dubbi in merito alla salute, dovresti occuparti di quelli sull'ecosostenibilità della pesca industriale

I dubbi sulla salute, dunque, sembrano dipanati. E ora veniamo a quelli sull'ambiente. Secondo uno studio degli atenei di British Columbia e Western Australia, la pesca industriale di tonno sta mettendo in serio pericolo la sopravvivenza della specie. Come ti avevamo già spiegato su Ohga, questo pesce rischia di scomparire dai nostri mari. Quando lo acquisti, dovresti quindi assicurarti che provenga da un canale di pesca sostenibile, fatto che, per quanto possano cercare di far credere produttori e aziende, non è per nulla scontato. Controlla quindi la presenza di una certificazione sulla confezione e presta sempre attenzione alla provenienza: più vicino è stato pescato, meno CO2 sarà stata emessa.

Al pari dell'allevamento e dell'agricoltura intensiva, infatti, anche quando questo metodo viene applicato al mare può produrre danni gravissimi per il Pianeta. Pensa che ogni anno consumiamo circa 20,4 chilogrammi di pesce a testa e che entro il 2021 la produzione è destinata ad aumentare del 17%. Un ritmo davvero difficile da sostenere, tanto che lo scorso 9 luglio è scattato il Fish Dependance Day, il giorno in cui abbiamo esaurito le scorte a nostra disposizione e iniziato ad abusare delle risorse di mari e oceani. Proseguendo di questo passo, causeremo uno squilibrio di interi ecosistemi e lo spopolamento di diverse aree marine. Ecco, dovresti pensare a tutto questo, mentre fissi i banchi del supermercato colmi di scatolette di latta di tutte le marche.

Il parere dell'esperto

Abbiamo chiesto alla dottoressa Silvia Soligon, biologa nutrizionista, se il tonno in scatola possa davvero essere considerato un alimento salutare e se l'olio contenuto all'interno della confezione possa essere utilizzato per il condimento dell'intero piatto:

"Di per sé il tonno ha interessanti proprietà nutrizionali. In particolare, si tratta di un pesce ricco di omega 3, grassi cui è riconosciuta la capacità di favorire il buon funzionamento del cuore e di tenere sotto controllo i livelli di trigliceridi nel sangue. L'ideale sarebbe mangiarlo fresco, ma ciò non significa che le scatolette debbano essere demonizzate, anzi, possono rappresentare un modo per garantirsi un consumo adeguato di pesce quando le circostanze lo rendono difficoltoso. Detto ciò, è bene non sostituire completamente il consumo di pesce fresco con quello di pesce conservato; in particolare, non mangerei tonno in scatola più di una volta alla settimana. Attenzione, però, in caso di allergia al nichel: il tonno in scatola è tra gli alimenti che possono scatenare spiacevoli reazioni. Inoltre dovremmo tutti fare attenzione alla qualità del prodotto acquistato. Da quest'ultimo punto di vista l'etichetta è un valido aiuto: ci permette di scegliere tonno in scatola senza additivi (per esempio esaltatori di sapidità). Gli unici ingredienti riportati dovrebbero essere tonno, sale ed eventualmente olio.

E proprio a proposito dell'olio, è da preferire il tonno in olio extravergine d'oliva a quello in olio di semi. In ogni caso, in genere si raccomanda di eliminarlo prima del consumo non solo perché non si può essere sicuri della sua qualità, ma anche per un miglior controllo sui grassi aggiunti ai propri piatti. È infatti difficile dosare l'olio che finisce nel piatto dalla scatoletta, mentre può essere più facilmente controllato aggiungendolo ex novo. Anche per questo in genere consiglio di acquistare il tonno al naturale, ricordando però sempre che anche nel suo caso è importante sgocciolarlo adeguatamente prima del consumo".

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