Pesce sostenibile: le certificazioni che garantiscono una produzione ittica rispettosa degli ecosistemi

La domanda mondiale di pesce è in costante crescita e spesso per assecondarla vengono utilizzati metodi di pesca e allevamento poco rispettosi degli ecosistemi. In qualità di consumatore, però, hai la possibilità di fare la tua parte e supportare i metodi di produzione ittica poco impattanti. Basta individuare il marchio che garantisce il rispetto degli standard di sostenibilità.
Sara Del Dot 1 novembre 2019

Vogliamo mangiare il pesce. È leggero, contiene pochi grassi, è ricco di omega 3 e fa benissimo all’organismo. La domanda dei prodotti ittici, infatti, non fa che salire. Secondo le stime della FAO, entro il 2030 la produzione da pesca e acquacoltura raggiungerà le 201 milioni di tonnellate. Ma le risorse dei nostri mari riescono a sostenere questa richiesta?

In realtà, non tanto. L’86% degli stock ittici presenti nei mari di tutto il mondo è sovrasfruttato e quest’anno l’Europa ha raggiunto il Fish Dependence Day, ovvero la giornata in cui la produzione annua propria di pesce è esaurita e si comincia a fare affidamento esclusivamente sull’importazione dall’estero, già il 9 luglio. Tutto questo perché per fronteggiare la domanda sempre crescente, spesso la produzione di questi prodotti alimentari rischia di intraprendere percorsi poco sostenibili, degenerando nella raccolta indiscriminata con l’uso di attrezzature dannose per gli ecosistemi e nell’acquacoltura intensiva le cui conseguenze possono essere disastrose.

Quest'anno l'Europa ha raggiunto il Fish Dependence Day già il 9 luglio.

A questo punto è probabile che tu ti chieda in che modo puoi contribuire a evitare lo spopolamento dei mari e la distruzione degli ecosistemi acquatici dovuti a modalità di pesca poco sostenibili senza però dover rinunciare a un alimento buono e salutare come il pesce. Al momento, l’unica arma in tuo potere contro questa situazione, in qualità di consumatore, è la consapevolezza per effettuare acquisti ragionati con un ridotto impatto ambientale. Nella pratica, ciò dovrebbe tradursi nella capacità di riconoscere dall’etichetta le aree di pesca autorizzate, la taglia di cui quel prodotto dovrebbe essere e le attrezzature corrette che sono state usate. Per evitarti lo studio di tutte queste variabili per addetti ai lavori, però, esistono dei marchi appositi che, se applicati sulla confezione del prodotto, ti garantiscono che il pesce che stai per acquistare è stato pescato o allevato con metodi sostenibili e rispettosi dell’ambiente. Ecco quali sono.

Marchio Blu MSC

Quello del Marine Stewardship Council (MSC, appunto), organizzazione no profit attiva nella difesa degli oceani che presenta anche un programma di certificazione, è uno standard ambientale che garantisce che il pesce che ti trovi davanti è arrivato fino a te nella quantità corretta e senza danneggiare gli ecosistemi marini. Si tratta di un marchio blu già presente su decine di migliaia di prodotti in oltre 100 Paesi del mondo, ed è sempre più richiesto dai produttori ittici per rassicurare i consumatori sulla sostenibilità del proprio pescato. Questo ecolabel viene conferito soltanto ai prodotti la cui filiera sia completamente tracciabile e controllabile, e si basa su tre principi:

  1. Sostenibilità degli stock ittici: l’attività di pesca deve lasciare nell’area interessata abbastanza pesci da garantire la riproduzione dello stock, consentendo la sopravvivenza del pesce e la prosecuzione nel tempo della pesca.
  2. Basso impatto ambientale: l’attività di pesca non deve danneggiare in alcun modo gli habitat e gli ecosistemi marini.
  3. Buona gestione: le attività di pesca devono essere conformi alle leggi e adattabili ai vari contesti e ai loro cambiamenti, grazie anche all’impegno collettivo di tutti gli attori in gioco.

Marchio ASC

Anche ASC, Aquaculture Stewardship Council, associazione che si occupa di promuovere l’acquacoltura sostenibile, ha il proprio programma di certificazione per garantire al consumatore la consapevolezza di acquistare un prodotto ittico proveniente da un allevamento che sia rispettoso di determinati criteri. Più della metà del pesce che viene consumato in tutto il mondo, infatti, proviene già da pratiche di acquacoltura. Anche in questo caso, però, il consumatore deve avere la possibilità di scegliere di acquistare un prodotto che provenga da pratiche di allevamento sostenibili e non dannose per l’ecosistema. Gli standard ASC non sono uguali per tutti i prodotti, ma cambiano a seconda delle singole tipologie di allevamento e della loro specificità. Tuttavia, è possibile tracciare alcuni principi guida necessari per richiedere la certificazione:

  • Gli itticoltori non devono in alcun modo danneggiare l’ambiente in cui esercitano, che si trovino in fiumi, laghi od oceani.
  • Antibiotici e prodotti chimici devono essere ridotti al minimo.
  • Il cibo con cui i pesci allevati vengono nutriti deve essere di provenienza sicura e certificata.
  • La qualità dell’acqua deve essere preservata e le malattie dei pesci prevenute.
  • Il lavoro deve essere tutelato e deve portare valore alla comunità.

Oltre alla certificazione per le pratiche di acquacoltura, ASC e MSC ne hanno sviluppata un'altra riguardante la catena di custodia del prodotto. In questo caso, viene garantita la tracciabilità dei prodotti ittici lungo tutta la catena di trasformazione, lavorazione e distribuzione del prodotto. Per ottenere questo marchio, le aziende produttrici devono avere la Catena di custodia certificata.