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3 Febbraio 2023
18:00

Le frasi tipiche di chi soffre di atelofobia, la paura dell’imperfezione

L'atelofobia è la costante paura di essere sbagliati o non essere all'altezza, che porta a vivere in un costante senso di inadeguatezza. Ma come si può uscire da questo circolo vizioso?

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Le frasi tipiche di chi soffre di atelofobia, la paura dell’imperfezione
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L'atelofobia è un disturbo di natura psicologica caratterizzato dalla paura delle imperfezioni, in qualsiasi ambito della vita quotidiana (aspetto fisico, relazioni interpersonali, scuola o attività lavorativa, idee e convinzioni).

Questo si traduce in un costante senso di inadeguatezza che porta a una continua ed estenuante ricerca della perfezione. Chi soffre di atelofobia pensa che tutto quanto viene realizzato nel quotidiano sia sbagliato o non sufficientemente all'altezza delle aspettative altrui. Questa tendenza all'insoddisfazione generale è accompagnata dall'ansia e, come accade per altri disturbi fobici, comporta spesso sintomi somatici come: sudorazione accentuata, brividi o vampate di calore, battito cardiaco accelerato, nausea e sensazione che manchi l'ossigeno.

Le frasi tipiche

Le frasi tipiche di chi soffre di atelofobia possono essere:

  1. non posso permettermi di sbagliare”;
  2. ci saranno delle conseguenze gravissime per la mia incapacità”;
  3. non ho speranze di arrivare dove voglio”;
  4. qualcosa ostacolerà sicuramente il mio cammino, indipendentemente dalla mia volontà”.

I soggetti affetti da atelofobia hanno paura del fallimento, pensieri ricorrenti di non essere abbastanza bravi e meritevoli, considerano “vitale” la perfezione e hanno una bassa autostima in amore.

L'atelofobia in amore

Questo disagio incide anche nelle relazioni affettive: l’atelofobia nell’uomo e nella donna fa emergere personalità ipersensibili alle critiche, molto attente alle opinioni degli altri e inclini al giudizio.

Occorre sottolineare che la paura dell'imperfezione va ben oltre il voler fare le cose nel modo più competente possibile: l'atelofobia diventa un'ossessione che distrugge efficacemente le relazioni e rende quasi impossibile il funzionamento nella società.

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I sintomi

Come tutte le fobie, l’atelofobia produce ansia e reazioni somatiche.

Tra i principali sintomi collegati all’ansia vi sono: crisi di ansia ed evitamento, nonché tutti quei comportamenti volti a evitare situazioni potenzialmente stressanti o angosciose. Ma si manifesta anche impotenza appresa, che è la sensazione dell’atelofobico di non potere più agire all’interno della sua sfera di possibile azione e non poter modificare la realtà che lo circonda in alcun modo, in quanto inadeguato e fallito. Preoccupazione e costante vergogna si associano a rabbia, irritabilità e perdita del controllo.

Altri sintomi che puoi avvertire sono:

  • paura del rifiuto
  • tendenza alla delusione
  • visione pessimistica
  • angoscia e inquietudine
  • insonnia
  • pianto
  • incapacità di rilassarsi.

I sintomi fisici sono risposte psicosomatiche, tra i più frequenti vi sono: tremori, sudorazione eccessiva, brividi, tachicardia e palpitazioni, difficoltà di respirazione, iperventilazione, affanno e sensazione di soffocamento, tensione muscolare, secchezza della bocca, nausea, svenimento o vertigine, urgenza di urinare e defecare, mal di testa, confusione mentale e mancanza di concentrazione.

Le cause

Le cause dell’atelofobia non sono completamente chiare. Si dice che l’origine sia multifattoriale, cioè viene attribuita a diversi fattori che insieme contribuiscono all’insorgenza dell’atelofobia. Tra questi vi sono:

  • la predisposizione genetica
  • educazione eccessivamente rigida e autoritaria, con critiche frequenti da parte dei genitori
  • tendenza caratteriale a psicopatologie o personalità perfezionista
  • l’aver subito un evento traumatico o episodi drammatici che hanno fatto sentire la persona inadeguata, con conseguente generalizzazione a tutti gli ambiti vita della convinzione di essere imperfetti
  • fattori culturali e sociali.

Il trattamento

L'atelofobia può essere gestita con un percorso terapeutico mirato ad affrontare gli stimoli ansiogeni e le manifestazioni che ne derivano.

L'obiettivo è quello di indurre il paziente a razionalizzare la paura di non riuscire a raggiungere la perfezione e trovare modi per invertire la tendenza. Il terapeuta può aiutare il paziente nel concentrarsi sulla possibilità di reagire ai pensieri ansiogeni e di modificare il circolo vizioso, affrontando le convinzioni negative associate al disturbo e ridimensionandole.

In combinazione al trattamento psicologico, il medico psichiatra può prescrivere per brevi periodi una terapia farmacologica per controllare i sintomi associati all'atelofobia, come l'ansia.

Laureata in psicologia clinica dello sviluppo e neuropsicologia, si occupa di sostegno psicologico per individui, coppie e famiglie con particolare attenzione alle dinamiche relazionali e al contesto socio-famigliare, esercitando la libera professione in Lombardia. É esperta in particolar modo nel trattamento di ansia, disturbi dell’umore, problematiche relazionali e sessuali e gestione del trauma attraverso la tecnica EMDR. Si è affacciata al mondo della psicodiagnostica frequentando un master in psicodiagnostica integrata presso l'istituto IRPSI (Milano). Inoltre, conseguendo un Master in psicologia Giuridica, ha affrontato tematiche quali: affido, separazione e maltrattamento e/o abuso ed ha maturare esperienza peritale come ausiliario di CTU.