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7 Agosto 2019
10:00

L’età avanza: e tu a quanti anni smetti di sentirti giovane?

Gran parte delle persone non si sente più così giovane al compimento dei quarant'anni, ma è solo molto tempo dopo, non prima di avere sessant’anni, che inizia a sentirsi anziana. Forse ci vogliono 20 anni per metabolizzare l'arrivo della terza età. Ecco cosa è emerso da un sondaggio su scala mondiale.

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L’età avanza: e tu a quanti anni smetti di sentirti giovane?
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Esiste una sorta di limbo tra i 40 e i 60 anni in cui non ci si sente più così giovani, ma è ancora troppo presto per sentirsi anziani. È quanto è stato evidenziato da un sondaggio su scala mondiale, realizzato da Doxa, in collaborazione con WIN, network internazionale di società di ricerca di mercato e di opinione pubblica. Il sondaggio, denominato "Eterna Gioventù", ha coinvolto 31.890 persone in 41 Paesi.

Ebbene sembra che al compimento dei 40 anni mediamente le persone non si sentano più giovani. Esistono, tuttavia, grandi differenze tra i Paesi coinvolti, proprio relativamente all’età in cui si percepisce che le giunture non sono più quelle di una volta. Nelle Filippine, per esempio, si smette di sentirsi giovani addirittura a 29 anni (prova a chiedere a un italiano se a quell’età si sente già vecchio!). In Giappone, invece, le persone iniziano a sentirsi vecchie intorno ai 47 anni), in Malesia a 46 e in Cina a 44.

In media, a 40 anni, le persone iniziano a non sentirsi più così giovani.

I primi conti, in verità, si fanno intorno ai 60 anni, età indicata dalla maggioranza delle persone come momento in cui si inizia a sentirsi vecchi, anche se italiani e finlandesi, concordano nel riconoscere un primo cenno di vecchiaia solo intorno ai 70 anni.

L’aspetto curioso di tutta questa vicenda è che le persone dichiarano di iniziare a sentirsi vecchie molto dopo rispetto a quando smettono di sentirsi giovani. Ma forse, tutto sommato, la giovinezza è solo una questione mentale, e se fa bene alla salute, ben venga.

Fonte| Doxa

Con il segno zodiacale dei Gemelli, non potevo avere come unica passione quella della scrittura. Al piacere di spingere freneticamente tasti sul computer ho così aggiunto nel tempo l'interesse per il rispetto dell'ambiente e la salvaguardia degli animali, la passione per l'eco-design e tutto ciò che è bioarchitettura. Lo slancio di stupore che provo ogni volta che un progetto di verde urbano rende più bella la mia città, mi spinge a coltivare ancora più piante e fiori sul terrazzo di casa (ma mi definisco ancora un pollice verde in erba). Giornalista e mamma di due adorabili pesti, quando non lavoro o quando il piccolo di casa fa il suo sonnellino pomeridiano, cerco di ritagliarmi del tempo libero scegliendo tra le seguenti opzioni: un'ora sul campo da tennis, una camminata nel verde, venti minuti di Reiki o una pila di riviste di arredamento da sfogliare in solitudine.