Lo psicologo di base: chi è e come si può accedere a questa figura

La Campania è stata la prima regione a istituire questa figura all’interno di tutte le ASL. Ma cosa fa di preciso uno psicologo di base e perché dovrebbe diventare una presenza fissa anche nelle aziende sanitarie delle altre regioni?
Giulia Dallagiovanna 22 Dicembre 2021

La salute mentale nella nostra vita è fondamentale. Al punto che accanto al medico di base dovrebbe esserci uno psicologo di base. La Campania è la prima regione italiana a istituire questa figura con una legge regionale che la inserisce all'interno delle ASL e contro la quale il governo ha perso un ricorso di fronte alla Corte Costituzionale. Questo significa che da ora in poi qualsiasi regione potrà decidere di istituire un servizio di Psicologia delle cure primarie nelle proprie aziende sanitarie da affiancare a quello di Medicina Generale. Offrirebbe prestazioni gratuite e rivolte a tutti e aiuterebbe forse a vincere quel tabù che tuttora ci inibisce dal rivolgerci a un professionista della salute mentale ogni volta che ne avremmo bisogno. Ma cosa fa di preciso uno psicologo di base?

Chi è

Prima di tutto, quando si parla di psicologo delle cure primarie si intende un professionista che collabora con il medico di medicina generale e che, di norma, riceve in uno studio vicino, se non accanto. Si fa carico dei problemi psichici dei pazienti e delle loro famiglie fornendo un'assistenza psicologica di primo livello ed eventualmente reindirizzando la persona verso specialisti più qualificati per quel problema.

Potremmo dire che lo psicologo di base è una tipologia di psicologo delle cure primarie, ma che opera con delle differenze. La prima è sostanziale: lavora all'interno del medesimo ambulatorio del medico di famiglia, partecipando dunque alla visita dei pazienti. Questa situazione permette di normalizzare il colloquio con un professionista della salute mentale e favorisce l'instaurazione della fiducia da parte del paziente, che reputa lo psicologo competente e affidabile in quanto "garantito" dal suo medico curante.

Esiste infine lo psicologo del territorio, di cui si è parlato soprattutto lo scorso anno. La differenza questa volta sta nel tipo di servizi in cui è inserito, che sono di impronta sociale e non più sanitaria. Lavora dunque in collaborazione con i comuni e con i servizi sociali della zona.

Come funziona

Quando hai la tosse non corri da uno pneumologo pensando di avere chissà quale infezione ai polmoni. Chiedi piuttosto il parere del tuo medico di base, che potrebbe risolvere tutto diagnosticandoti una forma influenzale, oppure un'irritazione alla gola. Solo nel caso in cui non fosse convinto di queste conclusioni e avesse paura che il tuo sintomo nasconda un problema più grave ti reindirizzerebbe verso uno specialista. Lo psicologo di base dovrebbe funzionare più o meno allo stesso modo.

Lo psicologo di base riceverebbe nello stesso studio del medico di famiglia per fornire un'assistenza psicologica di primo livello

Lo troveresti nello studio del tuo medico di famiglia e collaborerebbe assieme a lui per capire se, oltre a problematiche fisiche, possano esserci i presupposti per indagare anche sulla tua salute mentale. Magari un periodo di stress prolungato si sta manifestando con sintomi come stanchezza, febbre o eruzioni cutanee e non è sufficiente agire sulle manifestazioni, bisogna provare a risolvere anche la causa.

Secondo un report dell'Istituto superiore di sanità, durante l'ultimo anno i problemi mentali sono aumentati un po' per tutti noi. Si parla di sintomi depressivi, ansia, angoscia e malinconia, burnout. Prova quindi a pensare a quante volte avresti avuto bisogno anche solo di un breve colloquio per poter dire "è un periodo molto stressante, forse il mio corpo sta provando a farmelo capire. Come posso fare per gestire meglio questa situazione?"

I vantaggi

Il primo vantaggio dello psicologo di base è quello di essere gratuito, proprio come il medico. E non è una questione marginale, perché molte persone rinunciano a un colloquio con un professionista perché non se lo possono permettere. Il secondo vantaggio sarebbe quello di abbattere un tabù: normalizzare il colloquio con lo psicologo, così come accade per quello con qualsiasi specialista sanitario. Impareremmo quindi a prenderci cura della nostra salute mentale allo stesso modo di come già facciamo con quella fisica e magari ogni tanto faremmo un check-up dallo psicologo, per essere certi che vada tutto bene.

Gli svantaggi

Il rovescio della medaglia esiste ed è meglio prevenirlo: trovare uno psicologo nello stesso ambulatorio del tuo medico di famiglia potrebbe farti sentire a disagio. È possibile che i due professionisti riescano a superare questa difficoltà, ma se così non fosse potresti vivere questa figura come un'intrusione e allontanarti ancora di più dall'idea di parlare della tua salute mentale.

Inoltre questo è un modello ideale di cooperazione, ma lo stesso medico potrebbe non accettare la presenza di un altro specialista all'interno del suo studio. Dunque questo schema rischia di non essere replicabile su larga scala e dovrà forse essere modificato.

La situazione in Italia

In Italia si parla di Psicologia delle cure primarie almeno dal 2010, anno in cui arriva la prima proposta di legge che vuole introdurre la figura dello psicologo di base. Un testo più completo viene presentato l'anno successivo dalla Sipap (Società Italiana Psicologi Area Professionale) e a partire da questi imput, le regioni hanno iniziato a istituire il ruolo dello psicologo del territorio all'interno dell'offerta dei servizi sociali.

Nel 2017 la consulenza psicologica è entrata a far parte dei LEA, i Livelli essenziali di assistenza

Nel 2017 la consulenza psicologica entra a far parte dei LEA, i livelli essenziali di assistenza che il sistema sanitario nazionale deve garantire a tutti in forma gratuita, e regioni come Veneto, Umbria e Puglia attivano delle sperimentazioni locali. Anche il famoso Decreto Calabria del 2019 parla dello psicologo di base e ne prevede la presenza proprio nello studio del medico. Ma la prima regione a prendere una decisione definitiva in proposito è stata appunto la Campania che a partire da luglio 2020 ha deciso di istituire questa figura all'interno di tutte le ASL.

Perché abbiamo bisogno di questa figura

Che si trovi nello stesso ambulatorio del medico, oppure in uno studio accanto, lo psicologo delle cure primarie è una figura che deve esistere. Siamo sempre stati abituati a considerare una priorità la salute fisica, ma abbiamo chiuso gli occhi di fronte alla conseguenze di una scarsa cura per quella mentale. Oggi il 25% della popolazione europea è affetta da forme di depressione e il costo per il trattamento e la gestione dei disturbi dell'umore e dell'ansia aumenta di anno in anno.

Ma non c'è solo l'impatto sociale ed economico. Alcune problematiche, se non trattate, possono rovinare la vita a una persona, distruggere la famiglia che si era costruita, isolarla dalla rete sociale. Per non parlare della possibile perdita del lavoro o dell'aumento del rischio di suicidio. Non è un optional prenderci cura della nostra mente: dovrebbe diventare un'abitudine, come gli esami del sangue.