Mal’aria di città 2020 di Legambiente: a gennaio 5 città hanno superato il limite per 18 volte

Sono Torino, Milano, Padova, Treviso e Frosinone i centri urbani che hanno fatto registrare livelli di polveri sottili ripetutamente superiori alla soglia già nei primi giorni del 2020; nel 2019 le città fuorilegge sono state 26. È quanto emerge dal report “Mal’aria di città 2020” realizzato dall’associazione ambientalista.
Federico Turrisi 26 gennaio 2020

Leggendo il titolo di questo articolo, avrai pensato "E qual è la novità?". Nessuna, purtroppo. I nuovi dati pubblicati da Legambiente nel dossier "Mal'aria di città 2020" mostrano ancora una volta che il problema dell'inquinamento atmosferico in Italia (e in particolare nella pianura Padana) è una costante. Nei primi 21 giorni di gennaio 2020 cinque città capoluogo (Torino, Milano, Padova, Treviso e Frosinone) hanno registrato ben 18 sforamenti per quanto riguarda i livelli di Pm10. Ricordiamo che la soglia fissata dalla legge è pari a 50 microgrammi per metro cubo.

In generale il 2019 è stato un anno nero per la qualità dell'aria nel nostro paese: sono stati 26 i centri urbani fuorilegge sia per le polveri sottili (PM10) sia per l’ozono (O3). La città peggiore è stata Torino con 147 giornate fuorilegge (86 per il Pm10 e 61 per l’ozono), seguita da Lodi con 135 (55 per Pm10 e 80 per ozono) e Pavia con 130 (65 superamenti per entrambi gli inquinanti). Considera che il limite annuale di sforamenti è stabilito in 35 giorni. Unica nota positiva da segnalare è il fatto che negli ultimi 10 anni si nota un netto miglioramento del numero delle città oltre i limiti del PM10: si è infatti passati dalle 62 città fuorilegge del 2010 alle 26 del 2019.

Si tratta comunque di numeri eloquenti. Lo smog rappresenta ormai un'emergenza cronica. I blocchi del traffico, per quanto possano contribuire ad abbassare i livelli di polveri sottili, non sembrano essere una misura efficace, e comunque sono considerati per lo più un provvedimento dettato dall'emergenza. Ci vogliono piani più ambiziosi, che abbiano una visione d'insieme del problema. Legambiente indica la direzione: "Quello che servirebbe" – si legge nel dossier – "sarebbe rendere progressivi e stringenti i limiti alla circolazione in maniera permanente ed estesa in tutto l’ambito urbano, senza deroghe per i veicoli di ultima motorizzazione,compresi gli Euro 6".

L'obiettivo è ridurre drasticamente il numero di auto private circolanti e innescare un cambio di abitudini nel modo di muoversi in città, per esempio potenziando il trasporto pubblico locale. Per quanto riguarda invece il riscaldamento, che è l'altra fonte di emissione più impattante per l'inquinamento atmosferico, Legambiente mette in evidenza come non ci si possa affidare solo al miglioramento tecnologico delle caldaie o al buon senso dei cittadini; occorre invece un piano di stabilizzazione delle agevolazioni fiscali per l’efficientamento e l'isolamento degli edifici, che riducono quindi il fabbisogno di riscaldamento.