Mare Caldo: il progetto di Greenpeace per monitorare la temperatura del Mediterraneo

Gli oceani di tutto il mondo si stanno riscaldando sempre di più. Questo comporta fenomeni atmosferici anomali e anche cambiamenti negli ecosistemi acquatici. Le conseguenze di questo innalzamento delle temperature potrebbero essere catastrofiche, per questo motivo Greenpeace ha lanciato il nuovo progetto Mare Caldo per monitorare i cambiamenti di temperatura nel mar Mediterraneo.
Sara Del Dot 6 dicembre 2019

Forse non lo sai, ma gli oceani rappresentano uno dei nostri più grandi alleati (se non il più grande alleato) contro il surriscaldamento globale. Infatti, il mare da solo è in grado di contenere in modo consistente l’aumento della temperatura terrestre, assorbendo circa il 30% dell’anidride carbonica che produciamo in eccesso, ma può anche fungere da “tampone energetico” spostando enormi quantità di calore. Se non ci fossero gli oceani, infatti, oggi la temperatura sulla Terra sarebbe di 36 gradi superiore, dato che riescono ad assorbire il 93% del calore dovuto ai gas serra in atmosfera.

Tutto questo però ha delle conseguenze, conseguenze che si stanno abbattendo sulla salute dei mari di tutto il mondo e degli ecosistemi che li abitano. Una di queste si chiama acidificazione ed è dovuta all’eccessiva quantità di CO2 assorbita dagli oceani che sta aumentando sempre di più il livello di acidità delle acque rischiando di compromettere la vita che vi si trova (ad esempio i coralli). A questo fenomeno si aggiunge anche l’aumento della temperatura complessiva del mare, che provoca fenomeni climatici estremi come temporali e cicloni, ma soprattutto compromette la fauna marina dal punto di vista riproduttivo, alimentare e del comportamento.

Il mar Mediterraneo è particolarmente soggetto a questi cambiamenti di temperatura, dove il programma di monitoraggio della Commissione europea ha stimato un aumento di 0,04 gradi dal 1993 al 2017. Tutte queste preziose informazioni si possono leggere nel nuovo progetto firmato Greenpeace chiamato Mare Caldo, progetto presentato in un omonimo report che l’organizzazione ha lanciato in occasione della Cop21, la Conferenza delle Parti della Convenzione di Barcellona ospitata negli scorsi giorni a Napoli. Con l’avvio del progetto Mare Caldo, realizzato in collaborazione con DISTAV (Università degli Studi di Genova) l’organizzazione vuole tenere monitorata la temperatura delle acque nel mar Mediterraneo e i suoi cambiamenti per valutare gli effetti del cambiamenti climatici sugli habitat acquatici della zona. Nel rapporto si legge che il monitoraggio verrà effettuato da una stazione pilota vicino all’isola d’Elba, zona marina in cui gli effetti dei cambiamenti climatici risultano evidenti.