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6 Ottobre 2020
17:00

Maurizio Fugatti ha revocato l’ordinanza che prevedeva la cattura degli orsi avvistati vicino ai centri abitati

Basta catture di orsi, solo attenti monitoraggi e verifiche. Sono le nuove disposizioni del presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, che ha firmato ieri un’ordinanza in cui è stata eliminata la precedente decisione di catturare tutti i plantigradi che si trovassero troppo vicini ai centri abitati di Andalo e Dimaro Folgarida.

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Maurizio Fugatti ha revocato l’ordinanza che prevedeva la cattura degli orsi avvistati vicino ai centri abitati
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Risaliva al 27 agosto l’ordinanza firmata dal presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, in cui era prevista la cattura di qualunque orso venisse avvistato nei pressi dei centri abitati di Andalo e Dimaro Folgarida. A partire da ieri 5 ottobre, un’altra ordinanza dello stesso Fugatti ha eliminato gli effetti della precedente. Ciò significa che, per adesso, gli orsi del Trentino verranno soltanto tenuti monitorati e non sarà prevista la loro cattura.

Questo perché, come si legge nel comunicato stampa diffuso oggi, sembra che “le attività di monitoraggio, presidio e informazione svolte dal Corpo forestale del Trentino nelle zone interessate dalla presenza di orsi abbiano determinato un drastico calo delle situazioni potenzialmente pericolose per l’incolumità pubblica”. Di conseguenza, gli orsi verranno sempre controllati ma sono, per ora, salvi. E le associazioni animaliste non possono che esultare.

Una decisione, quella presa dal presidente della Provincia autonoma, che segue un acceso dibattito in merito alle condizioni degli orsi detenuti al centro faunistico Casteller, portate sotto i riflettori da un rapporto dell’Ispra e dei Carabinieri del Cites e da una relazione veterinaria pubblicata il mese scorso sulle condizioni psico-fisiche dei tre orsi presenti nei recinti della struttura nel periodo subito seguente alla terza cattura di M49.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.