“Pensare globale, agire locale”: il movimento Fridays for Future si dà un’identità

Fridays for Future Italia è un movimento di persone che si rivolge a tutta la società e fa parte di un movimento più grande, globale, pacifico, apartitico, contro ogni forma di discriminazione. Dopo mesi di proteste in piazza per sostenere i temi ambientali, gli attivisti italiani si sono incontrati, confrontati e autodefiniti in seguito alla prima assemblea nazionale italiana.
Simona Cardillo 14 aprile 2019

Alla fine si sono organizzati. Dopo due giorni di raduno, aperti da un bicibus che ha inaugurato una conferenza scientifica, e poi un'assemblea nazionale a cui hanno partecipato oltre cento portavoce di altrettante città italiane, oggi hanno comunicato a tutti chi sono. Non solo, ma anche cosa vogliono e come intendono raggiungerlo.

Gli attivisti di Fridays for Future hanno le idee chiare. In realtà le hanno sempre avute, solo che adesso le hanno messe nero su bianco e le hanno comunicate ufficialmente in una conferenza stampa proprio oggi.

Nelle scorse settimane tutti hanno parlato di loro: sono stati capaci di riempire le piazze italiane (solo a Milano il 15 marzo si sono contate oltre 100mila persone), manifestano ogni venerdì ininterrottamente davanti ai comuni e hanno già dovuto affrontare le prime divisioni interne.

Adesso Fridays for Future non è più un #hashtag. Dopo un'assemblea nazionale durata un'intera giornata in cui i gruppi locali hanno portato i loro punti di vista e le loro esperienze, si sono autodefiniti: sono "un movimento globale, pacifico, apartitico, contro ogni forma di discriminazione". E le idee sono chiare anche quando gli si chiede cosa vogliono fare: "Vogliamo salvare il mondo dalla catastrofe climatica. Vogliamo un sistema economico circolare, che comporti un cambiamento degli stili di vita".

Volendo riassumere il loro pensiero, e quindi il loro operato, in una sola frase: "Pensare globale, agire locale". Infatti, come emergeva già chiaramente ieri ascoltando gli interventi dei portavoce delle città italiane, la dimensione locale è l'aspetto fondamentale delle loro azioni che devono essere compiute in funzione di un cambiamento globale per il bene dell'intero Pianeta: "I gruppi locali hanno la massima autonomia, seguendo i principi  discussi collettivamente nelle assemblee nazionali. Le assemblee locali pubbliche sono lo strumento principale di partecipazione e discussione di FFF Italia".

Il punto cruciale, e forse più controverso, rimane il rapporto con la politica. Già ieri ti avevo raccontato come i diversi portavoce avessero al loro interno idee diverse e a volte quasi opposte. Alla fine nel documento di identità del Fridays for Future Italia, il legame con la politica è descritto in modo chiaro, anzi a mio avviso forse il rischio è proprio quello di essere stati troppo netti: "Siamo indipendenti dai partiti e rispondiamo solamente alle assemblee. Rifiutiamo ogni strumentalizzazione, non ci rappresenta nessuno, non abbiamo nessuna bandiera. Abbiamo il dovere di contestare gli errori e le mancanze dei governi". Il rischio è quello di profilarsi come un gruppo che con i politici non vuole dialogare, ma solo fare la guerra. E, si sa, con la guerra non ci sono mai vincitori e sconfitti. Siamo sempre tutti perdenti in partenza.

Temi politici sono toccati anche altre volte durante la conferenza stampa di presentazione del movimento: "Il nostro paese deve realizzare la decarbonizzazione della produzione di energia nel più breve tempo possibile. L’istruzione e la ricerca pubblica devono proporre modelli alternativi di sviluppo". E ancora si entra pienamente nel merito politico quando si parla di "opposizione ad ogni devastazione ambientale, includendo le grandi opere dannose per i nostri ecosistemi" e si dice no all’ "alternanza scuola-lavoro e tirocini universitari in aziende responsabili della devastazione dei nostri territori".

Perché, per quanto ci si possa definire apartitici, non si può mai essere apolitici quando si hanno a cuore le tematiche ambientali. E questo perché è la politica che definisce le linee guida green e detta i modelli di sviluppo economici e sociali.

Infine su un'altra cosa gli attivisti del movimento hanno le idee chiarissime: le proteste non si fermeranno. Anzi, andranno avanti con maggiore forza e vigore. "Lo sciopero da scuola il venerdì una delle pratiche centrali a cui dare continuità, ogni settimana vogliamo organizzare iniziative in piazza sempre più ampie e partecipate", ecco perché i giovani del FFF vogliono "co-creare nuovi modelli di sciopero, chiedendone la proclamazione, ispirandoci, per quanto possibile, ai potenti atti di disobbedienza civile di Greta".

Quindi, gli scioperi del venerdì continuano, in attesa dei prossimi appuntamenti importanti del movimento, a livello nazionale, europeo e globale. Ecco le date da segnare in agenda:

  • 24 maggio: secondo sciopero globale
  • 21 giugno: mobilitazione europea di Fridays for future ad Aquisgrana
  • fine luglio: campeggio europeo di Fridays for Future a Losanna
  • settembre: seconda assemblea nazionale a Napoli