Per innamorarsi basta un quinto di secondo (ed è “colpa” del cervello)

Almeno adesso abbiamo la certezza che il colpo di fulmine esiste. Uno studio scientifico ha mostrato attraverso delle neuroimmagini come ben 12 aree cerebrali lavorino insieme per rilasciare alcune sostanze chimiche che portano all’euforia “sentimentale”, in pochi centesimi di secondo.
Gaia Cortese 12 febbraio 2020

Lo sapevi che per innamorarsi basta un quinto di secondo? Parliamo davvero di una minuscola frazione temporale, meno di 20 centesimi di secondo, quella che comunemente viene chiamata un colpo di fulmine.

Esiste naturalmente dello scetticismo a riguardo. Troverai facilmente chi reputa che un vero amore non possa basarsi sul tradizionale colpo di fulmine, ma che al contrario si costruisca sulla reciproca conoscenza nel tempo. Eppure l'innamoramento istantaneo è stato studiato anche da un punto di vista scientifico.

Con il mio ex-marito ci eravamo innamorati a prima vista. Forse gli dovevo dare una seconda occhiata…

Mia Farrow

Secondo una ricerca condotta dall’Università di Syracuse, nello stato di New York, e poi pubblicata sulle pagine del The Journal of the sexual medicine, per far scattare la reazione chimica basta un quinto di secondo, e nel momento in cui accade, il rilascio di alcune sostanze chimiche come la dopamina, l’ossitocina e l’adrenalina, provoca un sentimento di totale euforia. Lo studio ha analizzato le dinamiche dell'amore con le neuroimmagini e ha constatato che sono ben dodici le aree cerebrali che lavorano insieme per rilasciare queste sostanze nell'organismo.

Ecco come viene quindi evidenziato che il cervello ha un ruolo molto importante nella fase dell'innamoramento ed è piuttosto inesatto dire che chi si innamora perde completamente la testa (funziona semplicemente in maniera diversa). Secondo quanto affermato dalla coordinatrice dello studio, Stephanie Ortigue, l’innamoramento si deve più al cervello, che al cuore, senza comunque dimenticarci che l’attivazione delle aree cerebrali porta a stimolare questo organo vitale in vari modi, arrivando per esempio a innescare quella strana sensazione delle cosiddette farfalle nello stomaco.