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19 Aprile 2023
13:30

Perché crediamo all’oroscopo?

C'è chi lo legge ogni mattina prima di uscire di casa, chi invece dice di non crederci, ma ogni tanto ci butta comunque l'occhio. Dai tempi dei Babilonesi l'oroscopo non ha perso il suo fascino e ci sono dei motivi precisi se ancora nel ventunesimo secolo si teme di avere Saturno contro.

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Perché crediamo all’oroscopo?
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Nessuno ci crede ma (quasi) tutti lo leggono. Ancora oggi, nel ventunesimo secolo, l’oroscopo non ha perso il suo potere di attrarre e incuriosire le persone, tant’è che anche chi afferma di non crederci, se gli capita sotto mano, ci butta comunque un occhio.

E pensare che i segni zodiacali per come li conosciamo oggi hanno una lunga storia alle spalle. La loro codifica risale al IV secolo a.C. quando i Babilonesi per primi divisero il cielo in dodici sezioni, in ognuna delle quali si trovava una costellazione che a sua volta dava il nome a ciascuno segno zodiacale. Secondo l'astrologia, nel suo moto apparente intorno alla Terra, ogni mese il sole attraversa una diversa costellazione, attribuendo delle determinate caratteristiche ai diversi segni zodiacali. L‘astrologia si basa dunque sulla credenza che la posizione e i movimenti del sole e degli altri pianeti influenzino la personalità, i comportamenti e le azioni delle persone e che, attraverso l'interpretazione della posizione degli astri, sia possibile prevedere il futuro.

C’è chi ci crede e chi no, ma è pur vero che, indagando anche poco, nel proprio segno zodiacale si trova sempre qualche caratteristica della propria personalità e questo aspetto porta la maggior parte delle persone, anche i più scettici, a riconoscere qualche verità nell’oroscopo.

Ad ogni modo, se la colonnina delle previsioni dell'oroscopo compare da lungo tempo su quotidiani, riviste e siti web, un motivo c’è: molti ci credono e ci sono anche affezionati, e i motivi sono tanti.

Innanzitutto, l’illusione di poter prevedere il futuro e di farci quindi trovare preparati davanti a qualsiasi imprevisto. Se l’oroscopo mette in guardia dai malanni di stagione, usciremo di casa più coperti, se consiglia di risparmiare in previsione di uscite economiche importanti, forse rinunceremo al pomeriggio di shopping già programmato da tempo.

L’oroscopo dà l’illusione di avere il controllo di ciò che accadrà, pur nella consapevolezza che non a tutti i Gemelli o agli Ariete succederà la stessa cosa, ma il desiderio di sapere cosa potrà accadere per farsi trovare preparati, è più forte di qualsiasi pensiero razionale, et voilà… due righe di oroscopo da leggere tanto male non possono fare, ANZI.

Anche perché nel leggere l’oroscopo, c'è una tendenza a giustificarsi, che non si limita al “Non ci credo, ma vediamo cosa dice…”, vale a dire la classica dichiarazione di chi non vuole credere agli astri, salvo poi nutrire qualche speranza se l’oroscopo predice avvenimenti positivi e interessanti. No, c’è anche una forma di “giustificazione” quando leggiamo che non tutto sta andando per il verso giusto, semplicemente per il fatto che abbiamo Saturno contro. Inconsciamente tendiamo a credere che le cose vanno male perché sono gli astri ad essersi messi di traverso, non dipende certo dalle nostre azioni e dai nostri comportamenti, giusto?

E d'altronde, come è arrivato nel segno, Saturno se ne andrà, portandosi dietro il periodo di sfortuna inflitto al segno zodiacale a cui si era opposto.  Ed ecco che leggere l’oroscopo diventa anche un modo per tirarsi  su di morale quando, in un periodo in cui tutto sembra andare male,  possiamo aspettarci che nel weekend riceveremo finalmente una buona notizia, o meglio ancora avremo Venere nel segno che porterà incontri e conquiste interessanti. E quindi se l’oroscopo aiuta a nutrire qualche speranza, perché no?

Con il segno zodiacale dei Gemelli, non potevo avere come unica passione quella della scrittura. Al piacere di spingere freneticamente tasti sul computer ho così aggiunto nel tempo l'interesse per il rispetto dell'ambiente e la salvaguardia degli animali, la passione per l'eco-design e tutto ciò che è bioarchitettura. Lo slancio di stupore che provo ogni volta che un progetto di verde urbano rende più bella la mia città, mi spinge a coltivare ancora più piante e fiori sul terrazzo di casa (ma mi definisco ancora un pollice verde in erba). Giornalista e mamma di due adorabili pesti, quando non lavoro o quando il piccolo di casa fa il suo sonnellino pomeridiano, cerco di ritagliarmi del tempo libero scegliendo tra le seguenti opzioni: un'ora sul campo da tennis, una camminata nel verde, venti minuti di Reiki o una pila di riviste di arredamento da sfogliare in solitudine.