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26 Dicembre 2019
12:00

Perché non riesci a far cambiare idea agli altri? Ecco come il cervello si difende

Perché è così difficile cambiare idea? Quanto pesano i pregiudizi sul tuo modo di pensare? A metterti i bastoni tra le ruote ogni volta che potresti cambiare idea non è solo l'attività di difesa del cervello, ma anche diversi bias cognitivi che condizionano la tua mente e la tua vita.

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Perché non riesci a far cambiare idea agli altri? Ecco come il cervello si difende
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La squadra del cuore non si cambia. L’ideologia politica deve rimanere quella. I principi religiosi assimilati fin dall'infanzia diventano inattaccabili. Insomma, cambiare idea, non se ne parla. Questo succede quando  argomentazioni e temi sono quelli che quasi contraddistinguono una persona (e purtroppo, mio malgrado, non posso togliere dell’elenco la squadra del cuore), ma l’atteggiamento di rimanere fermi sulle proprie convinzioni senza volersi far influenzare da niente e nessuno, è una caratteristica dell’essere umano.

Le persone tendono irrimediabilmente a fossilizzarsi su alcune proprie idee e difficilmente sono disposte a ritrattarle. Te ne sarai accorto anche tu, avendo a che fare con gli altri, ma anche con te stesso. Ma ti sei mai chiesto perché ciò succede?

Cosa sono i bias?

Tutto dipende dai bias, più o meno radicati nella psicologia umana. I bias cognitivi sono dei costrutti che si basano su percezioni sbagliate e/o pregiudizi che possono portare le persone a credere in qualcosa che corretto non è.

Ci sono per esempio i bias di conferma, vale a dire quelle informazioni che per l'appunto confermano le tue convinzioni, confutando quelle opposte: i bias di gruppo che ti portano a sopravvalutare le capacità e il valore del tuo gruppo di appartenenza; i bias conservativi che potrebbe portarti e a vedere ogni novità con non poco sospetto; i bias di protezione che inducono una percezione della realtà distorta tanto da farti vedere le cose nella maniera che tu stesso ritieni giusto, e farti pure pensare che anche gli altri la pensino proprio come te.

Mentire a noi stessi è ben più radicato nella nostra anima del mentire agli altri.
Fëdor Dostoevsky

E poi c’è l'effetto carovana (altrimenti detto "dei pecoroni"), rappresentato dalla tendenza a credere in qualcosa solo per il fatto che molte altre persone vicine a noi ci credono.

Insomma, questi bias cognitivi non  ti rendono di sicuro la vita facile (anzi, forse te la incasinano un tantino), ma sicuramente leggendo queste poche righe ti sarai accorto di quando siano presenti nella tua vita di tutti i giorni. Avere un'idea, per quanto vaga, di tutti gli elementi che possono condizionare il tuo modo di pensare è già un ottimo strumento per esserne più consapevole e magari per imparare a metterti più in discussione, pur sapendo che ti costerà un po' di fatica.

La difesa del cervello

Oltre a questi bias, infatti, c’è anche l’azione di difesa messa in atto dal cervello. Ogni volta che una tua idea viene attaccata o messa in discussione, infatti, il cervello mette in moto un’azione difensiva, comportandosi al pari di un sistema immunitario. L'obiettivo è quello di non far vacillare quelle che sono le tue certezze.

Cambiare idea, infatti, significa dare inizio a tutto un processo che porta addirittura a delle modificazioni strutturali del cervello. Sono cambiamenti minimi, appena percettibili attraverso un microscopio elettronico a scansione, e garantiti dall’elasticità del cervello (per fortuna), ma sono comunque modifiche a carico del cervello. Ma se questo può contribuire alla tua crescita personale, un po' di sforzo vale la pena di farlo.

Con il segno zodiacale dei Gemelli, non potevo avere come unica passione quella della scrittura. Al piacere di spingere freneticamente tasti sul computer ho così aggiunto nel tempo l'interesse per il rispetto dell'ambiente e la salvaguardia degli animali, la passione per l'eco-design e tutto ciò che è bioarchitettura. Lo slancio di stupore che provo ogni volta che un progetto di verde urbano rende più bella la mia città, mi spinge a coltivare ancora più piante e fiori sul terrazzo di casa (ma mi definisco ancora un pollice verde in erba). Giornalista e mamma di due adorabili pesti, quando non lavoro o quando il piccolo di casa fa il suo sonnellino pomeridiano, cerco di ritagliarmi del tempo libero scegliendo tra le seguenti opzioni: un'ora sul campo da tennis, una camminata nel verde, venti minuti di Reiki o una pila di riviste di arredamento da sfogliare in solitudine.