Come imparare a perdonare veramente e ritrovare la serenità?

Perdonare è un processo faticoso che richiede consapevolezza e coraggio. I consigli di uno scrittore ed esperto di crescita personale e il parere di un’esperta psicologa sul percorso da intraprendere e la conclusione condivisa di quanto questo percorso possa portare alla libertà personale.
Gaia Cortese 25 settembre 2020
In collaborazione con Dott.ssa Samantha Travini Psicologa

Perdonare qualcuno che ti ha ferito, che ti ha deluso o che ti ha tradito è una delle cose più difficili da fare. In ogni caso, imparare a perdonare è uno step necessario se vuoi ricostruire un rapporto con qualcuno, se vuoi liberarti dal passato e iniziare a guardare avanti. Per farlo è necessario avere una grande consapevolezza del proprio stato d’animo e di quello che vuoi veramente dalla tua vita. Non solo. Per perdonare occorre abbandonare la rabbia, il rancore e il risentimento; è l’unico modo per voltare pagina e tornare a vivere serenamente.

Vuoi davvero vivere sentendoti costantemente ferito per un tradimento, offeso per una discussione o abbandonato per un'amicizia finita? Il perdono è una scelta. Un cammino non facile da percorrere, ma possibile, e portarlo a termine potrà solo aiutarti a stare meglio. Se hai quindi intenzione di ricostruire la tua relazione con qualcuno o se desideri semplicemente lasciarti il passato alle spalle e guardare avanti, devi affrontare le emozioni negative, confrontarti con ciò che ti ha ferito e incominciare a voltare pagina.

I 9 passi del perdono

Al tema del perdono dedica un libro lo scrittore ed esperto di crescita personale Ivan Nossa, che si approccia a questo tema spiegando come si possa compiere la lunga e faticosa via del perdono attraverso nove specifici passi. Secondo lo scrittore il perdono è un dono essenziale per ritrovare la pace nella propria vita e per trasmetterla anche a chi ci sta attorno. Nel capitolo dedicato ai 9 passi del perdono, Nossa spiega come compiere questo viaggio alla ricerca di quella forza e quel coraggio necessari per poter perdonare e non vivere più nel rancore e nel risentimento. Una lettura di questo tipo può aiutarti ad accettare il peso degli sforzi che si possono arrivare a fare se si vuole perdonare qualcuno o anche se stessi. Un approccio alla vita che alla fine potrà darti solo felicità e pace.

Scoprire il proprio risentimento

Forse anche tu tendi a volte a nascondere la tua sofferenza o a fingere di non vederla; se ti ritrovi in questa situazione, è importante che tu ti prenda un momento per guardarti dentro, per scoprire se dentro di te c’è qualche forma di rancore o risentimento, sentimenti che di norma si nascondono fin troppo bene.

Osservare i propri stati d’animo

Una volta scoperto il rancore o il risentimento, cerca di capire quale influenza questi sentimenti hanno nella tua vita perché gran parte dei tuoi attuali stati d’animo e delle tue emozioni nascono da situazioni vissute nel passato.

Individuare il colpevole

Apparentemente sembra che il colpevole non ci sia, ma in verità si dà sempre la colpa a qualcosa o a qualcuno per qualsiasi cosa succeda. Rifletti su questo. Solo avendo chiaro chi o cosa devi perdonare, ti sarà possibile concludere un processo di perdono.

Decidere di perdonare

Questo è il momento più difficile. Hai l’oggetto di quello che dovrebbe essere il tuo perdono e devi decidere se perdonarlo definitivamente, se legartela al dito o se odiarlo da qui all’eternità. È un momento di grande coraggio in cui scegliere di perdonare davvero.

Affrontare le proprie paure

Nel momento in cui perdoni, potrebbero assalirti mille paure: potresti tenere di essere stato preso in giro, di non essere considerato quanto dovresti, di aver perdonato troppo presto. Scegliendo il perdono hai scelto la strada più giusta, quella dell’amore che a sua volta può dare origine solo a sentimenti e azioni positivi.

Perdonare

Perdonare significa lasciare andare ogni rancore, ogni paura, ogni risentimento. Non cadere nella tentazione di giudicare l’altro perché non conosci la sua storia, quindi perdona senza se e senza ma.

Liberarsi dalle catene

Ora puoi avere la percezione di una libertà riconquistata. Perdonando ti sei tolto un gran peso e ora sei libero di vivere la tua vita con maggiore serenità.

Assaporare la libertà

Nell’attimo stesso in cui perdonerai qualcuno o qualcosa sarai avvolto da un senso di leggerezza e di libertà. Gli effetti sono immediati e ti sentirai subito molto meglio. Goditi questo momento perché perdonare non è un atto facile e arrivarci non è niente di scontato.

Vivere con il perdono del cuore

Quando avrai fatto del perdono una costante della tua vita, dopo aver affrontato e superato le difficoltà che sembravano montagne da scalare, sei pronto per vivere una vita all’insegna della pace, perché il perdono sarà ormai qualcosa di te.

Il parere dell'esperto

Abbiamo chiesto sull'argomento il parere della Dottoressa Samantha Travini, psicologa: "Perdonare qualcuno che ci ha fatto del male è qualcosa di molto difficile soprattutto quando il torto che abbiamo subito è molto grave. Quando subiamo un’offesa, un insulto o un’ingiustizia proviamo immediatamente emozioni negative di rabbia, risentimento, ostilità, e il comportamento che più frequentemente viene messo in atto è quello di vendicarsi per il torto subito. La volontà di rivalsa anche se è un sentimento naturale e istintivo non porta ad un effettivo risarcimento dal torto subito: contrariamente a quanto si possa pensare non aiuta ad alleviare il dolore provato nell’aver subito un’ingiustizia, ma alimenta ulteriormente le emozioni negative sperimentate. La vendetta quindi non determina una soluzione di un problema, né comporta un sollievo, ma acuisce ulteriormente la sofferenza psicologica.

Il perdono è un processo che implica la consapevolezza da parte della vittima di aver subito una ingiustizia, ma si sceglie volontariamente di superare la vendetta e di porsi in una posizione diversa. Perdonare non significa scusare, condonare, dimenticare, negare il torto subito: consiste invece nel modificare l’emozione legata alla trasgressione e al trasgressore. Il processo del perdono consiste in una riconsiderazione in termini più positivi del “colpevole”, che sarà giudicato non più come essere spregevole e maligno, ma piuttosto un essere umano fallibile e limitato, al pari di sé stessi.

L’interesse della psicologia per il perdono è andato aumentando negli ultimi decenni, in particolare a patire dagli anni ‘90 del secolo scorso quando diversi studi hanno iniziato a rilevare una stretta relazione tra perdono e benessere psicologico e per questo l’attenzione si è sempre più concentrata proprio sulla comprensione dei possibili benefici del perdono sulla salute psico-fisica. Saper perdonare potrebbe essere un mezzo per favorire il benessere psicologico, riducendo la spirale di emozioni negative che intervengono quando si subisce un torto, ovvero riducendo la ruminazione, il rancore, la rabbia e tutte quelle emozioni negative che non aiutano a superare positivamente un’ingiustizia subita, ma al contrario ne peggiorano la salute psico-fisica.

Essere capaci di perdonare si associa a minori livelli di depressione e di ansia, di ideazione paranoide, di psicoticismo, di senso di inferiorità o di inadeguatezza. L’incapacità di perdonare se stessi si associa invece a un peggior benessere psicologico, disturbo da stress post-traumatico, depressione, ansia.

Dagli studi emerge coma la capacità di perdonare rappresenta una modalità positiva e adattiva di affrontare situazioni di vita dolorose ed evitare che tali situazioni intrappolino il soggetto in un vortice di emozioni negative che compromettono poi la salute e il benessere della persona.

Attraverso un percorso di psicoterapia il soggetto può essere aiutato nel modo di affrontare le situazioni e di reagire ad esse: non necessariamente di fronte a un torto subito si deve reagire con la vendetta, così come non necessariamente il soggetto colpevole di avere arrecato dolore deve continuare a colpevolizzarsi e autocriticarsi continuamente. E’ possibile prendere un’altra strada: da un lato cercare di empatizzare e di essere benevoli con il trasgressore, così da superare l’ingiustizia subita e interrompere il circolo vizioso della ruminazione rabbiosa. Dall’altro accettare di essere imperfetti e che nella vita si possono commettere degli errori. Non si può tornare indietro ed evitare quanto accaduto, è possibile solo accettarsi nella propria vulnerabilità e perdonarsi".