Quali sono gli alimenti che aiutano l’intestino?

La tua salute e il tuo benessere passano dal tuo intestino. E’ quindi molto importante seguire una dieta varia e bilanciata, sui principi della Dieta Mediterranea, e non dimenticare tutti gli alimenti che trovi qui.
Valentina Rorato 19 Settembre 2022
* ultima modifica il 29/09/2022

L’alimentazione è una parte fondamentale della tua quotidianità. Non si mangia solo per rispondere a un’esigenza del tuo corpo, ma per prendersene cura.  Una quantità sempre crescente di ricerche indica l'enorme ruolo che il tuo intestino svolge nella tua salute e nel tuo benessere. Oltre ad aiutare la digestione, i batteri buoni nell'intestino aiutano a mantenerti in salute sostenendo il sistema immunitario e respingendo i batteri nocivi. In effetti, oltre il 70% del tuo sistema immunitario risiede proprio qui. È dunque importante fare attenzione a quello che mangi. Quali sono i cibi che aiutano l’intestino?

Alimenti ricchi di fibra

La fibra è un tipo di carboidrato che si trova negli alimenti di origine vegetale ed è classificata come solubile o insolubile. Entrambi i tipi favoriscono la digestione e prevengono la stitichezza. Inoltre, ti protegge dall'aumento di peso e dallo sviluppo di condizioni croniche, come malattie cardiache, diabete di tipo 2, pressione alta e alcuni tipi di cancro. Non far mancare sulla tua tavola:

  • Fagioli, piselli secchi e lenticchie
  • Crusca (avena e frumento)
  • Frutta secca, come prugne e uvetta
  • Alimenti a base di cereali integrali, come pane integrale, cereali integrali e pasta integrale
  • Cereali integrali, come orzo, quinoa, bulgur e riso integrale
  • Frutta fresca, in particolare mele con la buccia, pere con la buccia, arance, mirtilli, lamponi, more e fragole
  • Noccioline
  • Semi
  • Verdure, come carciofi e broccoli

Alimenti probiotici

Gli alimenti probiotici contengono microrganismi vivi che esercitano effetti benefici sulla salute. Via libera a:

  • Alimenti di soia fermentati, come tempeh, miso e natto
  • Kefir (latte fermentato)
  • Kimchi (verdure fermentate)
  • Kombucha (una bevanda a base di tè fermentato)
  • Crauti (cavolo fermentato)
  • Yogurt, sia caseario che non

Controlla però sempre che contengano fermenti vivi!

Alimenti prebiotici

Gli alimenti prebiotici sono quei prodotti che aiutano a mantenere in vita i microrganismi della flora batterica intestinale "buona". Devi quindi immaginarli come un cibo denso di nutrienti per i tuoi microbi intestinali sani. Questi alimenti contengono composti, come fruttoligosaccaridi, inulina e galattoligosaccaridi, che sono tipi di fibre alimentari solubili. Devi dunque consumare:

  • Asparago
  • Banane
  • Cicoria
  • Aglio
  • topinambur
  • porri
  • Avena
  • Cipolle
  • Soia

Alimenti simbiotici

Gli alimenti simbiotici combinano prebiotici e probiotici in un unico pasto super sano che supporta i microbi intestinali.  Alcuni esempi di cibi simbiotici includono:

  • Un frullato di banana a base di kefir o yogurt
  • Yogurt ai mirtilli

Per rendere questi alimenti ancora migliori per il tuo intestino, aggiungi ingredienti ricchi di fibre, come cereali integrali, noci, semi, verdure, frutta o legumi.

Alimenti antinfiammatori

Gli alimenti con proprietà antinfiammatorie contengono sostanze nutritive, come vitamine, minerali e acidi grassi omega-3, che possono aiutare a prevenire o contrastare un’eventuale l'infiammazione. Non dimenticarti di mangiare:

  • Pesci grassi, come salmone, sardine e acciughe
  • Semi di lino
  • Frutta, come bacche e uva
  • Verdure, come broccoli, peperoni e pomodori
  • Noci

Fonti | Auxologico; Fondazione Veronesi

Contenuto validato dal Comitato Scientifico di Ohga
Il Comitato Scientifico di Ohga è composto da medici, specialisti ed esperti con funzione di validazione dei contenuti del giornale che trattano argomenti medico-scientifici. Si occupa di assicurare la qualità, l’accuratezza, l’affidabilità e l’aggiornamento di tali contenuti attraverso le proprie valutazioni e apposite verifiche.
Le informazioni fornite su www.ohga.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.