Sigmund Freud: le opere principali per conoscere il padre della psicanalisi

Dall’ interpretazione dei sogni ai saggi sulla teoria sessuale, passando per il complesso di Edipo e il concetto di inconscio… le opere principali di Freud per saperti orientare nell’ampia bibliografia del padre della psicoanalisi.
Gaia Cortese 2 Novembre 2018

Appunti, annotazioni, carteggi. La produzione scritta da Sigmund Freud, fondatore della psicoanalisi, è immensa. Il filosofo e psicoanalista austriaco (1856 – 1923) introdusse il concetto di inconscio, la teoria sessuale e lo studio della psicoanalisi infantile, l'influenza dei pensieri e dei desideri inconsci sulla vita quotidiana (lapsus freudiani), l'ambivalenza emotiva, ossia la contemporanea presenza di sentimenti di amore o di odio nei confronti di persone o oggetti. Insomma, Freud dedicò tutta la sua vista alla psicoanalisi e fortunatamente le sue idee e teorie, che ancora fanno discutere oggi, sono pervenute ad oggi perchè raccolte in opere e volumi. Se vuoi approfondire le teorie del padre della psicoanalisi, di seguito trovi le principali opere di Sigmund Freud:

Studi sull’isteria e altri scritti (1886-1895)

Il libro, suddiviso in 5 capitoli, riporta gli studi condotti con il collega Josef Breuer su un gruppo di individui affetti da isteria. Queto libro ha introdotto l apsicoanlaisi come possibile trattamento per le malattie mentali.

L’Interpretazione dei sogni (1900)

Il libro preferito da Freud, come lui stesso ammise. L’interpretazione dei sogni introduce la teoria secondo la quale esiste una tecnica psicologica che permette di interpretare i sogni. In questo libro Freud riporta la prima sua interpretazione di un suo sogno ("Il sogno dell'iniezione di Irma").

Psicopatologia della vita quotidiana (1901)

L'opera più famosa dopo L’interpretazione dei sogni. Tra le pagine dell'opera Freud delinea la sua teoria psicoanalitica e introduce l'esistenza dell'inconscio, ossia un'attività mentale che può interferire con quella cosciente, facendo emergere pensieri e desideri rimossi.

Tre saggi sulla teoria sessuale (1905)

Con questa opera Freud introduce la teoria psicoanalitica sulla sessualità e spiega concetti come il Complesso di Edipo, l'invidia del pene e l'angoscia della castrazione. Dei tre volumi, il più importante è il secondo, dedicato alla sessualità infantile, utile per capire gli sviluppi normali e patologici della sessualità.

Il motto di spirito e la sua relazione con l’inconscio (1905)

Un'opera che spiaga come battute umoristiche o barzellette siano meccanismi comunicativi che permettono di esprimere pubblicamentefantase e pulsioni sessuali, mascherandole attraverso il codice dei processi primari, così da coinvolgere emotivamente gli ascoltatori in modo non aggressivo, cioè senza cadere nella volgarità di un discorso troppo esplicito. Tutto ciò senza che nessuno sia consapevole di ciò che viene comunicato realmente. Scatenando il riso implica che chi ascolta è stato "toccato" nella sua sfera emotiva più profonda.

Totem e Tabù. Somiglianze tra le vite mentali dei selvaggi e dei nevrotici (1913)

Una raccolta di quattro saggi che applicano la psicoanalisi ad altre aree come l'antropologia, l'archeologia e la religione.

Introduzione al narcisismo (1914)

Un libro suddiviso in tre capitoli in cui Freud spiega la teoria del narcisismo. Lo stadio narcisistico è una fase evolutiva della libido sesuale, a cavallo tra la fase sadico-anale e quella più oggettuale. In questa fasela libido si ocncentra sull'Io stesso del bambino per poi rivolgersi a qualcosa di esterno.

Introduzione alla Psicoanalisi (1917)

La riproduzione di ventotto lezioni dello psicoanalista austriaco tenute nell'università viennese dal 1915 al 1917, sulla teoria della psicoanalisi (mente inconscia, teoria della nevrosi e dei sogni). E' uno dei libri più noti di Freud.

Al di là del principio di piacere (1920)

In questo libro Freud approfondisce la teoria delle pulsioni motivate dall'Eros (pulsione di vita) e dal Thanatos (pulsione di morte).

L’avvenire di un’illusione (1927)

Un'esplorazione della religione attraverso l'occhio attento della psicoanalisi che sostiene che la religione altro non sia che un'illusione: dogmi, credenze, fatti non accertati che raccontano qualcosa che non è mai stato provato, ma a cui bisogna credere. Freud sostiene inoltre che sia inutile insegnare la dottrina religiosa ai bambini, perchè per età e maturità, difficilmente possono essere interessati a capirla e studiarla.

Il disagio della civiltà e altri saggi (1930)

Un'opera che affronta il tema della tensione tra l'uomo e la civiltà. Motivo scatennate di tale tensione è la ricerca della libertà istintiva dell'uomo che inevitabilmente "cozza" con quanto viene invece imposto dalla società che crea leggi che inibiscoo desiderie impulsi umani (desiderio di appagamento sessuale, istinto assassino, ecc.).

Mosè e il monoteismo (1939)

Un parallelismo tra evoluzione del popolo ebraico e i casi di nevrosi individuale. Freud sostiene che Mosè non fosse ebreo, ma un egiziano di antica nobiltà che trasmise al popolo ebraico la religione monoteista del faraone Akhenaton.
Gli ebrei assassinarono Mosè, ma col tempo, provando un profondo senso di colpa, formarono il concetto di Messia, con la speranza che Mosè tornasse come Salvatore degli Israeliti.