Singapore, un’oasi tropicale con tanto verde, bioedilizia e veicoli elettrici

Non solo è la città più verde dell’Asia, Singapore si è conquistata anche un posto tra le città più green nel mondo: gli edifici costruiti seguono particolari canoni affinché venga rispettato l’ambiente e i veicoli utilizzano sempre di più l’energia elettrica.
Rubrica a cura di Gaia Cortese
30 Gennaio 2019

Secondo il Green City Index, è la città più verde dell'Asia, e probabilmente ha pochi concorrenti nel resto del mondo. Mi riferisco a Singapore, una sorta di microcosmo dell'Asia, popolata da cinesi, malesi, indiani e moltissimi stranieri provenienti da ogni parte del mondo.

I ricercatori del Senseable City Lab, infatti, hanno sviluppato un nuovo approccio nel quantificare il livello di “verde” delle città. Invece di calcolare il numero di spazi verdi, di misurare la loro area o di contare il numero di alberi sul territorio, hanno voluto conoscere la quantità di verde (in percentuale) che un qualsiasi pedone è in grado di vedere camminando per strada. Lo studio si è basato sulle immagini di Google Street View, rielaborate da un algoritmo; è stato così creato un Green view index (GVI) che ha permesso di stilare una classifica delle grandi città in base alla quantità di verde che ciascun pedone può vedere. In cima alla classifica, chiamata Treepedia, sul podio quindi si piazzano Singapore con un indice del 29,3%, seguita da Sydney e Vancouver (con il 25,9%).

Il Green Mark Scheme, edifici a basso impatto ambientale

Come ha fatto Singapore a diventare così verde? Man mano che crescevano la popolazione e l’economia locale, cresceva anche il verde urbano: se negli anni ottanta rappresentava circa il 36 % dell’area complessiva, adesso si è assestato a un 47%. E se il termine "verde" può assumere diverse e numerose connotazioni, Singapore sembra comprenderle proprio tutte: greenness urbana, energie rinnovabili e una visione futura della sostenibilità. Tanto per cominciare nel 2005 è stato introdotto il Green Mark Scheme, ossia un sistema di classificazione nel settore edile che valuta tutti gli edifici in base al loro impatto ambientale e alle loro prestazioni energetiche.

Un'oasi a risparmio energetico

Ma c’è di più. Singapore è caratterizzata da un clima tropicale. L’aumento ulteriore delle temperature dovuto ai cambiamenti climatici non aiuta la qualità di vita dei suoi abitanti. Per far fronte a questo disagio, è stato costruito un complesso di abitazioni, attività commerciali e uffici con al suo centro un’oasi di migliaia di piante. Questo progetto di oltre 400mila metri quadrati, che prende il nome di Marina One, ha la firma dello studio tedesco Ingehoven che spiega come l’obiettivo sia stato quello di “ricreare un microclima piacevole, grazie all’interazione tra gli edifici e il giardino”. Non solo. Il complesso di edifici sfrutta innovativi sistemi di ventilazione a risparmio energetico, dispositivi di schermatura solare esterni e vetri che riducono la radiazione solare negli edifici. Qui i giardini sono tridimensionali e ospitano 350 diversi esemplari della flora tropicale e almeno 700 alberi. Le auto? Da dimenticare. Solo autobus e collegamenti diretti alle linee di trasporto veloce, parcheggi per biciclette e stazioni di ricarica elettromeccaniche.

Automobili? Sì, ma a energia elettrica

Ma a Singapore, al di fuori del Marina One, è l'energia elettrica la fonte di energia verde più pulita per le automobili e i veicoli a motore in genere. Hai mai sentito parlare di Greenlots? Si tratta di una rete di centrali elettriche a isola per veicoli elettrici collegata direttamente all'infrastruttura elettrica nazionale. Per non farsi poi mancare niente, esistono anche Greenlots solari: tutto sommato, un'ottima idea per un'isola praticamente sempre assolata.

A Singapore non sono solo le automobili ad essere alimentate a energia elettrica: un'ampia lista di veicoli sta prendendo la stessa direzione. L'operatore di taxi Prime Taxis, per esempio, ha messo su strada una trentina di taxi che funzionano a benzina e ad energia elettrica, mentre gli autobus ibridi che utilizzano una combinazione di diesel e alimentazione a batteria, e consumano fino al 30% in meno di carburante, sono ora sotto processo. Sul fronte industriale, la ST Kinetics con sede a Singapore ha lanciato il primo motore al mondo per movimentazione ibrida, che cattura e riutilizza l'energia normalmente persa dalla frenata, utilizzando un sistema ibrido che può essere facilmente adattato ad altre macchine commerciali come trattori, autocarri pesanti e escavatori.

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