Stai sopportando troppo? Come capire se hai messo in atto un’eccessiva tolleranza allo stress

Si parla di Distress Over Tolerance, cioè di eccessiva tolleranza a uno stress negativo e alla lunga può provocare anche disturbi psicologici, come sintomi ossessivo-compulsivi o disturbi del comportamento alimentare. Il tuo corpo di invia segnali precisi per farti capire che stai sopportando troppo, sul lavoro o in una relazione di coppia.
Dott.ssa Samanta Travini Psicologa Psicoterapeuta
30 Aprile 2021 * ultima modifica il 30/04/2021

La tolleranza allo stress negativo o Distress Tolerance è la capacità di tollerare stati emozionali negativi.

Parliamo sia di situazioni presenti e reali, ad esempio una discussione o un litigio con una persona cara, che ricordi di situazioni negative vissute nel passato o addirittura previsioni di situazioni stressanti future (ad esempio l’ipotetica rottura di una relazione o una prova da affrontare).

L’incapacità di tollerare uno stato d’animo negativo è alla base di un gran numero di problemi psicologici anche gravi, ma allo stesso tempo un'eccessiva tolleranza allo stress negativo può avere delle conseguenze sul nostro benessere.

Cos'è la distress over tolerance

L’Eccessiva tolleranza allo stress negativo (Distress Over Tolerance) è la tendenza a sopportare livelli molto alti di stress nonostante le conseguenze negative sul nostro benessere.

Secondo Lisa Saulsman e Paula Nathan del Centre for Clinical Interventions di Northbridge "se sei troppo tollerante al fatto di provare emozioni negative, il problema è che potresti tollerare persone o situazioni negative nella tua vita. Se sei tollerante all’estremo, potresti non attivarti mai per cambiare le circostanze infelici della tua vita che hanno invece bisogno di essere cambiate".

Di solito il nostro corpo e la nostra mente cercano di avvisarci che qualcosa non va, ma noi cadiamo nella trappola dell’”essere forti” e tiriamo avanti.

È un attimo. Devo farmi forza. Si aggiusterà tutto. Cosa penseranno gli altri? E se resto solo o sola? E se rimango senza lavoro? E i bambini? Gli altri si aspettano da me che io ce la faccia.

I rischi però sono diversi: l’eccessiva tolleranza allo stress è stata messa in correlazione con l’insorgere di sintomi ossessivo-compulsivi, a forme di perfezionismo clinico o disturbi alimentari quali l’Anoressia.

Relazioni tossiche (affettive, familiari o lavorative) vengono mantenute grazie ad un’eccessiva capacità di sopportazione. Non importa quanto possano essere squalificanti, mortificanti o addirittura violente: la persona riuscirà sempre a “farsi forza” per portare avanti la relazione.

Sopportare troppo fa male, in buona sostanza.

Come capire se stiamo sopportando troppo

É importante in primis dare ascolto al nostro corpo. Il nostro corpo parla e ci avvisa quando ci stiamo imponendo una situazione che invece dovremmo abbandonare o affrontare diversamente.

Attacchi di panico, rituali ossessivo-compulsivi, ritiro sociale, ossessioni di vario genere. Poi sintomi fisici: somatizzazioni della pelle, difficoltà a respirare, vari dolori di origine inspiegabile, mal di testa senza causa apparente, sensazioni di oppressione e soffocamento e così via.

Per non parlare del disagio vissuto in maniera consapevole rispetto a quella situazione.

È importante diventare consapevoli di sé, ascoltarsi per capire se una situazione è buona per noi o no e capire cosa vogliono fare. Bisogna trovare dentro di sé la forza per rendere la nostra vita felice.

Per capire quando tollerare una certa dose di sofferenza è sano e quando non lo è dobbiamo rispondere ad una domanda: perché lo faccio?

Se tollerare questa sofferenza mi porta avanti nel mio percorso, mi consente di raggiungere o avvicinarmi alla mia felicità e risponde ai miei bisogni di crescita, sviluppo e serenità allora è sano.

Al contrario se sto tollerando questa sofferenza nella mia vita per fuggire allo stress di affrontarla, per non scontentare le aspettative degli altri, per paura delle conseguenze e questo mi allontana dalla mia serenità, allora questo non è sano.

Come reagire

Con l'aiuto di uno specialista potrai rispondere alla domanda: “Perché sto sopportando tutto questo?

Capire perché tendi a sopportare situazioni che ti creano sofferenza è il primo passo per riuscire a cambiare questa rotta ed imparare ad essere forti in maniera sana.

Laureata in psicologia clinica dello sviluppo e neuropsicologia, si occupa di sostegno psicologico per individui, coppie e famiglie con particolare attenzione altro…