Stress, ansia e paura? Si contrastano con le strategie di adattamento

Non rimuginare troppo sulle difficoltà che si stanno vivendo e avere un atteggiamento positivo può aiutarti a fronteggiare ansia e preoccupazione e a rendere le tue difese naturali più efficaci. Ecco tutto quello che dovresti sapere sulle strategie di coping.
Gaia Cortese 25 marzo 2020
In collaborazione con la Dott.ssa Samanta Travini Psicologa

Ogni volta che un essere vivente si trova di fronte a una nuova situazione, ad una difficoltà o a un problema, è costretto ad adattarsi per poter sopravvivere fisicamente e psicologicamente. Tra gli esseri viventi, l’uomo è quello che riesce ad adattarsi con maggior successo, proprio grazie alle risposte comportamentali che riesce a mettere in atto.

In psicologia si parla di coping riferendosi alle varie “strategie o abilità di adattamento“ che l’uomo può mettere in atto per fronteggiare un evento stressante, vale a dire una serie di meccanismi psicologici adattativi che possono aiutarlo a superare problemi di varia natura: emotiva, interpersonale ed esistenziale. La finalità di adottare tali tecniche è quella di riuscire a gestire, ridurre o tollerare lo stress e tutte le implicazioni del caso.

Tipologie di coping

Esistono diverse tipologie di coping a seconda delle funzioni che hanno. Secondo lo psicologo Wayne Weiten, ne esistono principalmente quattro:

strategia di coping incentrata sulla valutazione, messa in atto quando la persona modifica il proprio modo di pensare, i propri obiettivi e valori. In questa strategia è contemplato anche l’umorismo come forma per contrastare una condizione di stress;

strategia di coping incentrata sul problema, messa in atto quando si cerca di gestire in modo diretto la causa dei problemi. Lo scopo è quello di cambiare o eliminare proprio l’origine dello stress. Come? Secondo le tre teorie identificate da Folkman e Lazarus sono: l'assunzione del controllo, la ricerca delle informazioni e la valutazione dei pro e dei contro;

strategia di coping incentrata sull’emozione, si attua rilasciando le emozioni accumulate, distraendosi, prendendo le distanze dall’origine dello stress, meditando e gestendo i sentimenti negativi con una forma di autocontrollo;

strategia di coping incentrata sul lavoro, orientata verso un'occupazione duratura, in grado di fornire feedback positivi.

L’importanza di spostare il focus

Oggi più che mai ci troviamo a dovere affrontare una situazione completamente nuova. La diffusione del coronavirus ha stravolto in poche settimane le nostre abitudini. Questo è senza dubbio un fattore di grande stress per ognuno di noi, ma si può fare qualcosa per stare meglio. Innanzitutto, può essere una buona pratica quella di spostare il focus sulle giuste domande. Invece di continuare a pensare a “cosa sta succedendo?”, perché non chiedersi: “cosa posso fare?“.

Informati bene

Come prima cosa ti consiglierei di informarti in modo corretto, prendendo come riferimento solo i siti istituzionali. Lascia perdere i titoloni da prima pagina che possono gettarti nello sconforto. Non farti ingannare dalle innumerevoli fake news che girano sul web. Prendi anche le distanze dai social network, non condividere qualsiasi link fomentando così quell’infodemia che abbiamo tutti sotto i nostri occhi. In questo momento i social possono essere usati con intelligenza per rimanere in contatto con le persone a te più care.

Dai importanza al tempo

Le nostre abitudini sono state stravolte, ma abbiamo a disposizione una risorsa preziosissima, il tempo. Non ha senso riempirlo con ansia e paura. Usalo per fare quello che prima non avevi tempo di portare a termine, per dedicarti a qualche attività che ti appassioni, per leggere, per improvvisare qualche piatto nuovo in cucina. Usalo per trascorrerlo con la tua famiglia, per fare insieme qualcosa che coinvolga tutti: un film, un gioco da tavola, ma anche perché no, delle pulizie di primavera che impegnino davvero tutti.

Sii positivo

C’è una soluzione per ogni cosa. Ci sarà anche per queste epidemia. Si troverà un vaccino, le strutture ospedaliere si attrezzeranno sempre meglio, si ridurrano nel tempo i contagi e torneremo piano piano alle nostre vite. Avere una visione pessimistica della situazione serve a poco, anzi contribuisce solo a gettarti nello sconforto. Concentrati invece sui progressi che la nostra società è sempre riuscita a compiere, soprattutto nell’ambito scientifico.

Il parere dell'esperto

Abbiamo sentito sull'argomento il parere della Dottoressa Samanta Travini, psicologa: "Il Coronavirus è da subito stato accompagnato da paure, sia razionali che irrazionali, rispetto alla pericolosità del virus. In seguito si sono aggiunte restrizioni sempre più profonde e dolorose al nostro agire quotidiano.

"Dal punto di vista psicologico al momento occorre vaccinarci con le nostre difese naturali: le emozioni positive".

In un periodo così difficile è comprensibile che fobie ed ipocondria si accompagnino a meccanismi più naturali come l’ansia e lo stress mettendo la salute mentale delle persone a maggior rischio. È importante pertanto, nel limite del possibile, cercare di trovare delle strategie di fronteggiamento (coping) adattive allontanando quelle maladattive (eccessivo consumo di alcol, fumo, abitudini alimentari scorrette, solo per fare qualche esempio).

Rimuginare troppo o ossessionarsi sulle conseguenze della pericolosità del Coronavirus non aiuta l’individuo, anzi tutto ciò può avere ripercussioni negative anche sul sistema immunitario. Dal punto di vista psicologico occorre vaccinarci al momento con le nostre difese naturali: le emozioni positive, espandendo le nostre opzioni cognitive e comportamentali aumentiamo la resilienza e miglioriamo la salute psico-fisica. È importante inoltre, anche in periodi di inattività, mantenere la motivazione lavorativa".