Terapia di coppia: quando può essere utile e come funziona

La terapia di coppia è un intervento finalizzato ad aiutare i coniugi o i conviventi in difficoltà a superare i momenti critici che incontrano nel loro cammino insieme. A volte aiuta a ritrovare un equilibrio nella relazione, altre invece ad accettarne la fine. Ma i benefici saranno maggiori, quanto prima la si comincerà.
Dott.ssa Samanta Travini Dottoressa in Psicologia Clinica
19 giugno 2020 * ultima modifica il 19/06/2020

Ogni coppia vive le sue fasi, dall’innamoramento all’idealizzazione, al realismo e alla disillusione. Le difficoltà incontrate possono essere di diverso tipo a seconda della fase del ciclo vitale della coppia (coppia senza figli, nascita del primo figlio, crescita e distacco dai figli, pensionamento; oppure problemi nella sessualità, difficoltà di comunicazione, divergenze nelle modalità genitoriali, conflitti, tradimenti, separazione e gestione dell’affido dei figli).

La American Association for Marriage and Family Therapy sottolinea che tre coppie su quattro che vanno in terapia riconoscono un miglioramento nella loro relazione. Le persone che vanno in terapia di coppia migliorano il loro stato d’animo, inoltre due terzi di queste sperimentano dei miglioramenti anche nella loro salute e nel loro rendimento lavorativo.

Cos’e’ la terapia di coppia?

La terapia di coppia è un intervento finalizzato ad aiutare i coniugi/conviventi in difficoltà a superare i momenti critici che incontrano nel loro cammino insieme. Spesso le persone decidono di richiedere un intervento di coppia quando sentono che la loro relazione non può sopravvivere se non utilizzando questo intervento terapeutico.

José Bustamante chiarisce che il primo passo durante la terapia di coppia è comprendere il vero problema. La maggior parte delle coppie chiede una consulenza perché discute molto, ma “dietro vi sono conflitti irrisolti“. La prima cosa da mettere in chiaro, dunque, è il vero problema per cui la relazione non funziona.

Per fare ciò è necessario creare un’empatia con il partner, ascoltarlo, sapere cosa gli accade davvero e cercare di capirlo. Per questo motivo, la terapia di coppia deve prima di tutto insegnare a: saper ascoltare, mettersi nei panni del partner, comunicare quello che si prova o che dà fastidio senza ferire il partner.

Entrambi i partner sono parte del problema e sempre entrambi sono parte della soluzione.

La terapia di coppia può avere una duplice funzione. Può servire ad accettare e affrontare la fine di una relazione senza presupporre per forza una sconfitta, poiché a volte la rottura è la soluzione migliore. E può servire anche a conoscerci individualmente e, soprattutto, a a formare una coppia migliore nella relazione presente o in una futura.

In molti casi il problema risiede nel fatto che le coppie aspettano una media fra i cinque e i sei anni per risolvere i loro conflitti, quando la relazione è già logorata. Il momento migliore per andare in terapia è quando iniziamo a comprendere che non ci capiamo con il nostro partner, quando cerchiamo di spiegare qualcosa e abbiamo l’impressione che l’altro non capisca cosa vogliamo dirgli.

La terapia di coppia è molto più efficace se la si inizia quando i conflitti non si sono inaspriti troppo. La percentuale di successo è intorno al 70%. Tuttavia, è molto più alta se la coppia vi si reca il prima possibile, ovvero al massimo due anni dopo la comparsa dei primi problemi.

Ovviamente la psicoterapia di coppia non è utile soltanto alle coppie con gravi problemi relazionali, pertanto già in una fase critica, bensì può essere auspicabile anche per quelle coppie con una buona relazione, allo scopo di migliorarne la comunicazione, prevenire futuri conflitti, conservare una relazione più armoniosa, così come per rafforzare il proprio vincolo e conoscersi meglio.

Quando serve?

La terapia di coppia è una risorsa che aiuta a riconoscere i problemi. Permette ai membri della coppia di approfondire la conoscenza di se stessi, della relazione e di riscoprire il valore del partner. Lo psicologo della coppia apporta gli strumenti utili a risolvere i conflitti, a evitare di commettere errori nella relazione, a imparare un nuovo modo di comunicare e, in definitiva, a ritrovarsi e ricominciare una relazione più soddisfacente e felice.

In fine dei conti, la terapia di coppia intende trovare un accordo soddisfacente e aiutare a recuperare i rinforzi naturali associati alla convivenza; come quando si inizia una relazione, ma con delle fondamenta più solide e mature.

Generalmente la terapia di coppia è indicata nei seguenti casi:

  • entrambi i coniugi/conviventi sono motivati a rendere la loro relazione più soddisfacente
  • il conflitto tra i coniugi/conviventi è distruttivo e logorante
  • il rischio di coinvolgere i figli nel conflitto di coppia è elevato
  • manifesto disagio di uno o entrambi i coniugi/conviventi
  • per sostenere il partner/convivente in un momento di grossa difficoltà (malattia, perdita del lavoro, stress acuto, disagio psicologico, ecc.)
  • nel caso in cui il conflitto cronico nella coppia crea un disagio psicologico nei figli

Gli obiettivi

Gli obiettivi da raggiungere attraverso la terapia di coppia dipendono sempre dal tipo e dalla portata del problema. Tuttavia nella terapia di coppia valgono i seguenti obiettivi primari:

  • Una buona comunicazione e apertura al dialogo nella relazione. Infatti, esprimere i sentimenti è molto importante per evitare insicurezze, depressione o bassa autostima.
  • Migliorare la relazione con piccoli gesti: anche solo pronunciare la parola “ti amo” è fondamentale per far sentire il proprio partner desiderato e sicuro dei vostri sentimenti.

I benefici

Attraverso un percorso terapeutico valido le coppie in crisi possono ritrovare l’equilibrio e migliorare notevolmente il proprio rapporto. Ecco alcuni dei benefici che una terapia di coppia può riservare:

  • Vivere serenamente e in modo appagante la vita di coppia.
  • Imparare a gestire le situazioni difficili, come tensioni, preoccupazioni, perdita del’’equilibrio interiore.
  • Comprendere come relazionarsi con i figli, e quali sono i modi migliori per parlare con loro, per affrontare le situazioni
  • Superare e gestire i momenti di crisi, come possono essere il tradimento, la monotonia, la perdita di attrazione sessuale o una mancanza di interessi comuni
  • Dialogare e comunicare in modo efficace imparando a riconoscere il linguaggio del proprio partner
  • Imparare a comprendere le vostre aspettative, cioè a capire quando queste siano eccessive o irrealizzabili, cercando di essere sinceri ed esprimere i vostri bisogni profondi senza alcuna paura

Come si svolge

Le sedute di terapia di coppia si strutturano in incontri della durata di circa un’ora e mezza ciascuno con entrambi i membri della coppia. Le sedute sono generalmente quindicinali. Si parte  dalla storia della coppia, per meglio comprendere quali sono i cambiamenti che hanno creato l’instabilità e i conflitti lamentati. Dopo una prima valutazione del caso, il terapeuta propone, se necessario, una terapia, indicandone le modalità, i costi, i tempi. Durante la prima seduta la coppia racconterà la propria storia, le ragioni che l’hanno spinta a rivolgersi a uno specialista e le aspettative di ognuno dei due rispetto alla terapia di coppia stessa.

Dopo le prime due o tre sedute, che servono al terapeuta per capire le modalità di funzionamento della coppia e per spiegare in cosa la terapia può essere utile, il percorso ha realmente inizio. Al termine di ogni seduta il terapeuta può dare la propria visione su quanto ascoltato e, se lo ritiene opportuno, assegna alla coppia dei compiti per casa, come vivere delle esperienze insieme che possano rinsaldare la complicità.

Quanto dura

La durata di una psicoterapia di coppia può essere ampiamente variabile, e dipende dalle problematiche specifiche individuali e di coppia, e dal numero di conflitti esperiti da una determinata coppia. Durante la terapia si analizzano i conflitti, così da ricavare una maggiore comprensione della loro natura, si apprende a risolvere i problemi e a discutere le differenze in modi razionali e logici, a riconoscere quali sono le idee e le convinzioni irrazionali o erronee da modificare, a rilevare quali comportamenti potrebbe auspicabilmente modificare ciascun membro della coppia e come imparare a farlo, ad ascoltare e migliorare le dinamiche comunicazionali, comprendere e accettare l’altro, così come accettare le differenze interpersonali.

Affinché la terapia di coppia abbia un’efficacia entrambi i partners devono essere motivati ad intraprendere questo lavoro, su sé stessi e sulla propria relazione. Naturalmente, quando si va in psicoterapia con scarsa motivazione e soltanto perché nessuno possa recriminare che non è stato fatto abbastanza, allora l’efficacia di una psicoterapia è molto minore. Sarebbe auspicabile non aspettare all’ultimo momento (quando la crisi sia ormai giunta a un punto tale da essere percepita dai membri della coppia come irrisolvibile e insanabile) per iniziare una psicoterapia di coppia, come pure sarebbe opportuno concedere alla terapia un tempo ragionevole perché possa generare i cambiamenti necessari.

Ai fini di una buona riuscita terapeutica è fondamentale che si crei la giusta alleanza terapeutica, ovvero si instauri un buon legame terapeutico fra pazienti e specialista, basato sul rispetto reciproco, empatia, accoglienza e flessibilità.

Cosa fare se il partner non vuole

Può accadere che esista una tendenza alla fuga o a un atteggiamento evitante da parte del partner. In questi casi è possibile ricorrere a un consulto individuale e valutare se attuare un percorso di terapia personale. Non è possibile aiutare qualcuno che non desidera essere aiutato, questo è chiaro. Lavorare su di sé nel tempo può rivelarsi utile per capire che cosa ci ha attirato verso il partner e fare chiarezza: desideriamo ancora questa persona nella nostra vita?.

A causa dell'abitudine tendiamo a creare schemi rigidi degli altri, tuttavia accettare che possiamo cambiare, anzi che il cambiamento è un nostro diritto, costituisce ciò che può innescare un processo di trasformazione e rende possibile un dialogo autentico all'interno della coppia.

A chi rivolgersi

Per i problemi di coppia ci si deve rivolgere a psicologi e psicoterapeuti specializzati nelle terapie per la coppia. Tali professionisti hanno spesso una formazione ispirata al modello sistemico-relazionale. In tale approccio non si etichetta un partner "malato" e l'altro "sano", uno "normale" e l'altro "anormale", uno “carnefice”, l’altro “vittima”, ma si considera entrambi i partner delle persone in difficoltà, che vivono una situazione di disagio.

Durante il percorso terapeutico i partner ripercorrono congiuntamente la storia della coppia per capire con il terapeuta come la loro relazione possa averli portati a una situazione di stallo, crisi, mancanza di dialogo e di interessi comuni. La sofferenza, l’abbandono, l’incomprensione e il rancore accumulati nel tempo portano spesso alla comparsa di un sintomo in uno o in entrambi i partner.
L'obiettivo della terapia di coppia non è di tornare alla situazione precedente la crisi, ma di trovare insieme un nuovo equilibrio sia di coppia che individuale e una modalità più consapevole di vivere la relazione di coppia.

Una buona coppia non è infatti una coppia senza conflitti, ma è quella che impara ad affrontarli insieme e che ritrova la fiducia perduta durante la crisi, ricontratta le regole della relazione, apre un canale della comunicazione efficace e progetta il futuro, sia individuale che relazionale di coppia, che familiare.

Laureata in psicologia clinica dello sviluppo e neuropsicologia, ha lavorato in contesti educativi, sociali e nei servizi psicologici di base, maturando altro…