video suggerito
video suggerito
21 Settembre 2020
16:00

Trovato morto in Brasile un pinguino di Magellano: nel suo stomaco c’era una mascherina

Circa due settimane fa l'esemplare è stato ritrovato senza vita su una spiaggia di Sao Sebastiao, nello Stato di San Paolo. L'autopsia, condotta dai veterinari dell'Instituto Argonauta, ha confermato che la morte dell'animale è da ricondurre all'ingestione di una mascherina N-95 abbandonata.

997 condivisioni
Trovato morto in Brasile un pinguino di Magellano: nel suo stomaco c’era una mascherina
Immagine

L'inquinamento legato alla presenza dei cosiddetti "rifiuti del Covid-19" preoccupa sempre di più gli ambientalisti, e non solo. L'impatto delle mascherine disperse in mare rischia di avere pesanti conseguenze soprattutto sulla fauna selvatica. Una conferma arriva dal triste episodio avvenuto recentemente in Brasile. A Sao Sebastiao, e precisamente a Juquehy Beach, nella regione costiera dello stato di San Paolo, è stato ritrovato morto un esemplare di pinguino di Magellano (Spheniscus magellanicus).

A far luce sulle cause della sua morte ci hanno pensato gli esperti dell'Instituo Argonauta, organizzazione no profit che si occupa di tutela della fauna acquatica. Ebbene, l'autopsia ha permesso di verificare che il pinguino aveva ingerito una mascherina N-95, e questo gli è stato fatale.

Siamo di fronte al frutto di una cattiva gestione dei rifiuti e allo stesso tempo dell'irresponsabilità delle persone che buttano via le mascherine nei luoghi meno appropriati. Secondo il presidente dell'istituto Argonauta, l'oceanografo Hugo Gallo Neto, bisogna portare avanti delle campagne di sensibilizzazione rivolte alla popolazione della costa vicino San Paolo per evitare che il problema dell'inquinamento da plastica diventi ancora più grave ed è necessario introdurre pene severe per chi abbandona i rifiuti nell'ambiente. La morte del povero pinguino di Magellano è da considerare come un ammonimento.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.