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25 Febbraio 2021
11:30

Un nuovo studio mette in guardia: nei giocattoli di plastica ci sono sostanze chimiche potenzialmente dannose

Un team di ricercatori della Technical University of Denmark e dell'Università del Michigan ha analizzato più di 400 sostanze chimiche utilizzate nella produzione di giocattoli e ne ha identificate 126 che potrebbero avere effetti negativi sulla salute dei bambini. In attesa di un quadro internazionale uniforme sull'etichettatura, un genitore può sempre optare per delle alternative, magari in legno.

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Un nuovo studio mette in guardia: nei giocattoli di plastica ci sono sostanze chimiche potenzialmente dannose
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La plastica ormai è ovunque, lo sappiamo. E sempre più spesso entra in contatto anche con i bambini piccoli, soprattutto attraverso i giocattoli. Ma c'è qualche rischio che il giocattolo che tocca e magari si mette in bocca tuo figlio o tua figlia contenga sostanze chimiche nocive? I risultati di un recente studio condotto dai ricercatori della Technical University of Denmark e dell'Università del Michigan (in collaborazione con l'Unep, il Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente) non ti lascerà certo tranquillo.

Sono state esaminate dagli esperti 419 sostanze chimiche presenti nei materiali plastici duri, morbidi e schiumosi utilizzati nei giocattoli; di queste, 126, ossia il 30% sono risultati potenzialmente dannosi per la salute dei bambini. Troviamo gli ftalati e i ritardanti di fiamma bromurati, ma anche il butirrato TXIB e il citrato ATBC, che vengono talvolta usati come alternative ad alcuni ftalati regolamentari.

Le stime degli scienziati ci dicono che i bambini nei Paesi occidentali sono esposti in media a circa 18 chilogrammi di giocattoli di plastica, un valore decisamente elevato. Se ricordi, ci eravamo già occupati di questo tema, parlandoti dei risultati preliminari di uno studio svizzero, che aveva rintracciato tracce di plastica nell'urina dei bambini piccoli (da 6 mesi a 3 anni).

Ora, gli schemi di etichettatura variano da Paese a Paese (quello dell'Unione Europea è diverso da quello degli Stati Uniti, dell'Australia o della Cina, per intenderci) e non esiste un accordo internazionale che regolamenti la materia. A questo proposito, lo studio ribadisce l'importanza di introdurre una serie di strumenti che consentano di confrontare le sostanze chimiche contenute nei materiali dei giocattoli in base all'esposizione e al rischio per la salute dai più piccoli.

La vita da genitore è già difficile di suo, penserai, adesso bisogna pure stare attenti ai giochi che utilizzano i bambini. È così, converrebbe ridurre le occasioni per i nostri bambini di entrare in contatto con materie plastiche e comunque sarebbe opportuno mantenere sempre ventilate le loro camerette. E poi, in fondo, le alternative ai giocattoli in plastica esistono: perché per esempio non optare per delle soluzioni, definiamole anche vintage, come i giocattoli in legno?

Fonte | "Chemicals of concern in plastic toys" pubblicato su Environment International a gennaio 2021.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.