Una diretta Instagram per tenerti compagnia se ti trovi sola per strada: l’iniziativa di DonnexStrada

Un collettivo di donne ha lanciato un’iniziativa per evitare che chi si trova da solo in una strada possa sentirsi spaventato o in pericolo. Basta andare sulla loro pagina Instagram e richiedere una diretta che ti accompagnerà finché non sarai arrivato.
Sara Del Dot 29 Aprile 2021

Percorrere un pezzo di strada a piedi, da soli, magari la sera e in zone poco illuminate può fare paura. Quante volte ti sarà capitato di camminare a passo spedito fino a casa, tenendo saldo in mano il mazzo di chiavi di casa oppure cercando conforto in una chiamata di compagnia con amici o partner? Certo, non dovrebbe essere normale. Nessuno dovrebbe provare neanche per un secondo il timore di essere aggredito, derubato o peggio quando si trova da solo per le strade della propria città.

Eppure ci sono casi in cui le sensazioni negative superano la normalità delle circostanze. E come purtroppo ben sappiamo, ce ne sono alcuni in cui la realtà supera la percezione.

Proprio per aprire un canale di comunicazione e conforto a chiunque possa sentirsi in pericolo mentre percorre un tratto di strada da sola (o da solo), il neonato collettivo DonnexStrada ha deciso di avviare un progetto in cui alcune volontarie si rendono disponibili a organizzare delle dirette su Instagram per accompagnare la persona che lo richieda durante il proprio tragitto.

Si chiama “Direttexstrada” e l’obiettivo è sia di non lasciare un individuo in balia di una paura troppo spesso giustificata, sia di promuovere attività di sensibilizzazione sulle implicazioni sociali e psicologiche di molestie o catcalling.

“L’ideatrice del progetto DonnexStrada è stata la psicologa clinica Laura de Dilectis che a marzo, in seguito all’omicidio di Sarah Everard ha deciso di fare qualcosa per dare una mano a non sentirsi soli quando si è per strada e sensibilizzare sulla tematica, racconta Raffaella Campolongo, del team DonnexStrada.

“In pratica ogni mattina mettiamo un box domande nelle storie della nostra pagina Instagram chiedendo se qualcuno abbia bisogno di noi e in quale fascia oraria. Anche se nella maggior parte dei casi veniamo contattate nel momento stesso in cui la persona si trova da sola e vuole compagnia. A quel punto contattiamo la persona privatamente chiedendo se desidera che la diretta sia resa pubblica o rimanga privata. Durante la diretta chiacchieriamo, facciamo compagnia, basandoci molto su come si sente l’altra persona, adeguandoci a lei, a come si sente, a come sta.”

Penserai, anche dal nome del collettivo, che l’iniziativa si rivolga esclusivamente alle donne. In realtà l’intenzione è quella di coinvolgere chiunque anche perché quello per cui nasce questa realtà è un problema che va affrontato in maniera collettiva per essere eradicato.

“Contrariamente alle nostre aspettative, ci hanno scritto anche diversi uomini, che hanno chiesto in che modo potessero aiutarci, ma soprattutto come possono comportarsi se si accorgono che una ragazza è preoccupata per la loro presenza su una strada. E questa è una bella assunzione di consapevolezza. Spesso ci ringraziano per il progetto, definendolo tristemente necessario.”

Fin troppo necessario. Raffaella infatti racconta che dal lancio del progetto pensavano avrebbero avuto tempo di sviluppare con calma questa ed altre iniziative che proporranno presto, ma sono state molto richieste. Ciò significa che il bisogno di questo, purtroppo, c’era. Sia per le donne che per gli uomini.

“DonnexStrada, lo dice anche il nome, nasce per combattere la violenza di genere stradale e quindi ha un focus sulle donne. Ma noi ci siamo per chiunque non si senta al sicuro per strada. Un ragazzo ad esempio ci ha chiesto una diretta perché arrivava in stazione a Roma tardi la sera e ci ha chiesto di fargli compagnia.”

Il team di DonnexStrada però non ha intenzione di fermarsi all’aiuto sul momento, ma vuole agire sempre più in profondità, arrivando alla radice della problematica.

“Presto lanceremo progetti come il taxi sospeso, i punti viola ovvero luoghi come bar e negozi in cui una persona può rifugiarsi se si sente in difficoltà, supporto psicologico e seminari in cui affrontare nel profondo le problematiche che affliggono la società, per portare avanti un cambiamento vero senza adeguarci allo status quo.”