Una vita zero rifiuti: la storia di due donne che hanno scelto di vivere “zero waste”

Valeria e Gelena raccontano perché hanno scelto di produrre meno rifiuti e in che modo riescono a condurre questo stile di vita “zero waste”. Stile di vita su cui si stanno orientando sempre più persone in tutto il mondo.

8 Maggio 2019
17:00
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Una vita zero rifiuti: la storia di due donne che hanno scelto di vivere “zero waste”
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Valeria ha 21 anni, frequenta l’università e dal 2015 ha deciso di ridurre quasi a zero la sua produzione di rifiuti. Gelena, che di anni ne ha 37 e lavora in un negozio del centro, ha preso la stessa decisione nel 2014, smettendo progressivamente di produrre scarti solidi in casa sua.

Valeria e Gelena sono due donne molto diverse, come diverse sono le vite che conducono. Eppure, hanno un’importante cosa in comune. Entrambe hanno scelto di ridurre il proprio impatto ambientale eliminando la plastica dalle loro vite. Esattamente come hanno fatto centinaia di altre persone in tutto il mondo.

E come è possibile? Valeria e Gelena raccontano che, una volta superato lo scoglio dell’abitudine, molti cambiamenti avvengono da sé e sono facili da mettere in pratica. Ad esempio utilizzando una borraccia di metallo al posto di acquistare bottigliette di plastica, portando con sé posate e contenitori per non avere bisogno di confezioni inutili, facendo la spesa alla spina e al mercato con delle borse di stoffa invece di acquistare frutta e verdura arrotolata in vaschette e imballaggi nei grandi supermercati.

E non solo. Questo stile di vita, chiamato Zero Waste, non coinvolge solo l’alimentazione, ma anche tutti gli altri aspetti della vita di chi lo segue, come la pulizia domestica, la vita notturna e l’igiene personale. Dai rasoi di metallo, agli spazzolini da denti in bamboo, fino a detersivi, saponi e altri prodotti sfusi e biologici, le vie dello zero waste sono infinite e a completa disposizione di tutti. Basta prestare un po’ di attenzione in più alle proprie abitudini, che con un semplice piccolo cambiamento di rotta possono portare un aiuto enorme all’ambiente che ci circonda.

Perché anche una sola persona può fare la differenza.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.