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14 Luglio 2020
13:00

Venezia vista dagli occhi di Roberta, artista esperta in tecniche di stampa sostenibile

Dopo l'alluvione dello scorso autunno, Venezia riparte dalla cultura e dalla sostenibilità. Sei artisti hanno soggiornato insieme lavorando con tecniche di stampa sostenibili ed esplorando i segreti della laguna.

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Venezia vista dagli occhi di Roberta, artista esperta in tecniche di stampa sostenibile
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"Immaginiamo un'elegante ed anziana sirena che gode nel far sfoggio dei suoi maestosi gioielli. Ha origini umili ma si è fatta da sé e può vantare amanti e ricchezze indicibili. Purtroppo il tempo e la salsedine non sono magnanimi con lei ed è costretta a lucidare costantemente le sue perle ed i suoi alambicchi ed è in questo modo che trascorre i suoi giorni". Non è l'inizio di una fiaba, ma la descrizione della città di Venezia nelle parole di Roberta Feoli, artista specializzata in tecniche sostenibili che sulla laguna gestisce la stamperia d'arte della Scuola Internazionale di Grafica.

Da questo istituto e dal Center for the Humanities and Social Change dell'Università Ca' Foscari è nato il progetto "Venezia Riparte": sei artisti che per due settimane hanno lavorato insieme impiegando procedimenti ‘less toxic', ovvero meno tossici. Roberta ha guidato il gruppo giorno dopo giorno e ci ha raccontato com'è andata.

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Le stampe realizzate nel corso del soggiorno

Soggiornare insieme in che modo può migliorare la creatività degli artisti?

Scambiarsi consigli, confrontarsi sulla tecnica e dare vita a diversi linguaggi visivi diventa più semplice se la persona al tuo fianco confida in te, ti aiuta nella preparazione dei materiali e non prova vergogna nel dire quel che pensa. Questo può avvenire solo condividendo gli spazi e le giornate con le persone con cui affronti il compito di creare la cartella di incisioni in edizione limitata che racconti la "Venezia Riparte" che vuoi celebrare. Una pausa caffè, un pranzo in giardino insieme, lo scoprire la laguna, il confrontarsi con personaggi che proteggono Venezia a parole e fatti fino alla "buonanotte" prima di andare in camera e lo svegliarsi con il buongiorno scritto in un gruppo su Whatsapp ha garantito lo sviluppo del gruppo di lavoro.

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Roberta Feoli con gli artisti che l’hanno affiancata nel progetto: Leonardo, Gianni, Lucia, Gianmarco e Paola.

Cosa senti di aver ricevuto dai tuoi compagni di viaggio?

Il passaggio da ospiti ed allievi a confidenti ed amici è stato rapidissimo. Mi sono confrontata con persone curiose, attente e soprattutto sconosciute. Spesso nella vita gli sconosciuti sono quelli che ti regalano emozioni concrete. E alla fine è rimasto un contatto perenne, che ho voglia di mantenere. Tutto questo è stato possibile scambiandoci continuamente pareri e sensazioni.

Quali sono le tecniche di stampa sostenibili che avete utilizzato nel progetto?

Abbiamo utilizzato lastre in zinco incise con soluzione salina e stampate con inchiostri a base di olio di soia. Come insegnante, tendo a far diffondere l'uso di pigmenti e colori lavabili senza utilizzo di solventi ed assolutamente adatti a creare un luogo di lavoro più vivibile. La sostenibilità nel mondo dell'incisione si basa sulla sostituzione dei materiali tradizionali senza alterare la qualità del risultato.

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Stesura con rullo della vernice BIG, alternativa a quelle classiche

Quando è iniziato il tuo amore per l'arte?

La mia nonna materna, Elvira, mi dava delle sfide quotidiane: "Disegna un asinello, una molletta, un paio di occhiali". E poi trascorrevo ore in tipografia tra l'odore dell'inchiostro, la precisione della stampa e macchie indelebili. Mi è sempre piaciuto vedere i macchinari all'opera e sentire il ritmico cadere della pressione sulla carta. Non lo sapevo ma stavo già delineando il mio gusto ed il mio futuro.

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Gli artisti in giro per la laguna

Come vedi Venezia?

Come una sirena che ha bisogno di una mano per salvare i suoi beni ed in tanti cercano di aiutarla perché non ha eredi, non si è mai sposata. Negli ultimi decenni è stata oggetto delle attenzioni, non richieste, di cowboy volgari, principi ereditari fanfaroni, capitani di flotte sporcaccioni e maestri d'oriente spendaccioni. Nessuno si è rivelato davvero degno di Lei. Io cerco di mantenere il compito che mi ha affidato, tramandare i segreti dell'arte che come poche ha il compito di diffondere immagini e idee ancora rivoluzionarie.

Perché si può ripartire da questa città per un futuro più sostenibile?

Venezia esiste perché l'uomo e la natura fecero un patto, uno avrebbe sostenuto l'altro ma noi umani come spesso accade, abbiamo fallito, volontariamente, nel nome del denaro e delle smancerie. L'unica cosa che potremmo fare a questo punto per ringraziare Venezia e la Laguna che tanto ci danno sarebbe renderci più "sostenibili", quasi sopportabili. Le tecniche che insegno sono una sfumatura in un quadro espressionista fatto di possibilità di cambiamento della laguna e della sua gente. Credo fermamente che se ognuno aggiungesse un segno si potrebbe realizzare un'incredibile opera di puntinismo sociale e naturale.

Nato all’ombra del Vesuvio, ho sempre avuto la voglia di condividere con gli altri le mie scoperte, trovando ben presto nella scrittura la mia dimensione ideale. Alle scuole medie, la passione della mia professoressa di italiano e la visione di “Fortapasc” hanno trasmesso in me il “sacro fuoco” del giornalismo, dopo essermi dedicato soprattutto a racconti e poesie. Dalle redazioni scolastiche alle testate nazionali, ho alle spalle un percorso decennale di collaborazioni e tirocini tra Napoli, Roma e Milano in agenzie di stampa, periodici, giornali online, televisioni e web tv. Nel 2013 ho preso il tesserino di pubblicista e dal 2018 sono giornalista professionista. Intanto, spinto da un approccio metodico e razionale, mi dirigevo inizialmente verso studi di fisica e scienze dei materiali, per scegliere poi una formazione umanistica. Nel 2015 mi sono laureato in Filosofia proseguendo con un master in Giornalismo e una magistrale in Editoria e culture della comunicazione e della moda. Nei miei articoli racconto storie di impegno sociale e progetti di innovazione sostenibile: le scelte quotidiane di ciascuno, unite insieme, possono salvare il mondo. Credo che per stare bene con le altre persone, dovremmo essere innanzitutto in armonia con noi stessi. Le mie oasi di tranquillità? I parchi pieni di verde, le rive dei laghi e l’aria pulita delle zone di montagna. Mi piace esplorare mondi diversi dal mio: il volontariato mi ha insegnato a conoscere le esperienze di altre persone, la lettura a osservare la realtà attraverso le pagine di romanzi storici e fantasy, di saggi psicologici e manuali di comunicazione.