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4 Febbraio 2021
16:00

Vittoria storica degli ambientalisti: la Francia viene condannata per inazione climatica

Dopo aver raccolto 2,3 milioni di firme, quattro ong hanno fatto causa al governo francese, con l'accusa di non aver fatto abbastanza a contrasto della crisi climatica. Il tribunale amministrativo di Parigi ha dato loro ragione e condannato lo stato a pagare un euro simbolico: una sentenza che può diventare un importante precedente.

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Vittoria storica degli ambientalisti: la Francia viene condannata per inazione climatica
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"We'll been watching you". Vi teniamo d'occhio, disse nel settembre del 2019, in occasione dell'assemblea generale delle Nazioni Unite Greta Thunberg rivolgendosi ai leader del mondo. Ecco, in Francia la società civile non è rimasta semplicemente a guardare e quattro organizzazioni non governative (Greenpeace France, Oxfam France, la Fondazione Nicolas Hulot e Notre Affaire à Tous) hanno trascinato in tribunale niente di meno che il governo francese, con l'accusa di non rispettare gli impegni presi a livello internazionale sulla riduzione delle emissioni di gas serra. E hanno vinto.

Ieri infatti è arrivata la sentenza del tribunale amministrativo di Parigi che condanna lo stato francese al pagamento (simbolico) di un euro come riparazione alla propria inazione. L'espressione "vittoria storica", con cui gli ambientalisti hanno salutato la sentenza, non è esagerato. Uno stato – la Francia, per l'appunto – viene citato in giudizio e per di più condannato in tribunale per essere stato carente nel contrasto alla crisi climatica. Consideriamo poi che dietro a questa battaglia legale ci sono oltre 2,3 milioni di cittadini che hanno firmato la petizione lanciata dalle quattro organizzazioni sul caso, definito l’Affaire du Siècle, rendendo questa mobilitazione la più partecipata della storia della Francia.

La decisione dei giudici parigini è dunque un chiaro avvertimento e deve rappresentare uno stimolo, anche per gli altri Paesi (inclusa l'Italia), ad elaborare subito strategie per ridurre le emissioni di gas climalteranti e contenere il riscaldamento globale, come prevede l'Accordo di Parigi del 2015. Le parole non bastano più, occorrono azioni concrete nella lotta contro i cambiamenti climatici. E adesso, in Francia per lo meno, le politiche pubbliche non potranno non tenere conto anche della questione ambientale alla luce di una sentenza del genere. Tuttavia, l’iter legale però non si è ancora chiuso: i giudici hanno deciso di avviare un'ulteriore indagine e tra un paio di mesi è prevista un'altra udienza in cui si dovrà stabilire se ordinare allo Stato di adottare misure aggiuntive per ridurre le emissioni di gas serra e rispettare i suoi impegni sul clima.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.