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22 Giugno 2020
14:00

A mano o in lavatrice: sai come lavare le tue scarpe sportive?

Meglio in lavatrice o a mano? E la suola interna si può lavare separatamente? I dubbi e le perplessità sul corretto lavaggio delle scarpe con cui pratichi sport sono all'ordine del giorno per ogni atleta. Le scarpe devono essere lavate con regolarità, e lo si può fare anche con metodi naturali.

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A mano o in lavatrice: sai come lavare le tue scarpe sportive?
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A mano o in lavatrice? Ogni volta che tocca lavare le scarpe da ginnastica è questo il dilemma. Il lavaggio in lavatrice, con tanto di centrifuga, crea qualche preoccupazione, mentre il lavaggio a mano richiede un po' più di tempo e non sempre sembra dare buoni risultati. Entrambi i lavaggi vanno bene, purché si osservino alcuni accorgimenti. Le scarpe sportive non sono tutte uguali: possono essere di tela o di cuoio, oppure essere realizzate con tessuti e materiali tecnici, come per esempio quelle da running, e pertanto non devono mai essere immerse nell’acqua. Quello che quindi devi verificare è sempre la tipologia di scarpa che hai di fronte e se ci sono eventuali indicazioni da parte del produttore per la loro manutenzione corretta. A verifica fatta puoi procedere con il lavaggio: a mano o in lavatrice.

A mano

La prima cosa da fare è "smembrare" la scarpa di tutte le sue parti: prima le stringhe e poi la suola, se estraibile. Le stringhe possono essere lavate con acqua e sapone o detersivo per i piatti ecologico. Se le stringhe sono bianche e particolarmente sporche, prova a lasciarle preventivamente in ammollo in acqua calda e o percarbonato di sodio. Anche le suole, se non ci sono particolari indicazioni del produttore, possono essere lavate con acqua calda e un po’ di sapone.

Procurati una spazzola morbida per strofinare le macchie più resistenti, dopodiché procedi con il risciacquo con acqua tiepida. Fai asciugare le tue scarpe sempre all’aria aperta, facendo attenzione a non esporle direttamente ai raggi solari. Per evitare poi che si deformino, aggiungi all'interno delle scarpe della carta di giornale o della carta assorbente appallottolata.

In lavatrice

Se hai deciso di optare per il lavaggio in lavatrice, controlla l’etichetta per verificare che le tue scarpe da ginnastica si possano lavare in questa modalità: se per esempio le tue scarpe hanno della parti scamosciate, meglio procedere con un lavaggio a mano che preveda un'immersione in acqua molto breve. Altro consiglio: meglio lavare solo un paio di scarpe alla volta e possibilmente inserendo entrambe le scarpe in una vecchia federa di un cuscino o in un sacchetto bucherellato in modo da attutire i colpi contro le pareti del cestello; meglio ancora se al tuo carico aggiungi qualche asciugamano che attutisca ulteriormente i colpi.

Infine, prima di mettere le tue scarpe nel cestello assicurati di aver eliminato dalla suola ogni traccia di terra e soprattutto i sassolini incrostati, perché potrebbero facilmente ostruire i meccanismi della lavatrice.

Oggi molte lavatrici prevedono cicli di lavaggio dedicati alle scarpe sportive: sono cicli brevi, di norma di  30 minuti, con giri di centrifuga bassi, mai superiori agli 800; in ogni caso, le tue scarpe hanno bisogno di un programma delicato, in cui la centrifuga sia regolata al minimo.

Come per il lavaggio a mano, anche per quello in lavatrice, devi smembrare la scarpa togliendo prima le stringhe e poi la suola interna. Aggiungi nella vaschetta del detersivo liquido ecologico e fai partire il ciclo delicato con una centrifuga bassa o addirittura escludendola del tutto questa funzione.

A lavaggio ultimato, metti le tue scarpe ad asciugare all'aperto, senza esporle ai raggi solari e aggiungendo della carta di giornale all'interno per evitare che si deformino. aggiungi suola e stringhe solo ad asciugatura completa.

Con il segno zodiacale dei Gemelli, non potevo avere come unica passione quella della scrittura. Al piacere di spingere freneticamente tasti sul computer ho così aggiunto nel tempo l'interesse per il rispetto dell'ambiente e la salvaguardia degli animali, la passione per l'eco-design e tutto ciò che è bioarchitettura. Lo slancio di stupore che provo ogni volta che un progetto di verde urbano rende più bella la mia città, mi spinge a coltivare ancora più piante e fiori sul terrazzo di casa (ma mi definisco ancora un pollice verde in erba). Giornalista e mamma di due adorabili pesti, quando non lavoro o quando il piccolo di casa fa il suo sonnellino pomeridiano, cerco di ritagliarmi del tempo libero scegliendo tra le seguenti opzioni: un'ora sul campo da tennis, una camminata nel verde, venti minuti di Reiki o una pila di riviste di arredamento da sfogliare in solitudine.