Acroyoga: la disciplina meditativa che aiuta a riconnetterti con te stesso e con chi ti sta intorno

Tre persone, una figura acrobatica, ma anche meditazione e contatto reciproco in mezzo alla natura. L’acroyoga, l’unione di yoga, acrobatica e massaggio thailandese, non è soltanto una disciplina fisica. Riguarda anche e soprattutto la fiducia reciproca e il ritorno al gioco.

29 Luglio 2019
12:00
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Acroyoga: la disciplina meditativa che aiuta a riconnetterti con te stesso e con chi ti sta intorno
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Una disciplina che coinvolge yoga, acrobatica e massaggio thailandese. E che se praticata in mezzo alla natura, acquisisce tutto un altro senso. Perché lo yoga non è solo ciò che fai un’oretta in palestra due volte alla settimana. Lo yoga è uno stile di vita che investe i tuoi pensieri, le tue azioni, le tue emozioni, dal mattino fino alla sera.

L'acroyoga è lo yoga acrobatico che si fa in coppia. Ciò significa che oltre alla normale meditazione, chi lo pratica ha la possibilità di ritrovare (o costruire) una vera connessione con l'altra persona, sentendola comunicare attraverso il corpo. Perché in questa disciplina ci si tonifica, si ride ma soprattutto ci si connette e si lavora sulla fiducia. Qui, si inizia insieme e si finisce insieme. E nessuno abbandona l'altro.

Ci sono tre elementi indispensabili nell’acroyoga: la base, ovvero la persona che si trova a terra, e il flyer, sostenuto dalla base che realizza le figure con il corpo. La connessione tra queste due persone è fondamentale, perché il movimento del flyer dipende dalla base e la tenuta della base dipende dalla capacità del flyer di percepirsi sopra di essa. Attraverso il corpo e i movimenti le due persone si ascoltano, si sentono e capiscono le esigenze e gli sforzi l’uno dell’altro. Accanto a loro una terza figura, lo spotter, si assicura che nessuno dei due si faccia del male.

A parlarci di questa disciplina ancora poco conosciuta è Aurora, in arte AcroIris, che aiuta le persone a entrare in contatto con se stesse, con l’altro e con la natura che le circonda, spingendole a lasciarsi andare alla fiducia nel proprio partner e soprattutto a ridere e giocare come da adulti non si fa più. E i risultati si vedono.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.