Al via la campagna “Ho l’asma e faccio sport”: l’attività fisica fa bene al corpo, ma anche alla mente

Promuovere l’attività fisica tra chi soffre di asma è l’obiettivo della campagna “Ho l’asma e faccio sport” appena lanciata sui social per raccogliere testimonianze positive. In italia ne soffrono 2 milioni e mezzo di persone, ma sembra che solo 4 pazienti su 10 pratichino regolarmente sport. Eppure, non ci sono controindicazioni, ma solo benefici nell’allenarsi con regolarità.
Gaia Cortese 14 febbraio 2020

Al mondo ne soffrono 235 milioni di persone. In Italia oltre 2 milioni e mezzo di persone. L’asma è una malattia infiammatoria cronica delle vie aeree, che porta generalmente dall'ostruzione reversibile dei bronchi. L’asma bronchiale si manifesta con difficoltà di respiro, tosse, affanno e senso di oppressione al torace. Ecco perché è facile capire come solo 4 su 10 persone affette da questo disturbo pratichino sport.

Per un’inversione di tendenza, da pochi giorni è stata lanciata e presentata al Ministero della Salute la campagna “Ho l’asma e faccio sport”, realizzata da sei associazioni sportive in collaborazione con il Coni. Obiettivo della campagna è raccogliere attraverso i canali social, quante più testimonianze ed esempi positivi che aiutino a promuovere e divulgare il messaggio #holasmaefacciosport. Al termine della campagna i contributi più significativi saranno inseriti in un video che sarà lanciato in occasione della Giornata Mondiale dell’Asma il prossimo 6 maggio.

Un atleta olimpico su 10 è asmatico. Io l'ho scoperto tardi, a 19 anni, ma non mi ha impedito di vincere.

Carlo Mornati

"Lo sport, per l'asmatico è spesso un obiettivo non raggiunto, in molti casi anche per la poca informazione sul vantaggio che comporta – ha spiegato Simona Barbaglia, ideatrice dell'iniziativa e presidente dell'Associazione Respiriamo Insieme -. Vogliamo spiegare invece che questa malattia non deve rappresentare un limite, bensì un incentivo a fare attività fisica".

Il punto è che l’asma colpisce almeno il 10% dei bambini e sono proprio quest’ultimi a vedersi limitati nelle attività sociali e motorie per questo problema, quando invece l’attività fisica regolare non solo diminuisce i livelli infiammatori della malattia, ma ha molti benefici a livello psicologico, soprattutto tra i più giovani, come ha spiegato la Dottoressa Ilaria Baiardini, specializzata in psicoterapia: "Numerosi studi mostrano che l’esercizio fisico regolare migliora l'interazione sociale aumenta l'autostima e anche la consapevolezza dei propri limiti, aiutandoli a vivere meglio con questa malattia cronica".

Servono figure di riferimento e modelli sportivi che trasmettano un messaggio positivo per chi è affetto da asma, ma vuole approcciarsi allo sport in sicurezza.

"Quasi il 10% degli sportivi che partecipano alle Olimpiadi sono soggetti asmatici, ovvero uno su dieci, e tra questi vi sono anche io – ha raccontato Carlo Mornati, medaglia d'argento nel quattro senza ai Giochi olimpici di Sydney 2000, attuale segretario generale del CONI -. Ma l'asma, curata in modo costante, non mi ha impedito di vincere due mondiali e partecipare ai giochi olimpici".

"Anche campioni del calibro di Federica Pellegrini e Aldo Montano sono asmatici – continua Mornati -. In realtà oggi, per chi pratica sport agonistico è facile accorgersi di soffrirne, perché tutti gli atleti devono fare visite molto approfondite, tra cui quella pneumologica, e questo permette di individuare molti casi che altrimenti resterebbero non intercettati. Io, invece, ho scoperto di soffrire di asma molto tardi, a 19 anni, in concomitanza di una gara di coppa del mondo, quando ebbi una crisi molto forte e improvvisa. Da allora ho iniziato a curarmi. E lo sport ha contributo".

Praticare sport con l'asma non ha controindicazioni. È sufficiente farlo con le dovute precauzioni, evitando di praticare esercizio fisico a temperature molto fredde o calde, o di farlo se si è reduci da una recente infezione virale. Meglio poi iniziare sempre con gradualità, evitando sforzi troppo intensi e prolungati.