Autostima: cos’è e cosa puoi fare per conoscerla e migliorarla

Un’attitudine, un atteggiamento mentale, un modo positivo di vedere ciò che ti circonda nella vita di ogni giorno. L’autostima è un po’ tutto questo messo insieme. Che sia bassa o alta, coltivare la propria autostima è un lavoro che dura una vita: tanto vale conoscerla in modo più approfondito, a livello teorico, ma anche pratico.
Gaia Cortese 1 ottobre 2019

Se si volesse definire nella maniera più semplice il concetto di autostima si dovrebbe usare il termine “valutazione". L’autostima, infatti, è la valutazione che ciascuno dà a se stesso. Ecco perché, chi per esempio ha una bassa autostima, tende ad avere una scarsa fiducia nelle proprie capacità e nella propria persona; è una persona insicura, che spesso volentieri si sente inadeguata e a disagio in più situazioni. Al contrario chi ha un’autostima alta può confidare nelle proprie risorse e capacità, è più incline a mettersi in discussione e ad affrontare nuove sfide. L’autostima non è una dote naturale, ma si costruisce attraverso le relazioni esterne, l’ambiente in cui si vive e le esperienze vissute giorno dopo giorno.

Da dove nasce l’autostima

Il rapporto con le persone che ti circondano ha un peso fondamentale sulla tua autostima. Tanto per iniziare, uno dei fattori più importanti nello sviluppo dell’autostima in un individuo, è proprio l’amore incondizionato dei genitori. Se fin dall’infanzia, un bambino si sente amato e accettato per quello che è e per quello che fa, questo atteggiamento nei suoi confronti lo aiuterà a sviluppare fiducia in se stesso.

Tre libri sull’autostima

Da tenere sul comodino “I sei pilastri dell’autostima” di Nathaniel Branden, un libro che raccoglie diversi esercizi pratici per ottenere ottimi risultati in termini di autostima. L’autore aiuta il lettore a comprendere i meccanismi e le dinamiche che regolano il modo di pensare e di percepire se stessi.

Un corso intensivo di fiducia in se stessi è proposto da “Più forte dei no” di Jia Jiang, che in questo libro affronta la paura di sentirsi rifiutati. L’idea su cui lavora l’autore è che un "no" non è un giudizio su un individuo, ma solo un’opinione.

Come smettere di farsi condizionare troppo dai giudizi esterni? Nel libro “Imperfetti e felici” Christophe André tratta il tema del saper accettare se stessi e dei rapporti con gli altri: abbiamo tutti dei limiti, ma il segreto è accettarli e agire senza temere il giudizio degli altri.

Un facile esercizio per aumentare l’autostima

Esiste un esercizio davvero semplice da fare per aumentare la fiducia nelle proprie capacità: provare a fare qualcosa di nuovo. Proprio così. Qualcosa che non hai mai fatto prima, qualcosa che non conosci affatto, qualcosa a cui devi approcciarti per la prima volta. Potresti iniziare dall'imparare una lingua straniera, dal frequentare un corso di ballo, dall'allenarti in un percorso di CrossFit o più semplicemente dal provare a ingegnarti per riparare qualcosa, dalla ruota della bicicletta alla macchinetta del caffè. Banale? Non proprio. Nell'attimo stesso in cui ti renderai conto che ciò che hai aggiustato funziona nuovamente, che hai completato il tuo percorso di allenamento tra kettlebell e salti alla corda, o che riesci finalmente a conversare in cinese mandarino, la tua autostima avrà un'impennata. Basta provare a fare qualcosa e aspettare di vedere i risultati, frutto della tua determinazione, forza d'animo e costanza.

Il parere dell'esperto

Abbiamo sentito sull'argomento il parere di Roberto Re, personal coach e autore di libri: "L’autostima è legata alla consapevolezza delle proprie capacità e chiunque ha modo di mettersi alla prova e di dimostrare quanto vale. Un corso andrebbe fatto proprio ai genitori per fargli capire l'importanza di trasmettere una sensazione di fiducia ai propri figli. Il principio è "qualsiasi cosa succeda, non è un problema". È questione di avere la mentalità giusta. Nei miei corsi affronto tante tematiche: performance sul lavoro, gestione delle emozioni, consapevolezza della persona. Tuttavia, spesso l'effetto collaterale è che molti genitori mettono in pratica i concetti acquisiti nel rapporto con i propri figli. E se tra questi principi c'è anche quello dell'autostima, questo è un ottimo risultato".