Basket per bambini: perché fa bene e a che età iniziare

Sviluppa i muscoli di tutto il corpo, favorisce la socializzazione e insegna il rispetto dei ruoli e delle regole. La pallacanestro è uno degli sport più praticati in Italia, tanto da essere proposto ai bambini fin dall’età di 4 anni come minibasket.
Gaia Cortese 23 settembre 2020

Non passa mai di moda e rimane uno degli sport più completi e più indicati per bambini e ragazzi in età da sviluppo. Dopo il calcio e la pallavolo, la pallacanestro occupa il terzo posto in classifica tra gli sport più praticati in Italia. Il motivo è semplice: è uno sport di squadra coinvolgente che favorisce la socializzazione e che insegna il rispetto dei ruoli e delle regole. Non sorprende infatti che sia promosso nell'ambito del programma di educazione fisica di scuole e istituti.

Oltretutto il basket è una disciplina sportiva che fa lavorare tutto il corpo, è adatta a tutte le età e contribuisce al corretto sviluppo dell'apparato muscolo-scheletrico.

Basket: i muscoli interessati

Nella pallacanestro i muscoli interessati sono distribuiti in tutto il corpo. In uno sport in cui si susseguono la corsa, i passaggi e i tiri a canestro è normale che siano sollecitati sia i muscoli degli arti inferiori che i muscoli degli arti superiori. oltretutto, dovendo mantenere un buon equilibrio durante ogni fase di gioco, è sollecitato anche il core, vale a dire gli addominali, i glutei e i lombari.

Durante la corsa, così come nel salto, i muscoli più coinvolti sono principalmente: il quadricipite femorale, il bicipite femorale (retro coscia) e i gemelli. Nel tiro a canestro invece, si usa soprattutto la muscolatura del tronco, gli addominali, il dorso e il lombare. Bicipite e quadricipite femorale sono sollecitati soprattutto nella fase di caricamento.

Basket per bambini: le regole

I bambini possono approcciarsi alla pallacanestro a partire dai 4 anni fino ai 10 compiuti, età in cui la Federazione Italiana Pallacanestro permette il tesseramento. In questa prima fascia di età si parla quindi di minibasket, un metodo di approccio allo sport che si caratterizza per l’aspetto ludico-sportivo. Le lezioni, infatti, sono improntate sul movimento in campo, sul palleggio e sul controllo della palla, coinvolgendo i bambini in esercizi e giochi propedeutici.

Anche le regole sono diverse da quelle della pallacanestro, ovviamente più semplificate. Innanzitutto, si può palleggiare con due mani e si può anche interrompere il palleggio per poi ripartire; si possono fare due passi con la palla in mano, ma non più di due. Non vengono fischiati i falli individuali e non viene applicata la regola dell’infrazione di metà campo. E in più, non ci sono tutte quelle regole legate ai 3’’ in area, o ai 5’’ su rimessa o possesso di palla.

I pro e contro del basket per bambini

Il basket è uno sport di squadra e quindi favorisce la socializzazione e il senso di responsabilità dei giocatori, il senso dei ruoli e delle regole. Indubbiamente ha il merito di migliorare alcune abilità come la precisione di movimento, la concentrazione e la rapidità di osservazione ed esecuzione.

Tra le controindicazioni, va considerato che il basket è uno sport di contatto, pertanto è chiaro che si corra qualche rischio in più rispetto, per esempio, al tennis dove i giocatori si trovano ognuno dalla propria parte di campo e mai si sfioreranno.

Le principali controindicazioni nella pratica del basket riguardano, come spiega Gianfranco Beltrami, specialista in medicina dello sport e vicepresidente nazionale della Federazione medico sportiva italiana, in questo articolo "possibili problematiche articolari, soprattutto a livello di ginocchia e caviglie, che sono molto sollecitate. Se la colonna vertebrale non è in perfette condizioni i salti continui possono predisporre a dolori alla schiena. Quindi meglio evitare questo sport se si soffre di cifosi o scoliosi. Comunque è sempre consigliabile una visita medico sportiva prima di intraprendere questa attività".

Gli infortuni più frequenti sono le distorsioni alla caviglia e al ginocchio. Alto anche il rischio del cosiddetto “dito insaccato”, che si verifica quando viene presa male la palla (nel basket è piuttosto pesante).