Che cos’è il canyoning e dove puoi praticarlo in Italia

Meglio non soffrire di vertigini, saper nuotare e non temere un attacco di panico nel bel mezzo di una discesa. Il canyoning, o torrentismo, non è uno sport estremo, ma la raccomandazione è quella di praticarlo in compagnia di una guida esperta e con l’attrezzatura più idonea.
Gaia Cortese 13 agosto 2019

Indispensabile è saper nuotare, ma anche una buona dose di coraggio è sicuramente necessaria. Sì, perché per praticare canyoning, anche conosciuto come torrentismo, bisogna mettere in conto che ti ritroverai a muoverti in un ambiente non proprio ospitale.

Cos'è il canyoning

Un percorso di canyoning, infatti, si sviluppa all’interno di un torrente e prevede che si scenda a valle superando vari ostacoli naturali lungo la discesa: passaggi di arrampicata, pozze d’acqua più o meno profonde, scivolosi salti di roccia e piccole e medie cascate. Generalmente il canyoning prevede l’attraversamento delle forre, o gole, ossia i canali rocciosi attraverso i quali scorre un torrente.

La prima particolarità del torrentismo quindi è che il percorso non permette di farlo a ritroso: tornare indietro non si può. Meglio quindi accertarti di non soffrire troppo di vertigini prima di darti al canyoning perché potrebbe rivelarsi controproducente per portare a termine la tua esperienza tra gole e forre.

Su quasi tutti i siti che promuovono il canyoning troverai scritto che può essere praticato da tutti (sempre che inizialmente si affronti un percorso di bassa o media difficoltà) e che non sono richieste particolari abilità fisiche, se non quella di saper nuotare (anche se in alcuni percorsi non sono previsti tratti da affrontare a nuoto). Considera poi il fatto che il canyoning è una disciplina sportiva che si pratica in gruppo e nella maggior parte dei casi si viene accompagnati da un’istruttore o una guida esperta del percorso che si sta affrontando.

Attrezzatura per canyoning

La discesa avviene senza l’aiuto di canoe, kayak o gommoni, ma l'attrezzatura di cui devi munirti è ampia. Innanzitutto ti serve una muta completa in neoprene di 5 mm (per isolarti dall’acqua), un paio di calzari in neoprene, un caschetto da alpinista o speleologo ed eventualmente un paio di guanti per proteggersi le mani. Indispensabile poi avere un imbrago cosciale con tanto di moschettoni e corde utili per calarsi dalle pareti rocciose. Infine, potrebbe esserti utile uno zaino a tenuta stagna per portare con te l’indispensabile.

Rischi nel canyoning

Ci sono rischi nel praticare canyoning? Innegabilmente sì, ma piuttosto rari e confinati alla pratica individuale dell'attività o comunque non accompagnata da una guida esperta. I principali problemi sono legati dall'ambiente, come abbiamo poc'anzi detti, poco ospitale, ma prima di ogni uscita vanno valutate bene le previsioni meteorologiche.

Converrai che è meglio evitare una piena improvvisa del torrente causata dalla pioggia, così come è meglio attrezzarsi in caso di un abbassamento improvviso delle temperature. Al contrario invece di quello che si potrebbe pensare i pericoli legati alla discesa su roccia sono minimi, ovviamente se affrontati con la corretta tecnica e con l'attrezzatura adeguata.

Dove praticare canyoning in Italia

In Italia non mancano luoghi immersi nella natura dove praticare torrentismo. In Liguria, l’entroterra della Riviera di Ponente, offre diversi torrenti dove approcciarsi a questa disciplina sportiva, che non è da considerarsi uno sport estremo. In Lombardia, Val Bodengo è una valle poco conosciuta nella provincia di Sondrio, e qui si trovano percorsi di difficoltà diverse con cascate che vanno da un minimo di 16 metri e un massimo di 25, oltre a salti e scivoli di pochi metri.

Le cascate delle Marmore in Umbria

In Centro Italia, in particolare in Toscana e in Umbria, ci sono veri e propri paradisi naturali per praticare torrentismo. A pochi chilometri da Roma, sotto le cascate della Marmore non si pratica solo rafting, canoa e hydrospeed, ma anche canyoning dalle alte cime dei Monti Sibillini verso la Valnerina attraverso le famose forre umbre. Qui l’associazione Rafting Marmore propone per esempio due percorsi: un torrentismo per principianti nella Forra di Rocca Gelli con calate di corda di massimo 15 metri e un torrentismo più avanzato nella Forra del Casco con calate di corde che arrivano anche a 30 metri. In Trentino Alto Adige il canyoning si può praticare con l'associazione Rafting Extreme Waves nel canyon San Biagio in Val di Sole, nella parte più settentrionale delle Dolomiti di Brenta.