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28 Aprile 2021
15:00

Climatariani: chi sono e cosa mangiano le persone che vogliono aiutare l’ambiente attraverso l’alimentazione

Sono persone che attraverso le loro scelte alimentari cercano di combattere la crisi del clima.

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Climatariani: chi sono e cosa mangiano le persone che vogliono aiutare l’ambiente attraverso l’alimentazione
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Come racconta il libro di Jonathan Safran Foer Possiamo salvare il mondo, prima di cena, fare delle scelte alimentari consapevoli potrebbe essere la miglior cosa che i singoli individui compiono per combattere la crisi climatica e ambientale. Gli allevamenti intensivi, secondo la Fao, sono responsabili del 14 per cento dei gas serra presenti nell'atmosfera; il trasporto e il confezionamento dei prodotti alimentari genera emissioni, inquinamento e rifiuti, e inoltre ogni anno sprechiamo il 17 per cento del cibo prodotto. In generale, quindi, scegliendo cosa mangiare possiamo avere un impatto diretto nella lotta alla crisi climatica.

Anche per questo, da qualche anno si sta diffondendo una nuova categoria di persone, in grandissima crescita, che si definiscono climatariane. Il New York Times ha inserito questa parola nei nuovi termini di tendenza nel mondo del cibo nel 2015, definendo climatarian «una dieta che ha come obiettivo primario rovesciare il cambiamento climatico. Questa include mangiare cibo prodotto localmente (per ridurre l'energia consumata nel trasporto), scegliere di mangiare carne di maiale e pollo al posto di quella di manzo e agnello (per limitare le emissioni di gas) e usare ogni parte di un ingrediente (i torsoli della mela, le croste del formaggio) per limitare lo spreco alimentare».

In sostanza, tutti possiamo diventare climatariani e aiutare il pianeta. Per farlo, dobbiamo iniziare a comprare a chilometro zero, da produttori locali e da una filiera etica, scegliendo frutta e verdura di stagione. Limitare il consumo di carne, soprattutto quella rossa, aiuta in questa direzione, e quando scegliamo il pesce dobbiamo stare attenti che provenga da una pesca sostenibile ed equa. Non dimentichiamoci poi di evitare gli sprechi, riutilizzando in maniera creativa gli avanzi e mangiando ogni parte degli ingredienti. Allora, sei pronto a diventare un climatariano?

Sono nato a Venezia, un posto magico, che tuttavia potrebbe diventare un simbolo dei danni della crisi climatica in cui viviamo. Da giornalista, ma anche da ottimista, voglio raccontare come possiamo combatterla, attraverso l’impegno della scienza e della gente. Ho collaborato con diverse testate, parlando di tutto, cercando di usare le parole come specchio per mostrare gli avvenimenti nel mondo, e non come sguardo personale da imporre. Mi piacerebbe andare ovunque, ma vorrei trovare un mezzo di trasporto sostenibile al cento per cento.