Cos’è e come si pratica l’Aikido, l’arte marziale che si fonda sul principio dell’amore e della pace

Anche se l’uso delle armi potrebbe far pensare al contrario, l’Aikido è un’arte marziale improntata sull’autodifesa e sul rispetto dell’avversario. Una disciplina che aiuta a migliorare l’agilità e i riflessi, a sviluppare l’autocontrollo e a ritrovare la pace interiore.
Gaia Cortese 29 Ottobre 2022

"Nella vera arte marziale non ci sono nemici. La vera arte marziale è una manifestazione dell’amore. La Via del Guerriero non è distruggere e uccidere, ma nutrire la vita". In queste parole di Morihei Ueshiba, fondatore dell'Aikido, emerge l'essenza di questa arte marziale giapponese, incentrata non solo sull'autodifesa, ma anche sul principio di armonia spirituale e sull'idea che solo la via della riconciliazione e della pace possa portare all'eliminazione di ogni forma negativa umana e quindi anche alla possibilità di non combattere più.

Il nome aikido è formato da tre caratteri: Ai significa “amore, unione”, ki significa “spirito, energia vitale” e do significa “ciò che conduce, cammino”. L'Aikido è quindi un vero e proprio cammino che porta all’armonia e all’unione attraverso l’energia vitale.

Il fondatore Morihei Ueshiba

L’Aikido è stato fondato da Morihei Ueshiba intorno agli anni Trenta del ventesimo secolo, anche se è solo nel 1942 che il termine Aikido viene adottato ufficialmente.

Morihei Ueshiba nasce nel 1883 a Tanabe, non lontano dalla città di Osaka. Di costituzione gracile e piccolo di statura, Morihei inizia a prendere lezioni di ju-jutsu dal maestro Tozawa Tokusaburo della scuola di Kito, nei primi anni dell'adolescenza. Apprende velocemente l’uso della spada e della lancia e a vent’anni riceve un riconoscimento della sua abilità dal maestro Nakai Masakatsu, discendente dalla grande scuola Yagyu.

La vittoria su noi stessi è l’obiettivo primario dell’addestramento. Ci concentriamo sullo spirito piuttosto che sulla forma.

Morihei Ueshiba

Morihei Ueshiba diventa un grande esperto di arti marziali, ma anche seguace della setta shintoista Omoto-kyo, tramite la quale vive diverse esperienze spirituali che lo portano a fondare l’Aikido e ad attribuire a questa disciplina un valore filosofico ossia quello del cammino dell’essere uno con l’energia della vita.

Nel 1938 il maestro Ueshiba crea il primo dojo per la pratica dell'Aikido a Iwama, una città posta a 150 km a nord di Tokyo e da quel momento inizia a insegnare l'arte marziale ai suoi allievi.

Obiettivi nell'Aikido

Il primo obiettivo dell'Aikido è quello di utilizzate il corpo per manifestare lo spirito in forma fisica. Molta attenzione viene posta alla capacità di mantenere il massimo controllo dell’equilibrio e a riuscire al contempo a modificare la posizione dell’avversario applicando tecniche di leve, percussioni e proiezioni.

Nell’Aikido si apprendono anche diverse tecniche di caduta in modo da non riportare traumi e rendere il corpo il più elastico possibile. Le cadute possono essere quindi frontali (mae ukemi), laterali (yoko ukemi) e posteriori (ushiro ukemi).

Armi nell’Aikido

Il praticante di questa arte marziale prende il nome di Aikidoka. Fondamentalmente si combatte a mani nude come nel karate, ma nell'Aikido si utilizzano anche alcune armi, considerate il prolungamento dell’aikidoka: il bastone di legno (jo), la spada di legno (bokken) e il coltello (tanto).

Abbigliamento e cinture

L’abbigliamento per gli allievi dell’Aikido (divisi in allievi giovani, kohai, e allievi anziani, sempai) viene chiamato keikogi, o aikidogi, e si compone di pantaloni, giacca e cintura di colore bianco. Dalla cintura nera in poi, infatti, si indossa l’hakama, una sorta di gonna pantalone di colore nero o blus scuro, estremamente elegante.

Come tutte le arti marziali anche l’Aikido ha un sistema di passaggio di cinture man mano che si progredisce nell'apprendimento della disciplina. Inizialmente esistevano solo due colori di cinture: il bianco (mudansha) e il nero (yudansha). Il bianco era la cintura degli apprendisti e si divideva in sei gradi (kyu), a partire dal sesto grado, il più basso, fino al secondo. A seguire ci sono i dieci gradi, o dan, della cintura nera, che si sviluppano in senso opposto, vale a dire dal primo dan fino al decimo, il più alto.

Con la diffusione dell’Aikido in Occidente si è tuttavia pensato di assegnare un colore ai vari kyu: bianco per il sesto kyu, giallo per il quinto, arancione per il quarto, blu per il terzo, marrone per il secondo e nero per il primo kyu che corrisponde al primo dan. Il secondo dan di cintura nera ha una sottile striscia dorata, mentre il terzo dan una striscia rossa.

Benefici

Come ogni arte marziale, l'Aikido apporta benefici sia dal punto di vista fisico sia da quello mentale. Oltre a tonificare il corpo e in particolare il core che una volta allenato aiuta a stabilizzare l’equilibrio, l'Aikido aiuta a migliorare la postura, l’agilità e i riflessi nei movimenti.

Praticare questa disciplina aiuta a sviluppare la concentrazione e a incrementare la forza e l’energia interiore. Dal punto di vista psicologico, la pratica di questa tecnica di autodifesa sviluppa l’autocontrollo, migliora la gestione dello stress e aiuta a ritrovare e a mantenere la calma interiore.