Cos’è il curling: benefici e controindicazioni di una “curiosa” disciplina sportiva

Originario della Scozia, ma molto popolare in Canada, il curling si è fatto conoscere in Italia al suo esordio olimpico dei Giochi di Torino 2006. Scopriamo qualcosa in più di questo sport curioso, che alle Olimpiadi di Pechino ci ha permesso di portare a casa una medaglia d’oro.
Gaia Cortese 13 Febbraio 2022

Diventato popolare forse grazie al film diretto da Claudio Amendola “La mossa del pinguino”, e oggi ancora di più per merito dell’oro appena conquistato dagli atleti Stefania Constantini e Amos Mosaner alle Olimpiadi invernali di Pechino 2022, il curling è una disciplina sportiva che incuriosisce non poco.

Cos’è il curling

Il curling è uno sport di squadra che potrebbe essere imparentato con le bocce, tant’è che viene anche definito come tale, ma praticato sul ghiaccio. In poche parole, senza perdersi nel regolamento del punteggio e nelle strategie di gioco, nel curling i giocatori devono far scivolare su un pavimento di ghiaccio dei pesi di granito levigati, che vengono chiamati pietre (o stones) e sono anche dotati di un’impugnatura. Questi pesi devono scivolare in direzione di un obiettivo preciso, detto casa, e che viene contrassegnato da tre anelli concentrici colorati.

Ogni squadra è formata da quattro giocatori che a turno lanciano questi pesi con un effetto detto curl (in italiano significa “roteare”), grazie al quale il peso lanciato percorre una traiettoria curvilinea.

Ogni squadra ha a disposizione otto lanci per ogni intervallo di gioco (che viene chiamato end), e ogni giocatore ha il compito di lanciare due pietre. Lo scopo del gioco diventa quindi quello di avvicinarsi il più possibile alla casa e accumulare più punti possibili, battendo ovviamente l’avversario.

A cosa serve la scopa nel curling?

Inutile girarci intorno, la domanda più frequente sul curling è rivolta alla scopa: a cosa serve? La scopa da curling viene usata per spazzare la superficie del ghiaccio lungo il percorso compiuto dal peso lanciato dall'atleta; tuttavia, ha una duplice funzione, perché viene anche usata come sostegno durante il lancio del peso. Un tempo questa scopa non era così diversa da quelle che si poteva usare per raccogliere le foglie all’esterno di casa: era infatti fatta di saggina, una pianta della famiglia delle Graminacee da sempre usata per fabbricare scope e spazzole. Oggi la scopa del curling si è modernizzata: è composta, infatti, da un manico in fibra di carbonio o vetroresina, mentre la parte terminale è fatta con crine, pelo sintetico, pelo animale o stoffa.

La storia

Le origini del curling risalgono al XV secolo e sembra sia tutto nato in Scozia. A tal proposito sono state trovate tracce e indicazioni relative alla sua pratica proprio in questa terra (ad esempio una pietra di granito usata per il curling con incisa la data 1511).

In origine le piste per il curling erano stagni e laghi ghiacciati; bisogna aspettare il 1716 perché venga costruita la prima pista presso il Kilsyth Curling Club in Scozia. Malgrado le origini scozzesi, i campionati di massimo livello di questa disciplina sportiva si svolgono in Canada, dove il curling è da sempre molto popolare, merito però sempre degli emigranti scozzesi perché furono loro a portare il curling in Canada nel 1807, dove fondarono anche il Royal Montreal Curling Club.

Per diventare ancora più popolare nel mondo il curling deve essere trasmesso in televisione (per la prima volta) nel 1968, mentre in Italia si fa conoscere soprattutto a partire dal suo esordio olimpico nel 2006 a Torino.

Il curling fa parte ufficialmente della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio (FISG) ed organizzato a livello locale con delle associazioni sportive che non solo riuniscono i Curling Club, ma che includono anche altre discipline sportive come l'hockey o il pattinaggio su ghiaccio. 

Benefici e controindicazioni

Altra domanda che ci si potrebbe porre sul curling è relativa ai benefici e alle controindicazioni, quando qualcuno potrebbe quasi avere difficoltà a pensarlo come uno sport, ma scherziamo?

Il curling è più impegnativo di quello che si possa credere. Innanzitutto va considerato che il lancio del peso con manico, non è proprio una passeggiata: pesa, infatti, 18,6 kg ed è qui che iniziano i problemi perché molto spesso dopo il lancio l’atleta rischia di cadere per lo sforzo e di battere gomiti e testa, mentre ginocchia e schiena sono sottoposte ad uno stress non indifferente.

E la spazzata, ossia l’azione esercitata con la scopa dall’altro atleta? Come riportato in questo interessante articolo su Il Corriere della Sera, si scopre che in questi 30 secondi di spazzata lo sforzo è tale che è facile che i battiti del cuore oscillino tra i 170 e i 200 al minuto: sono infatti necessari dieci colpi al secondo per far volare il peso sul ghiaccio. Chi lo avrebbe mai immaginato?

Insomma, per fare curling è necessario pianificare anche una certa preparazione fisica per rinforzare addominali, gambe e schiena, quindi squat e affondi a volontà, senza contare gli esercizi alla balance board per perfezionare l’equilibrio.