Cos’è la meditazione zen e come si raggiunge l’Io interiore (grazie alla posizione del loto)

Concentrarsi sul qui e ora, allontanare i pensieri e le distrazioni per vivere il presente. La meditazione zen è un’attitudine, una via per raggiungere il tuo Io interiore. Probabilmente per capirla a fondo devi praticarla, abituandoti a poco a poco al silenzio e alla posizione del loto.
Gaia Cortese 8 marzo 2019

Cos’è lo zen? Lungi dall’essere una dottrina religiosa o una filosofia, lo zen è un’attitudine, o meglio ancora, una via che può aiutarti ad arrivare al tuo vero Io. Zen è la pronuncia giapponese del carattere cinese “chan”, che a sua volta è la traduzione di un altro termine sanscrito: "dhyana".

Il significato letterale di questo termine è “visione”, ma non è raro vederlo tradotto con il termine “meditazione”. Una pratica largamente diffusa nel Buddhismo, nell’Induismo e nello Jainismo con lo scopo di raggiungere l’illuminazione, ossia il ricongiungimento con il proprio Dio. Lo zen è quindi una forma mentale, o appunto un’attitudine, che ti fornisce una via per riportarti al tuo Io interiore, al presente, al cosiddetto “qui e ora”.

La meditazione zen ti permette di distaccarti dai pensieri e dalle distrazioni che hanno solo il potere di allontanarti dal presente o dal momento che stai vivendo. Pensa per esempio a tutte quelle volte che stai compiendo un’azione, ma con la mente sei altrove: mentre prepari il pranzo stai già pensando agli impegni di cui dovrai occuparti domani, mentre accompagni i bambini a scuola pensi già alla riunione che ti toccherà sorbirti una volta arrivato in ufficio. La meditazione zen permette di acquisire piena consapevolezza di quello che viviamo nel momento presente, del qui e ora, che ci consente di “essere presenti” con quello che sta accadendo.

Cos’è lo zazen?

La pratica principale dello zen è la meditazione, chiamata zazen. Il termine “zazen” significa “seduto semplicemente” e chiarisce subito quale deve essere la predisposizione di chi pratica la meditazione zen: ci si approccia alla meditazione zen con semplicità, senza aspettative o particolari scopi, senza pensare, senza volere qualcosa. Forse è questo uno degli aspetti più difficili da mettere in atto con la meditazione zen, ma solo con questa attitudine è possibile staccarsi dalla realtà, concentrarsi sul qui e ora, avvicinarsi al proprio Io. Questo tipo di meditazione può trasmetterti una sensazione di pace mai provata prima, un profondo stato di rilassamento, nel silenzio assoluto.

La posizione del loto

Abbiamo detto poc’anzi che zazen significa “seduto semplicemente”. Questo concetto, per noi occidentali, è un po’ più difficile da mettere in pratica; non solo per un discorso di capacità di pensiero, ma proprio dal punto di vista fisico. Gli occidentali hanno perso l’abitudine di sedersi sul suolo, come invece fanno ancora gli orientali, e la più nota posizione per praticare la meditazione zen è proprio la posizione del loto, ossia seduti per terra.

La posizione del loto non è altro che un asana, conosciuta con il termine padmasana che deriva dalla combinazione delle parole sanscrite padma (loto) e asana (posizione). La posizione del loto prevede che le gambe siano incrociate e ogni piede posto sulla coscia opposta, mentre braccia e mani possono assumere anche posizioni diverse (anche se spesso le mani sono rivolte con i palmi in su (con il palmo sinistro che accoglie quello destro). Lo scopo di questa posizione è raggiungere la perfetta stabilità del corpo, ma gli effetti positivi che se ne traggono toccano anche la sfera della salute: la padmasana, infatti, migliora la circolazione negli organi pelvici, riduce la pressione sanguigna, tonifica i muscoli della schiena e aumenta la flessibilità dei muscoli delle gambe. Se non ci hai mai fatto caso, Siddharta Gautama (Buddha), il fondatore del Buddhismo, è quasi sempre rappresentato nella posizione del loto.

Le varianti della posizione del loto

Se non te la senti di assumere da subito la posizione del loto completa, puoi iniziare a eseguire alcune varianti di questa posizione più semplici:

  • La posizione semplice o Sukhasana che prevede l’incrocio delle gambe sotto il ginocchio opposto.
  • La posizione del trono o Bhadrasana che prevede le gambe piegate con le piante dei piedi giunte e le mani appoggiate sulle dita dei piedi in modo da formare una morsa che tenga i piedi uniti.
  • La posizione della libertà o Muktasana che prevede l’incrocio delle gambe con i talloni sovrapposti.
  • La posizione del nascondimento o Guptasana che prevede l’incrocio delle gambe con i talloni sovrapposti e le piante dei piedi girate verso l’alto, come a nascondere i genitali.
  • La posizione perfetta o Siddhasana che prevede l’incrocio delle gambe con i piedi sovrapposti davanti al perineo.
  • La posizione della fortuna o Svastikasana che prevede l’incrocio delle gambe con i piedi posti dietro il ginocchio della gamba opposta.