Cos’è lo snow yoga e quali sono i benefici di questa disciplina in alta quota

Vuoi provare lo Snow Yoga? Dal 13 al 17 marzo la Val di Fassa unisce sport, libertà (rigorosamnete a tallone libero) e un po’ di pratica orientale. La XXII edizione della Scufoneda, la manifestazione dedicata agli appassionati di telemark e di freeride, tra le varie iniziative offre la possibilità di seguire lezioni di snow yoga. Vediamo di cosa si tratta.
Gaia Cortese 5 marzo 2019

Apri le braccia, respira a pieni polmoni e concentrati sulla prima posizione della tua sessione di snow yoga. Se ancora non sai di cosa si tratta, sarà una delle numerose attività presentate in occasione della XXII edizione della Scufoneda, l’evento dedicato ai praticanti di telemark (una particolare tecnica per sciare, dove lo scarpone è collegato allo sci solo sull'avampiede mediante un apposito attacco) e freeride in programma dal 13 al 17 marzo in Val di Fassa. Abbiamo incontrato Alessia Monticone, insegnante e fondatrice di Soulglider’s Yoga per farci raccontare come si svolge una lezione di snow yoga e quali sono i benefici di questa pratica.

Come ti sei avvicinata allo yoga?

Ho iniziato a praticare yoga nel 2005. Lo avevo già dentro e praticamente ci sono inciampata. Avevo solo 22 anni ed ero appena rientrata dal Programma Erasmus alle Canarie. Tornare a Torino è stato uno shock, ma per fortuna tra gli amici un po’ alternativi dell’epoca, ho incontrato Severino D’Aries, che in quel periodo faceva l’educatore in un centro per disabili e tra le altre cose insegnava yoga: insieme ad altre persone ho iniziato a praticare proprio in quel centro. È stato lui ad avvicinarmi allo Hatha Yoga. Negli anni successivi mi sono spostata in varie città per motivi di studio, ho approfondito la conoscenza dello yoga sempre di più. Un modo per farlo ulteriormente era insegnare, così dal 2010, dopo un corso insegnanti riconosciuto Yoga Alliance, ho iniziato a farlo.

Cos’è lo snow yoga?

Non è nulla di trascendentale. È un modo intelligente di approcciarsi alla montagna,  con un po’ di ascolto. Il concetto è che lo sciatore medio che fa la settimana bianca o il weekend in montagna, si comporta come un pesciolino rosso nella boccia, dove i limiti della boccia sono dati dagli impianti di risalita e dove lo sciatore si limita a salire e scendere di continuo dalla seggiovia o dallo ski-lift.

Noi di Soulglider’s Yoga abbiamo un’esperienza trentennale della montagna, tra scuole sci, gli anni d’oro dello snowboard, il boom dello sci alpinismo e via dicendo. Quando nel 2010 ho conosciuto anche il telemark, ho intravisto una via più portata alla lentezza e alla sensibilità, un modo di sciare che richiede tanta presenza. Così insieme a Giuliano Pederiva, uno degli organizzatori della Scufoneda e istruttore di telemark, che io definisco un Natural Born Yogi, abbiamo iniziato a pensare a proporre degli itinerari nei quali abbinare la pratica dello yoga nella neve e una formula back-country per tutti.

Quali sono i benefici dello snow yoga?

Senza dubbio lo snow yoga aiuta ad aprire la propria visuale sulla montagna. Si impara ad ascoltare il proprio corpo, un aspetto molto importante per un buon sciatore perché alla base di un buon movimento, c’è sempre una buona consapevolezza. Lo snow yoga porta anche a un profondo appagamento nel muoversi nell’ambiente. Questo è l’aspetto evolutivo della pratica.

Siamo ormai troppo abituati alle cose semplici e vendibili.

Alessia Monticone

Lo snow yoga è adatto a tutti?

Assolutamente sì, a tutti. Fino al 2015 avevamo qualche difficoltà a spiegare cosa fosse lo yoga, ma oggi la gente conosce questa pratica sempre di più. La cosa complicata nell’organizzazione è proprio che si può fare tutto con tutti, ma più il gruppo è omogeneo, meglio si lavora. Esistono tante realtà di snow yoga, con tante concezioni diverse e in tanti posti diversi. Bisogna poi vedere chi lo propone e soprattutto come lo fa.

Cosa proporrete per questa XXII edizione della Scufoneda?

Saranno proposte delle pratiche semplici di snow yoga nel corso della settimana all’interno del villaggio allestito per la manifestazione. Sarà possibile fare pratica con questa disciplina già al mattino presto, prima che i vari gruppi prendano parte alle numerose gite organizzate in quota.

Ci sono posizioni più frequenti di altre nella pratica dello snow yoga?

C’è di buono che in occasione della Scufoneda, molti partecipanti praticano il telemark e quindi hanno tutti il tallone libero. Con gli scarponi da sci, in effetti, le cose si fanno più complicate, ma ci sono posizioni dello yoga da fare con facilità. Si può fare tranquillamente la posizione del cane a testa in giù, così come le varie posizioni dei guerrieri o quella di Shiva danzante. Quello che fa realmente la differenza è avere almeno un gruppo omogeneo rispetto alla tecnica adottata: meglio avere insieme tutti sciatori, o tutti snowboarder, ma soprattutto è fondamentale avere di fronte un insegnante che abbia una certa dimestichezza e duttilità con l’ambiente, una persona che permetta all’esperienza di diventare significativa. L’outdoor propone "enne" variabili: può fare freddo o caldo, può esserci brutto tempo, può accadere che qualcuno si sia già stirato un muscolo alla prima discesa o che abbia patito più di altri la fatica del back-country. Il valore di una lezione di snow yoga open air viene dato dalla complessità, quando invece siamo ormai troppo abituati alle cose semplici e vendibili. Questa esperienza deve essere provata per essere apprezzata.

Telemark, freeride e yoga: cosa hanno in comune?

Direi, amore a prima vista. Sono tutte discipline nate per stare insieme, per aumentare quella consapevolezza, di cui parlavamo prima, nelle persone. Oggi manca sovente il bon ton vecchio stile che si trova a certi livelli di telemark o di sci alpinismo. Ecco, queste tre discipline aiutano a recuperare quello che si è un po’ perso nei tempi moderni.