Creme solari sostenibili: come abbronzarti senza mettere a rischio la tua salute e l’ambiente

Al mare d’estate, avere sempre con sé la crema solare è importantissimo per proteggere la propria pelle dalle radiazioni solari. Ma è anche necessario scegliere un prodotto che, una volta in acqua, non minacci la biodiversità e le specie marine dei luoghi in cui stai trascorrendo le vacanze. Ecco come riconoscere le creme solari sostenibili.
Sara Del Dot 13 giugno 2019

Quando vai al mare, una delle cose che non puoi assolutamente dimenticarti a casa è la crema solare. A prescindere dal tuo tipo di carnagione, soprattutto nei primi giorni di esposizione la protezione è fondamentale. Per evitare di trascorrere il resto della vacanza senza riuscire a dormire per il dolore causato dalle scottature, ma anche e soprattutto per prevenire malattie e problemi della pelle anche gravi che potrebbero insorgere in futuro.

Ma non tutte le lozioni solari sono uguali tra loro, anche per quanto riguarda le sostanze di cui sono composte. Infatti, soprattutto se sai di essere allergico a determinate sostanze chimiche è molto importante che tu legga molto bene le etichette presenti sulle confezioni per individuare la crema più corretta per te.

Negli ultimi anni, poi, si inizia a fare molta attenzione anche alle sostanze poco eco-sostenibili contenute all’interno delle creme solari. Infatti, sembra che alcuni elementi di cui queste lozioni si compongono risultino estremamente dannosi per le specie marine. E come ci arrivano fino a loro? Mentre fai il bagno ovviamente! Perciò, non essere egoista. Quando decidi che è ora di farti una nuotata tra le onde, cerca di renderla un momento piacevole non solo per te stesso, ma anche per chi in quel momento ti sta ospitando nella sua casa. Sia esso un pesce, un granchio o un corallo. Perché la scelta della tua crema solare potrebbe determinare anche la salute di alcune di queste specie.

In alcuni casi, le pubbliche amministrazioni di alcuni luoghi turistici hanno deciso di vietare entro i loro confini l’uso di creme solari contenenti sostanze nocive per il mare e i suoi abitanti. Sto parlando di Palau, arcipelago della Micronesia che ha bandito alcuni tipi di creme solari a partire dal 2020 e delle Hawaii, il cui Governo ha promesso di seguire l’esempio vietando queste sostanze a partire dal 2021. In Italia non siamo ancora arrivati a tanto, ma puoi essere tu a scegliere di utilizzare una crema solare che protegga la tua pelle nel modo migliore possibile senza per questo danneggiare il mare. Ti piacerebbe sapere come orientarti? Ecco qualche consiglio.

Scegliere creme solari sostenibili

Lo strumento più utile che hai per scegliere una lozione solare salutare e green è sicuramente l’INCI (International Nomenclature of Cosmetics Ingredients), la nomenclatura internazionale utilizzata dai vari Paesi della Comunità europea ma anche da Canada, Russia e Stati Uniti, per segnalare su tutte le confezioni di cosmetici gli ingredienti che vi si trovano all’interno.

Le sostanze più nocive presenti all’interno delle creme solari, che non a caso sono le stesse bandite nei Paesi sopra citati, sono l’ossibenzone (INCI: Benzophenone-3), un composto organico usato come fotosensibilizzatore, e l’ottilmetossicinnamato (INCI: Ethylhexyl Methoxycinnamate). In particolare, l’ossibenzone esercita un’azione praticamente mortale soprattutto sui coralli, provocandone lo sbiancamento e riduce la produzione di uova in determinate specie marine come la trota arcobaleno. Entrambe queste sostanze sono filtri chimici, ciò significa che trasformano le radiazioni solari.

Se quindi vuoi evitare di partecipare al progressivo danneggiamento di un ecosistema che è già stato reso fragile dall’azione dell’uomo, puoi imparare bene l’INCI di queste due sostanze e, una volta in negozio alla ricerca di una crema solare, evitare i prodotti che ne riportano la denominazione orientandoti di più magari su quelli contenenti ossido di zinco e biossido di titanio. Questi ultimi, infatti, a differenza degli altri sono filtri fisici, il che significa che riflettono le radiazioni invece che assorbirle e trasformarle.

Fonte | Humanitas