Cuore in salute con la dieta pesco-mediterranea: come funziona

Aumentando il consumo di derivati della pesca la Dieta Mediterranea potrebbe diventare un’alleata ancora più forte della salute del cuore. Nasce così l’idea di una dieta pesco-mediterranea, ma fai attenzione, perché il cibo non è l’unico aspetto da tenere in considerazione: anche il digiuno intermittente fa la sua parte.
Dott.ssa Silvia Soligon Biologa nutrizionista
21 settembre 2020 * ultima modifica il 21/09/2020

Vegana, low-carb, mima-digiuno: qual è l'alimentazione migliore per mantenersi in salute? Abbiamo avuto modo di parlarne già qualche tempo fa, giungendo alla conclusione che la dieta alimentare corretta per ciascuno di noi è quella con cui riusciamo ad assumere tutti i nutrienti di cui abbiamo bisogno, che ci fornisce il giusto livello di energie e che si basa su ingredienti sicuri e sostenibili. I principi della Dieta Mediterranea, messi in pratica utilizzando il più possibile ingredienti provenienti dal territorio, aiutano a soddisfare tutti questi requisiti, e rappresentano un modello universale che secondo un'analisi pubblicata su The Lancet può aiutare a promuovere un buono stato di salute limitando il rischio delle principali malattie croniche. Arricchendola di dosi maggiori di pesce potrebbe diventare particolarmente salutare per il cuore, o almeno è questo quello che ipotizza un gruppo di esperti che ha lanciato dalle pagine del Journal of the American College of Cardiology un invito a condurre studi che verifichino i benefici di quella che hanno battezzato “dieta pesco-mediterranea”.

Cos'è

Chiariamo innanzitutto un punto: gli esperti di cui sopra non hanno inventato nulla di nuovo, né stanno proponendo un modello alimentare che sconvolge le conoscenze fino ad oggi ritenute valide nel campo della scienza dell'alimentazione. Piuttosto, hanno analizzato i dati scientifici a disposizione, con un occhio di riguardo per gli studi clinici sulla Dieta Mediterranea e per le linee guida delle varie autorità del settore, per spiegare per quale motivo una dieta pesco-mediterranea sarebbe la scelta migliore per promuovere la salute cardiovascolare. Ecco di cosa si tratta.

Alla base di questo stile alimentare ci sono frutta e verdura, cereali integrali, olio extravergine di oliva, semi e frutta secca – in altre parole, gli ingredienti principali della Dieta Mediterranea. A questi si aggiungono altri alimenti che sono inclusi già nella Dieta Mediterranea, i latticini e i derivati della pesca; anche il consumo di pollame è ammesso in entrambi i casi. Tuttavia, rispetto alla classica piramide della Dieta Mediterranea, in cui il pesce occupa lo stesso gradino del pollame, sopra a quello dei formaggi, la dieta pesco-mediterranea colloca il pesce su un gradino più basso (e quindi corrispondente a un consumo più abbondante), subito sopra a quello più basso occupato dagli ingredienti di origine vegetale e sotto a quello in cui vengono collocati insieme pollame, latticini e uova. La carne rossa, invece, occupa in entrambi i casi il gradino più alto, e quindi il suo consumo è limitato in tutte e due le diete.

I benefici

Stando agli studi condotti fino a oggi, la Dieta Mediterranea ti aiuta a ridurre il rischio di morire per qualsiasi causa, incluse le malattie cardiovascolari. Inoltre seguire i suoi principi ti aiuta anche a tenere alla larga diverse patologie e condizioni che interessano il sistema cardiovascolare, in particolare coronaropatie, sindrome metabolica e diabete. Basandosi sugli stessi principi generali, la dieta pesco-mediterranea dovrebbe aiutarti nello stesso modo.

Il consumo maggiore di prodotti della pesca potrebbe aiutarti a proteggere ancora di più cuore e arterie. Il loro segreto sta nei grassi omega 3. Ricorda, non sono gli stessi presenti nelle noci, che sono più ricche del loro precursore (l'acido alfa-linolenico – ALA) che degli omega 3 biologicamente attivi (acido docosaesaenoico – DHA – e acido eicosapentaenoico – EPA) presenti invece nel pesce. Purtroppo il nostro organismo non sa convertire in modo efficiente l'ALA in EPA e DHA. Per questo il modo migliore per farne il pieno è sotto forma di pesce (in particolare acciughe, sarde, sgombro, salmone, aringhe e altri pesci grassi). Le prove dei benefici cardiovascolari del consumo di pesce non mancano; per questo nella piramide della dieta pesco-mediterranea i derivati della pesca occupano un posto così rilevante.

Dieta pesco-mediterranea e digiuno intermittente

Un'altra caratteristica della dieta pesco-mediterranea è limitare il tempo della giornata durante il quale si consuma il cibo a un arco di 12-16 ore. Nelle 8-12 ore rimanenti, invece, è sconsigliato assumere qualunque tipo di alimento. In realtà anche questa forma di digiuno intermittente ripetuto quotidianamente fa parte anche della Dieta Mediterranea. Dal punto di vista pratico può concretizzarsi con la riduzione dei pasti principali da 3 a 2, oppure cenando molto presto.

Anche dei benefici del digiuno abbiamo già avuto modo di parlare. Quello proposto nella dieta pesco-mediterranea fa parte dei cosiddetti time restricted feeding, cioè di quelle forme di digiuno che in realtà non prevedono giornate intere di astensione dal cibo ma solo una restrizione oraria. Gli effetti positivi potrebbero farsi sentire sui livelli di colesterolo, trigliceridi e zuccheri nel sangue, sulla pressione, sui livelli di infiammazione e sul tuo peso, tutti fattori in grado di influenzare la tua salute cardiovascolare.

Fa bene o fa male?

Non sembrano esserci motivi ragionevoli per pensare che una dieta pesco-mediterranea possa fare male alla salute. Anzi, se guardiamo indietro alle origini della Dieta Mediterranea possiamo ricordare come i benefici cardiovascolari dello stile alimentare tipico delle popolazioni del bacino del Mediterraneo sono stati scoperti parallelamente a quelli dell'alimentazione tipica del Giappone, in cui il pesce rappresenta un importante ingrediente. Anche se sarà necessario del tempo per accumulare tante prove dei benefici della dieta pesco-mediterranea quante se ne hanno per quelli della Dieta Mediterranea, al momento non ci sono ragionevoli motivi per pensare che possa non fare bene alla salute del tuo cuore.

Laureata in Scienze Biologiche con un dottorato in Scienze Genetiche e Biomolecolari, ha lavorato nel campo della ricerca fino al 2009 altro…
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