Da maneggiare con cura, non ingerire e non inalare: perché l’oleandro è una pianta tossica

Aritmie, assopimento, problemi digestivi e disturbi allo stomaco. Sono i principali sintomi di un’intossicazione da oleandro, la pianta sempreverde coltivata a scopo ornamentale.
Gaia Cortese 23 Settembre 2021

Bello, ma velenoso. L’oleandro (Nerium oleander) si distingue subito per la sua bellezza, in particolare per le sue foglie di colore verde scuro e per i suoi fiori variopinti che cambiano dal bianco al rosso, passando per il rosa e l’arancio albicocca. Con molte probabilità, l'oleandro è originario dell'Asia, ma cresce spontaneamente nelle regioni del bacino Mediterraneo ed è largamente coltivato a scopo ornamentale.

È un arbusto sempreverde appartenente alla famiglia delle Apocynaceae che, nonostante l’ineguagliabile bellezza, ha una caratteristica: è una pianta tossica.

Perché l'oleandro è velenoso?

L’oleandro è velenoso a causa dell’oleandrina, un glucoside cardiotonico che viene prodotto dalla pianta stessa; si tratta di una sostanza tossica che, se ingerita, può causare disturbi del sistema nervoso, problemi respiratori, disturbi a carico dell’apparato digerente e cardiocircolatorio. Non c’è parte della pianta che non sia velenosa perché l’oleandrina è presente ovunque.

È quindi una pianta da maneggiare con cautela, non bisogna né bruciarla né usarne fiori, foglie, rami e tronchi, per qualsiasi ragione.  In passato, infatti, si sono verificati degli incidenti, come lievi sintomi di intossicazione in seguito ad inalazione del fumo prodotto dalla legna di oleandro bruciata, o a causa di ingestione di spiedini preparati utilizzando come supporto i rametti di oleandro.

Per chi è velenoso

L’oleandro è pericoloso sia per l’uomo sia per gli animali, in particolare quegli animali che tendono ad essere a contatto più facilmente di latri con questa pianta in uno spazio come un prato o un giardino. Attenzione, quindi, a proteggere cani e gatti, ma anche tartarughe, dall'oleandro, poiché tutte le parti di questa pianta sono tossiche a causa della presenza di alcune molecole chiamate cardenolidi, o glicosidi cardioattivi. La sostanza che rende tossica questa pianta è l'oleandrina. l'agente responsabile della velenosità della linf

Sintomi

Essere intossicati dall'oleandro non deve essere una cosa piacevole. Da subito l’intossicazione si manifesta con episodi di vomito che spesso contribuiscono a ridurre l’assorbimento delle tossine. A distanza di qualche ora, possono seguire disturbi del ritmo cardiaco come bradicardia sinusale (rallentamento del battito) e aritmie di varia natura, o ancora, disturbi del sistema nervoso (assopimento),

I glicosidi cardioattivi agiscano a basse concentrazioni e appena l'intossicazione, potenzialmente mortale, è evidente, meglio trattarla tempestivamente, affinché si risolva senza esiti. Non solo. In passato non sono mancati episodi in cui sono stati osservati sintomi di intossicazione in seguito ad inalazione del fumo prodotto dalla legna di oleandro bruciata, o a causa di ingestione di spiedini preparati utilizzando come supporto i rametti di questa pianta.

Cosa fare

In caso di intossicazione, la prima cosa da fare è contattare  immediatamente il Centro Antiveleni in modo da ricevere indicazioni opportune relativamente al caso clinico. Esiste anche un antidoto che, somministrato in tempo utile, può aiutare a risolvere l’intossicazione.