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21 Novembre 2018
11:40

Giornata nazionale degli alberi: abbracciane uno anche tu, praticando un po’ di silvoterapia

Per la Giornata nazionale degli alberi, sono tanti i modi in cui puoi dire grazie a queste creature silenziose che ci accompagnano e ci proteggono, anche se non ce ne accorgiamo. C'è chi va a piantarne uno dove ce n'è bisogno e chi, invece, lo abbraccia. Ecco, questa pratica si chiama silvoterapia, l'antica arte che aiuta le persone a ritrovare una connessione con la natura e il mondo attorno.

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Giornata nazionale degli alberi: abbracciane uno anche tu, praticando un po’ di silvoterapia
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Dal 2013, ogni 21 novembre si celebra la Giornata nazionale degli alberi. Si tratta di una celebrazione istituita con la legge "Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani", che vuole  promuovere la cultura del verde negli spazi cittadini. Sono diverse le iniziative che, ogni anno, vengono dedicate proprio agli alberi, fondamentali per la nostra sopravvivenza, che tuttavia troppo spesso diamo per scontati.

Ci sono persone che, però, considerano gli alberi non soltanto degli ornamenti urbani o semplici produttori di ossigeno, ma dei veri e propri amici della salute e del proprio benessere psico-fisico. E che, per entrare ancora più in sintonia con la natura, danno loro dei lunghi e calorosi abbracci. So cosa stai pensando: no, non sono matti, stanno soltanto praticando un po’ di silvoterapia.

Cos’è la silvoterapia

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Praticata in antichità dai druidi del mondo celtico e dagli antichi romani, ma riconosciuta come metodo scientifico solo dal 1927, la silvoterapia, ovvero l'arte di abbracciare gli alberi, può essere definita come una branca dell’eco-terapia, un’arte terapeutica che consiste nel trarre benessere psico-fisico interagendo con la natura e beneficiando di tutte le sue energie positive. La silvoterapia affonda le sue radici nel principio che l’essere umano può acquisire notevoli vantaggi attraverso l’assorbimento dell’energia della natura, in questo caso degli alberi. Trascorrere del tempo nei boschi, infatti, migliora la respirazione, favorisce la circolazione, rilassa il corpo e la mente, spazza via lo stress.

Come si pratica la silvoterapia

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Naturalmente ciascuno è libero di beneficiare dell’energia della natura come meglio crede, ma ci sono dei metodi ben definiti per praticare al meglio la silvoterapia. Il più classico prevede semplicemente di stringere il tronco dell’albero in un abbraccio, concentrandosi sul contatto e sull’energia trasmessa attraverso i palmi delle mani. Un’altra modalità può essere quella in cui ci si mette con la schiena a stretto contatto con il tronco, il palmo della mano destra appoggiato sul plesso solare e il dorso della mano sinistra sulle reni, toccando l’albero con il palmo. Ma ci sono anche tipi di silvoterapia più attivi, come ad esempio correre e praticare sport in zone boschive, o ancora soggiornarvi per alcuni giorni. La cosa importante è respirare profondamente e concentrarsi su ciò che si sta facendo, cercando di assimilare tutta l’energia positiva che la natura regala.

Benefici della silvoterapia

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I vantaggi per il corpo derivanti dal trascorrere del tempo consapevole a stretto contatto con la natura sono moltissimi.
Intanto respirare aria pulita e incontaminata lontano dall’atmosfera carica di stress e smog della città senza dubbio migliora l’attività respiratoria.

In più, la silvoterapia, che può essere praticata in qualunque luogo e in qualunque momento, aumenta la concentrazione, diminuisce lo stress, toglie la tensione, stimola la riflessione e i pensieri positivi, favorisce il sonno.

Scommetto che sono tutte sensazioni che, inconsapevolmente, hai già sperimentato quando ti è capitato di passare del tempo in un bosco. E forse è proprio questo il bello della silvoterapia: non serve preparazione, non serve teoria, ma soltanto il giusto atteggiamento e la voglia di permettere alla natura di farti arrivare un po’ della sua energia.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.