I sogni, meccanismi della nostra mente, di cui ancora non si conoscono le cause

I sogni sono immagini e sensazioni che popolano la nostra mente quando dormiamo e dipendono da talmente tante cause da dividere la stessa comunità scientifica, perché ancora oggi non è chiaro il meccanismo che ci porta a sognare e non è chiaro perché sogniamo determinate cose. Per Sigmund Freud, fondatore della psicoanalisi, i sogni sono una finestra sul nostro inconscio, ma non per tutti gli scienziati è così.
Angelica Giambelluca 4 maggio 2020

La comunità scientifica ancora oggi si divide tra chi crede che sognare non abbia alcun significato e chi invece attribuisce ai sogni funzioni fondamentali per i nostri equilibri emotivi, mentali e fisici.

Cosa sono

Immagini, pensieri, suoni, sensazioni…i sogni sono tutto questo, e molto altro. Perché li facciamo? Non lo sappiamo ancora. Nel corso del tempo lo studio dei sogni ha iniziato a interessare non solo la psicoanalisi ma anche altre branche della ricerca scientifica e della psicologia. Per Sigmund Freud, fondatore della psicoanalisi, i sogni sono una finestra sul nostro inconscio, ma non per tutti gli scienziati è così.

Perché sogniamo?

La risposta sul perché sogniamo ancora non la conosciamo. Ma molti studi concordano sul fatto che i sogni agiscono su diversi livelli:

  • Sostengono l’attività cerebrale nel consolidamento di quanto si è appreso nel corso della giornata
  • Agiscono come un’estensione della coscienza “sveglia” e riflettono l’esperienza che viviamo durante il giorno
  • Aiutano la mente a districarsi tra pensieri difficili, emozioni ed esperienze, e a raggiungere l’equilibrio psichico ed emotivo

Non si sa ancora perché sogniamo e soprattutto perché, in un momento in cui il nostro corpo dovrebbe riposarsi, la mente sembra invece non voler rallentare.

Le ricerche che stanno cercando di dare una risposta a queste domande sono decine: da quelle che ci dicono che in fondo è tutta una questione di chimica, ad altre che asseriscono che il contenuto dei sogni dipenda dall’intensità emotiva delle esperienze che viviamo da svegli.

Alcune idee di Freud sono state confermate dalle ricerche recenti. Come quella che se cerchi di sopprimere un pensiero durante il giorno, questo verrà a farti visita in sogno. Si chiama più scientificamente effetto “rimbalzo del sogno".

C'è una teoria della psicologia evolutiva che sostiene che i sogni ci danno la possibilità di imparare a gestire le cose che ci stressano o che riteniamo particolarmente difficili da gestire nella vita reale.
Questa teoria spiegherebbe perché nei sogni ricorrono spesso scenari primordiali: corriamo perché siamo inseguiti, cadiamo nel vuoto (e ci svegliamo prima di toccare il fondo). Tutte situazioni che di certo non succedono (o non dovrebbero succedere!)  nella vita reale.

Difficilmente sogniamo di leggere un libro o di fare attività tranquille, come scrivere, azioni che tutto sommato sono state apprese dall’uomo “recentemente”. Si sognano spesso situazioni che rimandano alla nostra vita di essere primitivi, quando scappavamo dai nostri predatori.

Il significato dei sogni

Per il fondatore della psicoanalisi, Sigmund Freud il significato dei sogni rivela un conflitto tra il desiderio che vuole emergere e l’io cosciente che lo ricaccia indietro perché se ne sente minacciato. La celebre frase di Freud, L’io non è padrone in casa sua, spiega bene questo concetto: il controllo della nostra vita risiede nella parte inconscia della mente, dove l’uomo registra le profonde verità emotive. Non in quella conscia, logica e razionale.

Dall’interpretazione dei sogni lo psicoanalista può capire quindi i conflitti interiori del paziente.
Ma oltre ai sogni, ci sono anche gli incubi. Che altro non sono che sogni terrificanti, talmente spaventosi da farci svegliare. Se sono occasionali, gli incubi non devono destare preoccupazione: la visione di un film horror, un pasto particolarmente pesante e una giornata stressante possono causare sogni agitati e angoscianti, di tanto in tanto.

Quando, invece, gli incubi si manifestano con frequenza e le emozioni negative vissute durante il brutto sogno persistono anche il giorno seguente, potremmo essere di fronte a un disturbo da incubi. Per curarlo si può utilizzare una tecnica psicoterapeutica chiamata terapia di ripetizione immaginativa e si basa sull’alterazione consapevole di alcuni elementi del brutto sogno: attraverso varie fasi (controllare l’incubo, visualizzare scene piacevoli, riscrivere la storia), il paziente riesce a trasformare il brutto sogno in una storia piacevole.

Esistono i sogni premonitori?

Anche in questo campo, scienziati, psicoanalisti e appassionati di materia onirica si dividono: per alcuni un sogno può definirsi premonitore se contiene elementi chiari o simboli che riportano a situazioni che si verificano concretamente, ma per altri il sogno premonitore può essere semplicemente frutto di casualità. Un caso fu l’affondamento del Titanic, che tante persone dissero di aver sognato prima che avvenisse. Ma sono tanti i fattori che possono concorrere a fare un “sogno premonitore”: nel caso del Titanic, ad esempio, la massiccia campagna di comunicazione sul fatto che fosse inaffondabile avrebbe potuto indurre alcuni a sognare esattamente il contrario, proprio in virtù di questa comunicazione assillante. Un sogno premonitore può essere quello che ritorna in modo frequente e che ci lascia strascichi durante la giornata, perché forse vuole dirci qualcosa?
La materia onirica è già abbastanza impalpabile nella sua definizione generale (che cosa sono i sogni?) provare quindi a capire se esistono i sogni premonitori con certezza è, al momento, un sogno.