Interpretazione dei sogni: premonizioni o una via che conduce all’inconscio?

Fin dall’antichità il mondo onirico ha rappresentato un’enorme incognita. Nell’antichità i sogni erano considerati manifestazioni della volontà divina, poi sono diventati simbolo di esoterismo e paranormale. Finché non è arrivato Freud….
Simona Cardillo 30 ottobre 2018

A volte sfuggenti e vaghi. Altre volte così nitidi da sembrare reali. Sono i sogni, da sempre mondi affascinanti e con una storia antichissima. La loro interpretazione rappresenta uno dei temi più complessi e ricchi di mistero e nei millenni è stata una materia studiata da sacerdoti, scienziati e psicoterapeuti.

Quante volte hai detto di star sognando ad occhi aperti, oppure di vivere un sogno, o ancora di temere tutto svanisca come in un sogno? E poi ci sono gli incubi, così veri da svegliarti in piena notte e farti spaventare all’idea di riprendere sonno, e i sogni ricorrenti che ripetutamente accompagnano le tue notti e di cui proprio non riesci a liberarti nè comprenderne il significato.

L’ interpretazione dei sogni ha avuto sorti molto differenti nel corso degli anni, passando dall’esoterismo al paranormale fino ad essere immaginati come la manifestazione della volontà divina. Nell’antichità i sogni erano considerati verità assoluta ed erano visti come delle vere e proprie espressioni della natura divina. Prima della nascita di Cristo, i sacerdoti avevano tra i loro compiti quello di riconoscere i sogni veri (quindi mandati dalle divinità) da quelli falsi (cioè nati da entità demoniache). I sogni malauguranti assumevano molta più importanza rispetto a quelli benevoli: era proprio dopo un sogno infausto che venivano prese le decisioni necessarie per contrastare il cattivo evento presagito. Ma non tutti i sogni erano uguali: quelli di re e sacerdoti, e in generale dei ceti predominanti, erano presi in maggiormente valutati e analizzati, rispetto ai sogni della gente comune.

Fin dalle sue origini l’interpretazione dei sogni si è basata sul concetto del “contrario”: ogni avvenimento vissuto mentre si dorme, vuole in realtà presagire il suo esatto contrario. Ecco quindi che un ricordo negativo, predice un evento benaugurante e prospero. Un sogno bello e attraente indica invece l’arrivo di fatti spiacevoli.

Negli anni però l’interpretazione dei sogni ha assunto connotazioni diametralmente opposte. Dalla manifestazione della volontà divina, è diventata simbolo di esoterismo. La teologia spirituale non si è mai realmente esposta sull’argomento, ma tutto ciò che riguarda il sogno e la premonizione è considerato assolutamente infondato.

Poi però è arrivato Freud è tutto è cambiato. Avremo modo in futuro di parlare in modo approfondito della filosofia freudiana e delle sue teorie. Per adesso ti basta sapere che con Freud la simbologia dei sogni varia soprattutto da individuo a individuo. Ogni sogno è da interpretare in relazione a chi lo compie, non esistono significati precodificati, ma tutto varia in relazione al vissuto della persona. Secondo Freud, ogni persona esprime con i suoi sogni delle situazioni (patologiche o meno) che vive nel suo inconscio e di cui spesso non è quindi consapevole.

Che tu sia o meno interessato alle teorie freudiane o al significato dei sogni secondo gli antichi sacerdoti, non importa. Sicuramente sei affascinato dal mondo onirico e più volte ti sarai chiesto come interpretare quei vaghi ricordi che hai al mattino. Una cosa è certa: i sogni hanno sempre rappresentato un mondo seducente e misterioso che suscita la curiosità e l’interesse di ognuno di noi. E così sarà per sempre. Perché in fondo è proprio in sogno che viviamo esperienze ed emozioni che altrimenti forse non potremmo mai provare.