Il burnout: quando lo stress sul lavoro ti porta all’esaurimento

Burnout significa crollo, esaurimento ed è una situazione che sopraggiunge alla fine di un percorso in negativo, in cui ti sei trascurato e non hai prestato attenzione ai sintomi che il tuo corpo o la tua mente ti mettevano di fronte. Il rischio è quello di diventare apatico e di non riuscire più ad affrontare il tuo lavoro. Meglio quindi conoscere meglio questa sindrome e imparare a prevenirla.
Dott.ssa Samanta Travini Psicologa Psicoterapeuta
18 Ottobre 2019 * ultima modifica il 18/10/2019

Il burnout è l'esaurimento, lo stress che piano piano consuma una persona fino a condurla a uno stato di ansia, negatività oppure apatia. Il rischio è quello di isolarti completamente e di non riuscire a svolgere più bene il tuo lavoro. Ma la buona notizia è che puoi prevenire la fase finale di questa forma di stress, a patto di prestare attenzione ai primi sintomi che si manifestano e di non considerare alcune sensazioni spiacevoli, come insofferenza verso alcuni lati del tuo lavoro o un mal di testa più persistente del solito, al pari di normale stanchezza.

Cos’è il burnout

Il burnout, parola di origine anglosassone significa esaurimento, crollo o surriscaldamento.

Tale termine è stato utilizzata per la prima volta negli anni ’70 dalla psichiatra Christiana Maslach, la quale ha stabilito che tale sindrome colpisce in particolar modo le professioni in cui le relazioni interpersonali sono alla base dell’attività lavorativa (infermieri, assistenti sociali, medici, insegnanti, psicologi e operatori per l’infanzia. Ma anche manager, avvocati, impiegati, segretarie o figure che ricoprono ruoli di responsabilità e di gestione delle persone) e dove è richiesto un contatto costante con le emozioni e le esigenze dei propri assistiti.

La combinazione di situazioni come il sovraccarico d’impegni, la mancanza di gratificazione, eventuali ingiustizie o anche la scarsa remunerazione sono fattori scatenanti di questa sindrome. Così come la possibilità di essere sempre “connessi” tramite i propri smartphone può provocare un aumento esponenziale dello stress perché ha ridotto notevolmente il tempo per noi stessi, non permettendoci mai di staccare dal lavoro.

Cosa non è il burnout

Il burnout si riferisce soltanto al contesto lavorativo e non va confuso con disturbi specificamente associati allo stress, come ad esempio, il disturbo post traumatico da stress.

Non si può infatti parlare di burnout se:

  • Si è affetti da stress cronico in situazioni non lavorative (familiari, relazionali ecc.)
  • Si soffre di altri disturbi (ansia, fobia, depressione ecc.)
  • Lo stress lavorativo è solo temporaneo e la sensazione di malessere si affievolisce dopo un periodo di pausa dal lavoro.

Le fasi

La sindrome di burnout non si manifesta improvvisamente, ma è il risultato di un processo graduale che si sviluppa nel tempo e attraversa più fasi.

Inizialmente il lavoratore affronta con grande impegno le mansioni che gli vengono assegnate, ma con il tempo il carico di lavoro, associato al poco riposo possono tradursi in un vero e proprio sfinimento psichico. Spesso chi inizia a soffrire di burnout non se ne accorge e considera normali i primi sintomi (insonnia, cefalea, mal di stomaco, insofferenza per i turni e poca motivazione per lo svolgimento dell'attività lavorativa). 

Le cause

L’insorgenza della sindrome di burnout va intesa come determinata da molteplici cause che riguardano sia i soggetti che la sfera organizzativa e sociale nella quale lavorano.

Facciamo alcuni esempi:

Variabili individuali

  • Età: secondo alcuni esperti l'età avanzata costituisce uno dei principali fattori di rischio di burnout; mentre altri ritengono, che i sintomi siano più frequenti nei giovani, le cui aspettative sono deluse
  • Stato civile: persone senza un compagno stabile sembrano essere più vulnerabili
  • Differenza di genere: le donne sarebbero più esposte degli uomini
  • Caratteristiche di personalità: tendenza a porsi obiettivi irrealistici, personalità autoritaria o introversa (incapacità di lavorare in team), tendenza a ritenersi indispensabile, motivazione ed aspettative professionali elevate

Fattori socio-ambientali e lavorativi

  • Le aspettative connesse al ruolo: Carico eccessivo di lavoro, mancanza di controllo sulle risorse necessarie per svolgere il proprio lavoro, valori contrastanti (l'incongruenza tra i valori dell'individuo e dell'organizzazione), attività inadeguate rispetto alle competenze del lavoratore o aumento di responsabilità, senza la giusta compensazione;
  • Le relazioni interpersonali: difficili interazioni con colleghi o clienti, frequenti conflitti nella programmazione del lavoro o interruzioni;
  • Le caratteristiche dell'ambiente di lavoro: politiche sanitarie e di sicurezza inadeguate, bassi livelli di supporto ai lavoratori;
  • L'organizzazione stessa del lavoro: comunicazione e gestione insufficiente, compiti e obiettivi poco chiari, programmi che cambiano spesso, orari inflessibili e scadenze irrealistiche, partecipazione limitata o scarsa nei processi decisionali della propria area di lavoro.

I sintomi 

Gli psicologi che hanno studiato questa sindrome hanno notato che le tre caratteristiche principali che la determinano sono:

  • deterioramento dell’impegno e della soddisfazione nei confronti del lavoro;
  • peggioramento delle emozioni legate alla sfera professionale;
  • problemi nell’adattamento tra le esigenze personali e le richieste professionali troppo pressanti.

I sintomi più frequenti del burnout sono: mancanza di energia, aumento dell’isolamento dal lavoro o sensazioni di negatività e cinismo legati al lavoro, diminuzione dell’efficacia professionale, sensazione di svuotamento, noia e un allontanamento emotivo da tutti, pensiero di non essere più in grado di svolgere bene il proprio lavoro e un atteggiamento di indifferenza.

A volte la sindrome può causare anche una sensazione di depressione, disturbi del sonno, difficoltà cognitive, stati di ansia e impazienza e assenteismo dal lavoro.

A livello fisico, possono insorgere ipertensione, problemi intestinali e malattie cardiovascolari.

Come si previene

Per prevenire il burnout, ci sono una serie di consigli e accorgimenti che dovresti seguire:

  • Impara ad ascoltare il tuo corpo, che ti manderà segnali di malessere molto prima rispetto alla consapevolezza della mente.
  • Cerca di non sacrificare troppo i tuoi spazi. Mantenere un giusto equilibrio tra lavoro e tempo libero è la prima importante prevenzione.
  • Riposati. L’ozio è indispensabile per staccare e ricaricare le batterie.
  • Sii social nella vita reale. Le nostre relazioni amicali e affettive sono un’iniezione di energia positiva e fondamentali per staccarci dalla vita “digital” dello schermo.

Come si cura

 Facciamo un esempio di come si potrebbe intervenire per prevenire e contrastare il burnout nel corpo insegnante:

Innanzitutto serve avere una conoscenza della sindrome da burnout. La presa di coscienza è fondamentale, servono per questo psicologi nelle scuole. Bisognerebbe migliorare le capacità comunicative del singolo docente al fine di favorire una relazione interpersonale serena tra colleghi, alunni, famiglie, dirigente e personale amministrativo.

Gruppi di auto-aiuto, sportelli di ascolto o network tra scuole potrebbero essere un’iniziativa per far uscire dall’isolamento e dal ritiro psicologico chi è colpito dalla sindrome. Corsi di psicopedagogia e metodologia didattica potrebbero aiutare i lavoratori “alienati” a individuare percorsi che permettono di trovare una migliore continuità educativa tra società moderna e programmi didattici.

Non bisogna inoltre dimenticare ciò che il singolo può fare per sé: lo stress è inevitabile e bisogna imparare a gestirlo anche conoscendo meglio se stessi, aiutati da uno stile di vita sano e da una buona gestione del tempo libero che lascia spazio a hobby e interessi personali, che permettono di liberare la mente".

Un consiglio per te che stai leggendo: Fai attenzione!!  In internet vi sono numerosi test per valutare il burnout. Ricorda che i test che si trovano in Rete non possono sostituire il parere di un esperto e che qualunque risultato tu possa ottenere, deve essere considerato indicativo e non definitivo.

Laureata in psicologia clinica dello sviluppo e neuropsicologia, si occupa di sostegno psicologico per individui, coppie e famiglie con particolare attenzione altro…