Il pensiero positivo: quando ti aiuta e quando invece diventa un ostacolo alla tua felicità

“Volere è potere”, “Pensa positivo e tutto andrà bene”, “Se lo vuoi, ci riuscirai”, “Se ci credi, tutto è possibile”, “Diventi ciò che pensi”, “Impossibile è solo un limite della tua mente”, “Se pensi negativo, ti accadranno cose negative”: sono esempi di frasi motivazionali tipiche del filone del pensiero positivo, che dagli anni ’90 si è diffuso soprattutto negli Stati Uniti.
Dott.ssa Samanta Travini Dottoressa in Psicologia Clinica
22 novembre 2019 * ultima modifica il 22/11/2019

Volere è potere”, “Pensa positivo e tutto andrà bene”, “Se lo vuoi, ci riuscirai”, “Se ci credi, tutto è possibile”, “Diventi ciò che pensi”, “Impossibile è solo un limite della tua mente”, “Se pensi negativo, ti accadranno cose negative”: sono esempi di frasi motivazionali tipiche del filone del pensiero positivo, che dagli anni ’90 si è diffuso soprattutto negli Stati Uniti.

Cosa si intende per pensiero positivo

Cerchiamo di capire nel dettaglio che cosa si intende per pensiero positivo. Molti lo confondono con il semplice ottimismo, altri addirittura con l'"illusione" della persona che non "vede" i problemi o i fallimenti, altri ancora come un semplice schema mentale che si attiva solo quando ci serve.

Con il termine pensiero positivo si designa "una scuola di pensiero che sostiene il vantaggio di allineare la mente a uno stato di positività, superando gli schemi di pensiero negativi sussistenti e creandone di nuovi, più ottimisti e sani, al fine di affrontare con fiducia la propria esperienza di vita e raggiungere il benessere psicofisico" (Louise Hay).

Lo scopo di questo approccio, noto come psicologia positiva, è quello di attivare un cambiamento puntando sulle risorse e sulle potenzialità dell'individuo in modo che, oltre alla cura del disturbo e del disagio, ci sia spazio anche per "tutto ciò che rende la vita meritevole di essere vissuta".

Barbara Fredrickson, nota scienziata della Stanford University, famosa per i suoi studi in psicologia positiva, sostiene che pensare positivo è il risultato di un allenamento continuo poiché la naturale inclinazione della mente è quella di concentrarsi sugli aspetti negativi per garantire la nostra sopravvivenza.

Infatti, anticipando i pericoli (anche se non sono reali) prepariamo il corpo a difendersi da essi. Dimensioni come la preoccupazione, l’inquietudine o l’ansia portano immediatamente il corpo a secernere varie sostanze chimiche come il cortisolo, in modo da permetterci di essere sempre allerta.

D’altra parte, i neuropsicologi sostengono che i pensieri negativi  non hanno solo un impatto sulla nostra salute e sul nostro benessere, ma spesso rimangono stampati nei nostri ambienti, influenzando le nostre famiglie, i nostri amici, e i nostri colleghi di lavoro.

Come ti può aiutare il pensiero positivo

Il pensiero positivo possiede alcuni benefici che sono:

  • Riduce i livelli di stress;
  • Migliora il tono dell'umore;
  • Aumenta le capacità di fronteggiare situazioni stressanti o problematiche;
  • Aumenta la resistenza immunitaria dell'organismo;
  • Migliora la memoria e la concentrazione;
  • Aumenta la fiducia in se stessi e nelle proprie capacità;
  • Aumenta la capacità di rilassarsi e affrontare lo stress;
  • Incrementa la motivazione personale;
  • Potenzia la produttività (nello studio, sul lavoro, nello sport ecc.).

Dai vari studi è emerso che un atteggiamento ottimista favorisce le persone nel coltivare i propri talenti, sviluppare risorse personali, vivere una vita più serena e appagante. È stato inoltre dimostrato che non ci sono condizioni oggettive per il benessere delle persone. Una persona a cui va tutto bene – è sposata con la persona che ama, ha successo sul lavoro, è ricca ecc. – potrebbe non essere felice, o almeno non più di una persona che non possiede nulla di tutto questo. Le Neuroscienze confermano: non è il successo che determina la felicità, bensì l'ottimismo e la positività che possono aiutare a raggiungere il successo.

La psicologia positiva sottolinea proprio questo aspetto, sostenendo che l'ottimismo non è una caratteristica innata della persona, ma un atteggiamento e può essere imparato. Se nella vita a volte capita di non poter modificare le cose che non vanno bene, è altrettanto vero che puoi modificare il tuo modo di porti di fronte ad esse.

Consigli per pensare positivo

Di fronte a brutte sensazioni spesso sorgono pensieri altrettanto negativi. A loro volta questi risvegliano emozioni negative come: timore, incertezza, scoraggiamento, che incentivano nuovamente i pensieri negativi, continuando in una sorta di circolo vizioso. In questo modo l'ottimismo, la concentrazione, la motivazione e la grinta diminuiscono.

Sospendere quei pensieri automatici e formulare pensieri più funzionali ti permette di influenzare in modo positivo emozioni e comportamenti. Se per esempio prima di un esame universitario o di un colloquio di lavoro cercherai di avere pensieri positivi e un atteggiamento ottimista, potrai influenzare positivamente la tua performance. Questo perché il pensiero positivo prepara ad affrontare al meglio qualsiasi sfida: aumenta la creatività, aiuta a vedere i problemi da punti di vista diversi, affrontarli e/o risolverli.

Limiti del pensiero positivo

L'idea che occorra sbarazzarsi di pensieri ed emozioni negative, che ostacolano il raggiungimento dei tuoi obiettivi è un'interpretazione distorta della psicologia positiva, che si è diffusa originariamente con l’intento di sottolineare e rafforzare le potenzialità e le risorse della persona.

L’idea che per essere felici basti volerlo risulta ansiogena e colpevolizzante per tutte quelle persone che non riescono a vedere il lato positivo delle situazioni di sofferenza in cui si trovano. Pensano di essere sbagliate per le emozioni negative che provano e credono di essere deboli e incapaci di reagire.

Distrarti forzatamente da pensieri negativi significa non riconoscere e accettare la sofferenza. Coltivare pensieri ed emozioni positive è certamente un bene, ma non con l’intento di utilizzarli come antidoto a quelle negativi e in sostituzione di essi. Accettare e lasciar scorrere anche pensieri ed emozioni sgradevoli senza tentare di scacciarli ti permette di esistere pienamente. Vivere in modo positivo significa poter accettare ciò che accade in un dato momento, permettersi di vivere l’istante presente, sia che si tratti di un momento di gioia o invece di tristezza e di dolore. La vera serenità passa attraverso la capacità di conoscere e accettare anche il dolore e viverlo con consapevolezza.

La via negativa per la felicità

Sustine et abstine, recita il motto del filosofo greco Epittèto che riassume l’etica della filosofia stoica: sopporta quel che capita e astieniti da tutto ciò che non è in tuo potere cambiare. Questa antica formula per la felicità sembra tuttavia essere in contrasto con la tendenza odierna del pensiero positivo.

L’approccio dei filosofi stoici teneva in grande considerazione il senso del limite secondo cui l’aspirazione dell’essere umano doveva essere al massimo nel raggiungimento della tranquillità che prescindeva dalla faticosa ricerca del controllo degli eventi spiacevoli e dei pensieri negativi. In questo senso, una delle strategie utilizzate consisteva proprio nel confrontarsi con le esperienze negative della vita e con le emozioni che ne conseguivano, e di esaminarle attraverso l’uso della ragione, invece di tentare di eluderle.

Oliver Burkeman sostiene che lo sforzo continuo per eliminare le difficoltà e le incertezze della vita può essere perfino controproducente al fine di raggiungere quella che viene comunemente intesa come felicità poiché rende il fallimento ancora più difficile da gestire.

Secondo Burkenam, accogliere deliberatamente ciò che riteniamo negativo sarebbe una precondizione della vera felicità. Al contrario l’ottimismo incondizionato non fa che acuire lo shock quando le cose vanno per il verso sbagliato: sforzandoci di nutrire esclusivamente convinzioni positive sul futuro, il pensatore positivo finisce per essere meno preparato e più vulnerabile agli (inevitabili) eventi che non riesce a classificare come auspicabili.

Nel corso degli anni sono state condotte svariate ricerche in questo campo, al fine di verificare le possibili conseguenze negative sul benessere e sulla salute mentale dell’applicazione di un approccio così radicale. La conclusione alla quale sono giunte è stata la seguente: i tuoi tentativi di raggiungere la felicità attraverso l’auto-imposizione di un pensiero positivo possono renderti più depresso, così come i tuoi tentativi di eliminare tutto ciò che credi essere negativo, come il fallimento, l’incertezza, e i sentimenti di tristezza, sono proprio gli stessi che contribuiscono a renderti più insicuro, ansioso o infelice.

A mio parere è necessario sottolineare e rafforzare le potenzialità e le risorse della persona, così come saper cogliere il bello dalla vita, ma è altrettanto necessario saper vivere e accettare un momento di tristezza, di sconforto e di rabbia. Solo in questo modo, essendo consapevole dei tuoi limiti e delle tue risorse sarà possibile affrontare le situazioni che ti sembrano insostenibili, invece di mettere in atto evitamenti cognitivi, comportamentali  ed emotivi riguardo a ciò che ti fa paura, o che percepisci come indesiderabile.

Laureata in psicologia clinica dello sviluppo e neuropsicologia, ha lavorato in contesti educativi, sociali e nei servizi psicologici di base, maturando altro…