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25 Maggio 2019
15:00

In Puglia è nato un mulino condiviso: strumento di produzione, ma anche luogo di socialità e cultura

Un mulino realizzato con una raccolta fondi e vari contributi per incentivare un cibo antico e migliore, la lotta allo spopolamento dei piccoli paesi del Salento, la produzione famigliare e locale. Il mulino condiviso aiuterà piccoli imprenditori e famiglie in difficoltà e si propone anche come luogo di socialità e cultura.

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In Puglia è nato un mulino condiviso: strumento di produzione, ma anche luogo di socialità e cultura
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Un luogo in cui riscoprire le antiche produzioni alimentari, recuperare le tecniche di lavorazione di farina e cereali e anche in cui riscoprire la socialità di una comunità che si sta sempre più svuotando. Un mulino condiviso, ovvero a disposizione di tutti, da poco più di un mese è divenuto realtà. Si trova a Castiglione d’Otranto, una frazione di Andrano provincia di Lecce, ed è nato da un’idea dell’associazione Casa delle Agriculture Tullia e Gino.

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Il luogo è un vero e proprio centro di trasformazione dei cereali e dei legumi che consentirà a chiunque di realizzare farine e lavorare cereali a costo ridottissimo. Così famiglie, imprenditori e agricoltori avranno a disposizione uno strumento di qualità per produrre cibo di qualità, conservando il vero valore del prodotto locale salentino nato dai cereali a km0.

Il macchinario consiste in un mulino a pietra per la molitura di grani antichi, per la realizzazione del quale è stata creata una raccolta fondi grazie a cui sono stati recuperati ben 37mila euro, seguiti da uno stanziamento di 50mila euro da parte della regione Puglia per locali e macchinari.

Dal 31 marzo 2019, data di inaugurazione, l’attrezzo è stato messo a disposizione della comunità, per incentivare una vera e propria democrazia del cibo, sia dal punto di vista della produzione che della fruizione. Un modo efficace e brillante per incentivare i prodotti locali, la lotta allo spopolamento del territorio, il ritorno alle vecchie tradizioni agricole.

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Ma non solo. Il mulino condiviso si propone anche come spazio di socialità, comunità e cultura. Infatti, oltre allo strumento sono stati messi a disposizione della comunità della zona anche un giardino con alberi da frutto, uno spazio per la lettura e una little free library donata dalla Cianfrusoteca di Salice Salentino. Un luogo nuovo eppure che profuma di antiche tradizioni, dove il senso della comunità si riscopre e apre le porte a nuovi scenari di produzione e fascino.

Foto di Alexander Corciulo

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.