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26 Gennaio 2019
17:30

La Grande barriera corallina si sta adattando ai cambiamenti ambientali

Dal 4 gennaio un team di 18 scienziati dell’Australian Insitute of Marine Science sta analizzando gli effetti dello sbiancamento dei coralli sull’ecosistema marino. E i primi risultati lasciano ben sperare: pare infatti che alcune parti della Grande barriera corallina si stiano adattando ai cambiamenti ambientali.

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La Grande barriera corallina si sta adattando ai cambiamenti ambientali
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I coralli sono creature estremamente sensibili al riscaldamento globale e, più in generale, ai cambiamenti che interessano l’ambiente. E da cosa lo puoi capire? Dal fatto che, quando sottoposti a luce solare diretta o a temperature troppo elevate, si ammalano diventando bianchi. E questa è la ragione principale per cui un team di 18 esperti australiani ha intrapreso una missione di ricerca lunga 25 giorni per analizzare lo stato di salute della Grande barriera corallina e dell’ecosistema che la circonda. A bordo della nave Solanda, gli scienziati dell’Australian Institue of Marine Science (Aims) sono partiti per questo viaggio, che è iniziato il 4 gennaio e si concluderà il 29, per capire meglio come la flora e la fauna marina della zona stanno reagendo al complessivo aumento di temperatura globale, osservando gli effetti collaterali sull’ambiente dovuti ai recenti grandi casi di sbiancamento dei coralli, avvenuti uno nel 2016 e uno nel 2017.

Potresti pensare che i risultati delle analisi condotte fino ad ora siano quasi catastrofici, ma non è così. Infatti, pare che la barriera corallina stia iniziando a reagire in modo positivo ai cambiamenti ambientali, adattandosi e trovando una diversa risposta biologica. In conclusione, potrebbero esserci specie di corallo più adatte alla sopravvivenza rispetto ad altre più fragili, e questo accenderebbe la speranza che una delle più grandi meraviglie del mondo possa sopravvivere e continuare a rappresentare un patrimonio naturale inestimabile.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.